I dieci comandamenti

31 luglio 2015
10 comandamenti per il XII secolo?

10 comandamenti per il XII secolo?

Per un ateo, una persona che ha deciso che sotto i suoi piedi non c’è nessun inferno, che sopra la sua testa c’è solo il cielo stellato e che non servono un dio o una religione per essere una brava persona, non esistono comandamenti divini così come non esistono dogmi.

Un ateo è però un individuo sociale e quindi necessariamente morale. Codificare delle norme comportamentali e rappresentarle in forma di comandamenti o precetti e magari enumerarle è un modo comodo e stimolante per parlarne e magari metterle in discussione (perché, si sa, gli atei sono tendenzialmente cagacazzi). Se certe linee guida etiche fossero seguite da tutti, anche dai non atei, il mondo probabilmente sarebbe un posto (molto) migliore in cui vivere.

Un interessante tentativo di elencarne alcune è l’iniziativa Atheist Mind Humanist heart, un premio per trovare i 10 comandamenti per il XXI secolo. Ne son stati raccolti quasi 3000. I più votati sono risultati i seguenti:

  1. Sii di mente aperta, e disposto a cambiare le tue convinzioni di fronte a prove nuove.
  2. Cerca di capire cosa è, nei limiti della probabilità, la verità, e non di credere a ciò che vorresti che fosse la verità.
  3. Il metodo scientifico è il mezzo più affidabile per comprendere il mondo della natura.
  4. Ogni persona ha il diritto di decidere sul proprio corpo.
  5. Non è necessario che ci sia Dio per essere una buona persona o per vivere una vita piena di significato.
  6. Pensa sempre alle conseguenze delle tue azioni e riconosci che devi assumerti le responsabilità per ognuna di esse.
  7. Tratta gli altri come vorresti che gli altri trattassero te, e come vorrebbero essere trattate. Pensa sempre al loro punto di vista.
  8. Abbiamo la responsabilità di considerare gli altri, anche le future generazioni.
  9. Non esiste un modo giusto di vivere.
  10. Lascia il mondo migliore di come lo hai trovato.

Trattandosi di una classifica inevitabilmente alcuni sono molto simili e l’ordine è opinabile. IntelligenteMi permetto perciò di aggiungerne qualcuno. Ecco quelli che Richard Dawkins ha proposto nel suo bel libro “La delusione di Dio”:

  • Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te stesso (una riduzione del n. 7 dell’elenco precedente).
  • In qualsiasi situazione cerca di non danneggiare nessuno.
  • Tratta gli altri esseri umani, tutti gli esseri umani, e il mondo in generale con amore, rispetto, lealtà e onestà (il n. 8).
  • Non tollerare che sia commesso il male e non sottrarti al compito di amministrare la giustizia; sii pronto a perdonare le offese ogniqualvolta chi le ha arrecate riconosca le proprie responsabilità e sia sinceramente pentito.
  • Vivi la vita con un senso di meraviglia e gioia.
  • Cerca sempre di imparare qualcosa di nuovo.
  • Sottoponi tutto a verifica; controlla sempre che le tue idee si accordino con i fatti e scarta anche credenze a cui sei affezionato se si rivelano false e contraddette dai dati reali (n. 2).
  • Non censurare nè respingere a priori le idee diverse dalle tue, ma rispetta sempre il diritto degli altri di dissentire da te.
  • Formati opinioni indipendenti sulla base del tuo raziocinio e della tua esperienza; non lasciarti trascinare ciecamente dagli altri.
  • Metti tutto in discussione.

Un altro che mi piace molto è l’ultima raccomandazione di Ernesto “Che” Guevara lasciata nella lettera di addio ai suoi figli:

«Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo. È la qualità più bella di un rivoluzionario.»

 


Come dimostrare a un cieco che la fotografia esiste?

26 luglio 2015

psi«Come dimostreresti a un cieco che la fotografia esiste?». Questa è la domanda che mi è stata fatta.

