Il Tristo Mietitore


Il tristo mietitore

Il Tristo Mietitore ("Il senso della vita", Monty Python, 1983)

Un aforisma dice che le uniche cose certe al mondo sono la morte e le tasse… Questo è vero in tutti i paesi civili. In Italia – per parafrasare Benigni – le tasse sono certe solo per chi le paga. Per chi le evade la certezza è la politica fiscale di questo governo, che da 16 anni a questa parte è stata incentrata su condoni, sanatorie, scudi fiscali e depenalizzazioni. In compenso, chi paga le tasse in Italia, ha una certezza in più: che continueranno ad aumentare. Siamo passati quest’anno dal quarto, al terzo posto il Europa per pressione fiscale.

Parlerò quindi dell’altro argomento, meno lugubre e più equo delle tasse: la morte…La morte e la paura di morire sono oggetto di un dibattito che continua forse dalla notte dei tempi. Cosa sarebbero filosofia, religione, scienza, letteratura, poesia senza la consapevolezza della limitatezza della nostra vita?

Nel corso del XX secolo la speranza di vita alla nascita nei paesi occidentali è quasi triplicata. Chi nasceva nel medioevo poteva sperare di vivere fino a 30/35 anni. Chi nasce oggi in occidente può sperare di arrivare tranquillamente a 80/85.

Oggi si vive di più e si muore per cause diverse che in passato. Nessuno nel medioevo è mai morto per incidenti aerei; qualcuno veniva colpito da un fulmine, ma nessuno è mai morto folgorato per aver toccato un filo elettrico scoperto.

D’altra parte, se si osservano le  statistiche, risulta evidente che – anche oggi – aver paura di certi tipi di morte è qualcosa che forse va persino oltre l’irrazionalità.

Ho comprato un libro intitolato “La fine di tutto – dai singoli individui all’intero universo“, di Chris Impey (“La biblioteca delle Scienze”). Il titolo fa venire la tentazione di toccar ferro anche allo scettico più incallito; la prima di copertina è tutta nera; la quarta ricorda una lapide di marmo… Troppo, perché uno scettico possa resistere!

Uno dei primi paragrafi ha un passaggio interessante sulla paura della morte e lo riporto qui quasi integralmente.

«Guidare è di gran lunga l’attività più pericolosa tra quelle che facciamo quotidianamente, eppure sono rarissime le persone che ne hanno una precisa consapevolezza. Gli incidenti al volante o in moto sono tra le principali causa di morte tra gli adolescenti.

Molte persone hanno paura di volare, eppure la probabilità di morire in un incidente aereo è di 1 su 19.000, tanto che bisognerebbe volare una volta alla settimana per tutto l’arco della vita perché il tasso di rischio si avvicini a quello di morire di cancro.

La paura di morire in un attacco terroristico è semplicemente ridicola. Per ogni statunitense ucciso da un terrorista ce ne sono 10.000 colpiti a morte da un non-terrorista; per di più la maggior parte di questi non-terroristi sono persone che si conoscono, e di solito si tratta di parenti.

Ecco alcuni fatti nudi e incontrovertibili: il freddo è più pericoloso del caldo. Gli stuzzicadenti sono più pericolosi dei fulmini. I pedoni sono più pericolosi del fuoco. I letti sono più pericolosi delle scale. I serpenti sono più pericolosi dei terroristi. I pigiami in tessuto sintetico infiammabile sono più pericolosi della puntura di un’ape. Le noci di cocco sono più pericolose degli squali.

Ed ecco alcuni consigli pratici basati sulle statistiche. L’American Medical Association ha dimostrato che negli Stati Uniti la maggior parte delle morti è causata da comportamenti modificabili. Se tutti mangiassero in modo corretto, facessero esercizio e smettessero di fumare, il tasso di mortalità si ridurrebbe di un terzo. È semplice, ma è anche un po’ banale, quindi allunghiamo un po’ questa lista per scoprire quali altri mutamenti nello stile di vita varrebbe la pena di prendere in considerazione.

Le cadute accidentali sono mortali in 1 caso su 36, quindi dopo aver fatto la corsetta quotidiana sarebbe opportuno starsene seduti in casa. Dopodiché, la seconda cosa più pericolosa siamo noi stessi: avere pensieri positivi tiene alla larga dal suicidio. Tutta una serie di pericoli naturali può essere evitata scegliendo il posto giusto dove vivere. Un posticino grazioso come Muncie, nell’Indiana, ci renderebbe immuni da tornado, uragani, terremoti, tsunami e così pure dal rischio di annegare. Da quelle parti, poi, le case sono a buon mercato, il che non guasta. Per un americano, inoltre, la probabilità di morire per un’esecuzione capitale è di 1 su 60.000, che scende vertiginosamente se si rispetta la legge.

Procedere oltre nell’esaminare i rischi confina con l’ossessione, ma che diamine!

L’acqua è pericolosa in modo inversamente proporzionale alla sua quantità. E così, le vasche da bagno sono più pericolose delle piscine, a loro volta più pericolose del mare. Ed è buona regola maneggiare con cura una tazza di caffè o di tè.

Indossare un’armatura o una tuta di amianto o in tessuto isolante aiuta a gestire situazioni come attacchi di animali feroci, morsi di serpenti o insetti velenosi e scariche ad alta tensione.

Persino il gioco d’azzardo può diventare un problema. La National Public Radio ha riportato che i newyorkesi hanno 17 volte più probabilità di morire mentre attraversano il ponte che conduce nel New Jersey con lo scopo di acquistare un biglietto della lotteria emesso da quello Stato rispetto a quella di vincere il primo premio di quella lotteria. Ecco un’altra ottima ragione per starsene seduti tranquilli in casa.

Infine – e non è un consiglio, perché su questo non possiamo farci nulla – c’è da sperare di essere donna. Le femmine vivono più a lungo dei maschi. Il loro principale rischio di genere – morire dando alla luce un figlio – si è ridotto drasticamente grazie alla maggiore attenzione da parte dei medici, e poi hanno scarse probabilità di morire in guerra. I peggiori nemici delle donne sono gli uomini. I maschi bevono di più, fumano di più, muoiono più di frequente negli incidenti stradali, e uccidono e si uccidono più spesso. Ne consegue che la forbice tra la speranza di vita nei maschi e nelle femmine si sta aprendo sempre di più…»

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