Un pub nel paleogene?

26 marzo 2014
Antichi birrai (scherzi a parte, gli antichi egizi bevevano veramente birra)

Antichi birrai (scherzi a parte, davvero gli egizi bevevano birra)

Poco tempo fa mi è capitato di leggere una delle solite fesserie contro la teoria darwiniana dell’evoluzione delle specie.

Intrappolati nel permafrost dell’Alaska sono stati trovati batteri vecchi di 30.000 anni (vedi qui). Nel loro DNA è stata trovata una componente che denoterebbe resistenza ad alcuni antibiotici. La domanda sorge spontanea: come potevano essere immuni agli antibiotici dei batteri vecchi di 30.000 anni se gli antibiotici sono stati inventati solo 70 anni fa? Al fuffaro creazionista basta la domanda: quei batteri sono una prova dell’insensatezza della teoria darwiniana.

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Il Lamento del Credulone

19 marzo 2014

Voglio credere!

I sostenitori delle pseudoscienze hanno spesso schemi comportamentali abbastanza riconoscibili nelle discussioni.

In genere, di fronte a una critica circostanziata di una qualunque ipotesi “alternativa” di quelle in cui loro credono, interverranno – magari con un  tono apparentemente bonario – dicendo di saperla lunga, che voi state trattando l’argomento con superficialità dicendo cose arcinote mentre loro sanno (o hanno saputo da persone “bene informate”) altre cose che solo gente dalla mente aperta e predisposta può comprendere; insomma: cose che voi umani non potreste immaginarvi

Salterà presto fuori che queste persone ben informate in realtà non sono proprio bene informate, che le cose “che noi umani non potremmo immaginarci” in realtà ce le immaginiamo benissimo (e magari le giudichiamo pure delle cazzate già da un po’), ecc. La polemica continuerà, il fuffaro se la prenderà per il tono arrogante e alla fine, indignato per tanta sicumera, reciterà quello che io chiamo “il lamento del fuffaro“.

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Contrordine! ISON forse è ancora viva!

29 novembre 2013

A quanto pare la ISON ha beffato l’occhio elettronico del Solar Dynamics Observatory ed è sopravvissuta al passaggio al perielio. Ecco una fantastica sequenza animata di fotogrammi di SOHO, uno degli altri osservatori solari automatici della NASA che era pronto a rilevare l’evento:

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La ISON non ce l’ha fatta

29 novembre 2013

Brevissimo aggiornamento… È probabile che la cometa ISON non sia sopravvissuta al passaggio al perielio. L’osservatorio astronomico orbitale Solar Dynamics Observatory della NASA ha scattato una foto dopo l’incontro ravvicinato della cometa col Sole.
La ISON forse non ce l'ha fattaLa crocetta indica il punto in cui avrebbe dovuto trovarsi la cometa. Il suo destino non è ancora certo ma sembra probabile che si sia dissolta sgretolandosi in piccoli pezzi a causa della forte temperatura ma soprattutto dell’immenso stress mareale cui è stata sottoposta.

Se i timori della NASA fossero confermati sarebbe un vero peccato. Se la ISON fosse sopravvissuta avrebbe offerto uno spettacolo pirotecnico nei cieli invernali. Probabile che ci tocchi aspettare ancora un po’ per una nuova Hale-Bopp.

Per i catastrofisti: no, non c’è rischio che eventuali pezzi della ISON colpiscano il nostro pianeta.


La cometa ISON sta per passare al perielio

28 novembre 2013

Ecco una stupenda foto dell’osservatorio automatico SOHO della ISON vicina al perielio:

La cometa SOHO vicinissima al perielio

La cometa SOHO vicinissima al perielio

Il disco più scuro con al centro il Sole è un filtro per non bruciare i delicati sensori della sonda col fulgore del nostro astro. La ISON è quella scia luminosissima in basso a destra. Quello che si vede sono la chioma e la coda della cometa, il cui nucleo probabilmente è un oggetto di qualche km al massimo. Per un confronto, pensate che il diametro del Sole è di quasi un milione e quattrocentomila chilometri.

Sapremo se la cometa sarà sopravvissuta al passaggio in prossimità del Sole nei prossimi giorni.


ISON in avvicinamento al sole

23 novembre 2013
La cometa ISON si avvicina al perielio

(cliccate sull’immagine per vedere l’animazione)

Che catastrofisti e fuffari incrocino le dita! Potrebbero presto aver qualcosa su cui blaterare idiozie!

La sonda automatica STEREO-A che con la gemella STEREO-B sta studiando il Sole e si trova a decine di milioni di chilometri dal nostro pianeta, sta riprendendo la cometa ISON in avvicinamento al Sole.

L’animazione qui sopra (cliccate sull’immagine per vederla e poi il pulsante “indietro” sul vostro browser per tornare all’articolo) è composta da alcuni fotogrammi che mostrano sullo sfondo le stelle fisse che sembrano spostarsi da sinistra verso destra, Mercurio e la Terra che sembrano più o meno fermi (in realtà si muovono troppo poco per apprezzare uno spostamento e le bande verticali appaiono perché l’eccessiva luminosità dei due pianeti disturba gli strumenti dell’osservatorio). Quella specie di fumo è l’esito di qualche eruzione coronale del Sole, che è tagliato fuori campo sulla destra. Il puntolino con la coda svolazzante (notare come sventola al vento solare) è la cometa periodica Encke. A un certo punto fa capolino sulla sinistra la cometa ISON che sembra avere una coda significativa. Si muove più veloce degli altri oggetti perché è più vicina alla sonda.

La ISON sta avvicinandosi al Sole e passerà al perielio – il punto più vicino alla nostra stella – il 28 novembre. Se sopravviverà all’abbraccio ardente potrebbe diventare molto luminosa e regalarci – speriamo!!! – un bello spettacolo per la fine dell’anno.


Nube interstellare killer in arrivo per il 2014?

3 novembre 2013
Gli strati esterni di una stella precipitano in un buco nero.

Strati esterni di una stella precipitano in un buco nero.

Albert Shervinsky… Chi era costui?

Diversi blog dedicati ai presunti “misteri” (leggi: fuffa) stanno ripetendo la catastrofica notizia di una nube distruttiva emessa nientepopodimeno che dal buco nero centrale della Galassia e destinata a investire in pieno il nostro pianeta nel 2014.

L’Astrofisico britannico Albert Shervinsky, dell’università di Cambridge, è sicuro che una nube di polveri fuoriuscite da un buco nero vicino al centro della nostra Galassia, si sta avvicinando al nostro sistema planetario e distruggerà la Terra. ”Se la nube raggiungerà la Terra – commenta l’astrofisico -  il suo effetto sul nostro pianeta sarà come l’acqua versata su un foglio scritto con l’inchiostro, che corrode le parole e le trasforma in guazzabuglio“. Secondo lo stesso Shervinsky, la NASA tiene in segreto questa informazione temendo disordini a livello globale. La nube ha 17 milioni di chilometri di diametro. La sua composizione sarebbe qualche sostanza emessa dai buchi neri che divorerebbe la materia normale.

Dobbiamo preoccuparci?

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