Sapevo dove l’interlocutore voleva arrivare. Avevamo discusso di parapsicologia. Lui crede convintamente nei poteri psichici, ha avuto esperienze parapsicologiche e frequenta regolarmente un sensitivo. La sua posizione era che, dal momento che io non avevo sperimentato dei poteri psichici, non avrei mai potuto credere in ciò che lui “sapeva” essere vero. Non si può dimostrare a un cieco che la fotografia esiste e allo stesso modo nessuno potrà mai dimostrare a me che i poteri psichici sono reali.

Ho dovuto pensarci su per dieci secondi per trovare un modo di dimostrare che aveva torto. Ecco cosa gli ho detto.

Dai a un cieco una macchina fotografica, un treppiede e un telecomando per lo scatto. L’ideale sarebbe una Polaroid o una digitale con la possibilità di stampare immediatamente la foto. Tutti lasciano la stanza escluso il cieco. Il cieco si fa una foto indicando un numero a caso con le dita alzate (da uno a cinque). Una persona vedente ritorna nella stanza, guarda la foto e gli dice «tenevi X dita alzate». Se il numero è esatto e se continua a ricevere risposte corrette per quanti esperimenti faccia, il cieco sarà costretto ad ammettere che la fotografia è reale. Tecnicamente concluderà che l’ipotesi che “la macchina fotografica può registrare un’immagine visiva” potrebbe essere corretta.

Vorrà ripetere l’esperimento in stanze diverse e con vedenti diversi. Vorrà fare controlli più severi per esser certo che nessuno spii dal buco della serratura. Vorrà che altre persone cieche ripetano con successo l’esperimento. Ma essenzialmente sarà convinto dal metodo.

Il mio interlocutore a quel punto si è fatto silenzioso. È seccante quando le tue analogie ti si ritorcono contro. Io però volevo andare oltre. Volevo fargli io qualche domanda. La prima è stata questa.

Se ripetendo l’esperimento 1000 volte il cieco ricevesse la risposta giusta diciamo 225 volte su 1000 (tenendo conto che una risposta casuale darebbe più o meno 200 risultati corretti su 1000) potrebbe concludere che questa anomalia è una prova della fotografia?

E se, con controlli più severi, il risultato si portasse vicino a 200 risposte esatte, ossia alla pura casualità? E se scoprisse che il vedente stava barando?

E se al cieco fosse chiesto di fare un disegno su un foglio di carta da esporre alla macchina fotografica al posto delle dita? La persona vedente dovrebbe scrivere cosa pensa che il disegno rappresenti e un giudice dovrebbe valutare da 1 a 10 quanto la descrizione si avvicina al disegno. Diciamo che il cieco disegni un cerchio, che il vedente scriva “albero” e che il giudice assegni 7 perché un albero è più o meno tondo. Il cieco dovrebbe essere convinto?

Se il cieco dovesse scegliere uno di quattro simboli da tenere alzato davanti alla fotocamera al posto delle dita? Al vedente vengono mostrati i quattro simboli e gli viene chiesto in che grado ciascuno di essi si avvicina a quello nella foto. Il vedente fa “centro” se assegna il punteggio più alto al simbolo giusto.
Se il vedente facesse “centro” il 35% delle volte (quando tirando a caso ci azzeccherebbe nel 25% dei casi) il cieco dovrebbe essere convinto?
Se la persona che conduce l’esperimento fosse nella stanza quando viene fatta la foto e suggerisse alla persona vedente durante il processo di valutazione, il cieco dovrebbe essere convinto? E se fossero trovati diversi altri errori sperimentali?

Se un’organizzazione scientifica passasse 25 anni cercando di capire se i vedenti possono indovinare quante dita un cieco tiene alzate davanti a una macchina fotografica e concludesse che ci sono ben poche prove, ammesso che ce ne siano, a supporto dell’ipotesi?

E se un prestigiatore offrisse un milione di dollari al vedente in grado di superare il test delle cinque dita ma nessuno fosse in grado di farlo?

A questo punto il cieco non dovrebbe chiedere «come mai non riuscite a dirmi quante dita tengo alzate?»

Il ragazzo non ha voluto rispondere. Ha ammesso che la sua analogia andava bene per me che non avevo avuto esperienze psichiche ma che a quanto pare non funzionava se rivolta contro le sue convinzioni.

E poi dicono che sono gli scettici ad aver la mente chiusa!

Originale: http://skeptico.blogs.com/skeptico/2005/03/how_do_you_prov.html


La bufala dei 98 milardi di condono ai gestori del gioco d’azzardo

8 settembre 2014

Nel repertorio di slogan urlati dai pasdaran pentastellati su social media, commenti agli articoli dei giornali, forum e blog uno dei più gettonati è il “condono di 98 miliardi” ai gestori del gioco d’azzardo in Italia.

Da dove arrivano i 98 miliardi? È quanto il generale della Finanza Umberto Rapetto aveva inizialmente contestato alle società concessionarie. Ciò che manca negli slogan è che in seguito la Corte dei Conti ha ridotto la richiesta a  2,5 miliardi, una cifra molto alta ma lontanissima da quella cotestata inizialmente.

La cosa fastidiosa è che questi 98 miliardi continuino a girare quando anche esponenti di primo piano del M5S ammettono che le cose stanno diversamente. La prova?

Nel giorno del discorso alla Camera di Matteo Renzi per il suo insediamento come Presidente del Consiglio passò su tutti i giornali uno scambio di “pizzini” tra l’ex sindaco di Firenze e il vicepresidente della Camera Luigi di Maio. Quella che ci interessa è la risposta di Di Maio a Renzi. Eccola:

2,5 miliardi di euro di condono alle slot machine

2,5 miliardi di euro di condono alle slot machine

Scrive Di Maio nel suo elenco: “2,5 miliardi di euro di condono alle slot machine“.

Le società concessionarie se la sono cavata pagando 600 milioni. Di sicuro 1,9 miliardi sono uno sconto enorme che può e deve indignare; ma non è niente di paragonabile ai 98 miliardi di cui si continua impunemente a ragliare.

 

 


Quando anche Grillo sfotteva i complottisti e le scie chimiche…

29 luglio 2014

È interessante sentire quello che un disincantato Beppe Grillo raccontava tempo fa sulle scie chimiche e i complotti. Il video è stato caricato su youtube nel settembre 2012 ma non so a quanto tempo fa risalga.

Cito testualmente:

[…] La cosa interessante sono quelli seduti che stanno ad ascoltare. Chi sono? Sono … alcuni della 5a dimensione! C’è gente che passa e dice: «perché non parli…? È colpa tutta… tutta colpa delle scie chimiche. Parla delle scie chimiche! Le abbiamo fotografate! Stanno cambiando il clima, gli americani, con le scie chimiche!». Poi arriva un altro e dice: «come mai nessuno parla della fusione fredda? Che fine ha fatto? Preparate il morto. Chi l’ha ammazzato?» e se ne va…

Certo, è un bel passo avanti da parte di chi negava l’esistenza dell’AIDS e pubblicizzava palle di ceramica per fare il bucato.

Peccato solo che parecchia di quella gente stramba che chiedeva cose assurde sia diventata parlamentare o abbia oggi incarichi di rilievo nel movimento.

Non passa quasi giorno che un militante o un eletto pentastellato non balzi all’onore delle cronache per le sue affermazioni poco “ortodosse”.

Qualche esempio? C’è il deputato Carlo Sibilla che il 20 luglio twittava «Oggi si festeggia anniversario sbarco sulla #luna. Dopo 43 anni ancora nessuno se la sente di dire che era una farsa»; la “cittadina” Tatiana Basilio tempo fa su facebook si lamentava che «Le sirene esistono ma ce lo nascondono»; prima ancora il deputato Paolo Bernini scriveva: «Non so se lo sapete, ma in America hanno già iniziato a mettere i microchip all’interno del coropo umano…»; Monia Benini, l’addetta stampa del movimento al parlamento, è da tempo impegnata nella lotta contro le terribili scie chimiche; diverse sono state le iniziative dei pentastellati a livello locale contro la vaccinazione di massa e c’è anche una proposta di legge depositata in parlamento e firmata da Emanuela Corda.

Questi che gli chiedevano cose strane son riusciti a convincerlo? O tutto sommato gente così gli fa comodo? Non voglio pensar male per cui do per buona la prima: Beppe, a quando una bella interpellanza parlamentare sulle scie chimiche come il peggior Di Pietro? O magari sul signoraggio?

 


Di Battista, il ballista inconsapevole

1 giugno 2014
Uno dei migliori comunicatori M5S

Uno dei migliori comunicatori M5S (figuriamoci gli altri…)

Secondo il pasdaran grillino Alessandro Di Battista (#Diba per i suoi sostenitori) il risultato elettorale deludente del M5S sarebbe stato determinato dalla bassa affluenza alle urne che a suo dire avrebbe penalizzato il suo partito.

È un grande, non c’è che dire. Ricorderò sempre la prima volta che lo sentii parlare in TV, quando sciorinò un’analisi politica di una profondità straordinaria dichiarando di non fidarsi di Renzi perché … aveva lo sguardo falso (o qualcosa del genere). Io sono sicuro che non sia in malafede e che alle sciocchezze che dice ci creda veramente. Gliele raccontano, le ripete un paio di volte e poi si convince che siano idee sue; un po’ come quei sostenitori pentastellati che danno il meglio di loro stessi nei commenti degli articoli dei giornali online: qualunque cosa leggano sul blog di Grillo, dopo un po’ si convincono di averla sempre pensata – capita a chi ha dato in outsourcing la gestione del proprio cervello – e son pronti a sostenerla oltre il confine del ridicolo (quando i fatti contraddicono i convincimenti di un fanatico allora è la realtà a sbagliare).

Potrei cavarmela dicendo che da sempre alle elezioni europee gli elettori si sentono meno responsabilizzati e votano più “di pancia”, dando spazio al voto di protesta. Da sempre i voti dati alle europee ai movimenti di protesta non si traducono negli stessi voti alle politiche.

A questo giro, in Italia, il partito euro-scettico anti-casta anti-sistema anti-banche ecc. ecc. ecc. che doveva non vincere ma stravincere, prendere più voti di tutti, processare sul web i suoi nemici, marciare su Roma, assediare il presidente della Repubblica, chiedere nuove elezioni politiche, vincerle e portare finalmente questi sedicenti liberatori al potere che avrebbero usato con “cattiveria” – insomma: il M5S di Grillo – ha preso la metà dei voti del principale partito di governo che ha conseguito – da solo – un risultato numerico che nel nostro paese non si vedeva da sessant’anni. Il PD è risultato il primo partito <b>in tutte</b> le regioni italiane. La colpa? Della stampa che si è limitata a ripetere le fesserie dette da Grillo senza magnificare lo splendido lavoro fatto dai pentastellati in parlamento (che si è concretizzato nel loro capolavoro politico: impedire a Renzi di partecipare alla “Partita del cuore” in favore di Emergency); e anche dei pensionati, naturalmente.

Ma torniamo ai risultati: l’affluenza alle Europee è stata bassa ma meno di quanto si prevedesse: il 58,69% (contro il 66,43% delle precedenti votazioni). Alle Europee quello di Grillo è risultato comunque il secondo partito; ha perso 3 milioni di voti in termini assoluti ma è comunque arrivato a un rispettabile 21%; ma si votava anche per eleggere i sindaci di oltre 4000 comuni. Ebbene, dove si votava anche per le amministrative l’affluenza è stata decisamente più alta: il 70,99%. Alle amministrative il partito di Grillo e Di Battista è stato molto spesso il terzo, alle spalle di Forza Italia, e con risultati decisamente più contenuti. Il M5S va ai ballottaggi in 12 casi ed elegge un sindaco su oltre 4000 comuni in cui si votava (se non ho capito male la sofisticatissima comunicazione di Grillo).

Quindi Di Battista si tranquillizzi: ha detto solo una (beh, l’ennesima) sciocchezza. Alle Europee ai grillini non è andata come speravano ma se si fosse votato di più poteva andargli peggio: come alle amministrative!


L’aereo che aveva lasciato le scie chimiche “accese”…

21 maggio 2014
Tipico sciachimichista

Tipico sciachimichista

Un video sciachimichista postato su youtube mi ha dato la possibilità di una debunkatina facile facile così en-passant, tanto per tenersi in esercizio.

Nel video, un grosso aereo in fase di atterraggio (il carrello è fuori) sembra scaricare qualche aerosol da vicino alla punta delle ali. Non sembra affatto condensa.

Chi ha postato il video non ha dubbi e il titolo affibbiato al filmato è del tutto esplicito:  “Aereo dimentica di spegnere le scie chimiche in fase di atterraggio“.  Ecco il video:

L’autore chiosa il “proprio” lavoro (il virgolettato, come vedremo tra breve, è d’obbligo) con un laconico “Vuoi scoprire di più riguardo queste scie che solcano i cieli sopra la tua testa? E su tutte le altre bugie che ti hanno raccontato per renderti schiavo?” e poi un invito a collegarsi al suo sito per apprendere grandi verità dal suo “VIDEO LIBRO”.

Già su questo invito ci sarebbe da chiedersi: cosa cazzo è un “Video libro”? O è un video o è un libro. Un libro si legge, si studia, si capisce; un video si guarda e si ascolta. Niente di male in un video ma – nello specifico – forse il fatto che per leggere un libro serva almeno aver frequentato le elementari qualcosa c’entra. Vediamo perchè…

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Che fine hanno fatto gli elfi?

22 aprile 2014

albumconcerto“Album Concerto” è uno stupendo disco del 1979 dove i Nomadi nella prima formazione e Francesco Guccini cantano e suonano delle canzoni una più bella dell’altra. Nell’introduzione di Statale 17 Guccini spiega che “gli americani ci fregano con la lingua”. Un conto è dire “Quella sera partimmo John, Dean e io sulla vecchia Pontiac del ’55 del babbo di Dean e facemmo tutta una tirata da Omaha a Tucson”. Un altro è togliere i riferimenti americani e dire “quella sera partimmo sulla vecchia millecento del babbo di Giuseppe e facemmo tutta una tirata da Piumazzo a Sant’Anna Pelago”… Non è la stessa cosa.

Qualcosa di molto simile capita oggi quando si accenna a temi legati al paranormale. “Ho sentito un rumore, mi son girato e c’era uno gnomo” oggi suonerebbe ridicolo; “ho avvertito come una vibrazione e mi è apparsa un’entità di luce” invece è affascinante, al limite del verosimile: suona quasi credibile anche a me!

I fantasmi, gli elfi, gli gnomi, gli unicorni, i draghi che popolavano le leggende e le storie popolari dei secoli scorsi (e che ancora sopravvivono in alcune culture) oggi non vanno più di moda. Sanno di vecchio, di puerile e sono stati sostituiti dalle presenze, dalle manifestazioni di esseri che vivono magari in altre dimensioni o altri livelli di realtà, dalle entità di luce,  dai varchi dimensionali, dalle vibrazioni, dalle auree di energia, dagli UFO, ecc.

“Cosa c’è di male?” verrebbe da dire. In fondo ogni epoca cerca di definire l’ignoto coi termini che le sono propri. C’è di male che, come nel racconto di Guccini, i fuffari ci fregano con la lingua; e c’è di peggio che non si limitano al paranormale ma penetrano con mezzi simili nella sfera personale, nei bisogni psicologici delle persone, nelle questioni riguardanti la loro salute. Il fine? Spesso quello più banale: i soldi.

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