L’equazione di Flake


I want to believeOgni anno leggiamo di incredibili avvistamenti di astronavi aliene, singole o in flotta, sul mare o sulla terra, di rapimenti ad opera degli alieni, animali vivisezionati da alieni, cerchi tracciati nel grano dagli alieni. C’è un numero talmente incredibile di testimonianze da chiedersi se in fondo non ci sia dietro qualcosa di vero.

Per il pensiero scettico il numero di testimonianze, senza verifica, conta poco: per millenni l’umanità è stata convinta che fosse il Sole a girare intorno alla Terra, che il suolo generasse spontaneamente gli insetti, ecc.

Per chi scettico non è, l’argomento “se lo dicono in tanti dev’esserci qualcosa di vero” è spesso se non convincente almeno intrigante.

Per cercare di smontare questo argomento il giornale umoristico on-line xkcd si è inventato l’equazione di Flake…

Questa formula, tra il serio e il faceto, fa il verso alla più famosa equazione di Drake.

Frank Drake

Frank Drake

Tra chi si occupa di astrobiologia questa equazione è nota da tempo. Essa combina in modo semplice alcuni parametri e permette di stimare la probabilità che nella nostra galassia esistano, in questo momento, altri pianeti abitati oltre il nostro. I parametri sono stime tipo: tasso medio di formazione stellare nella galassia, numero di stelle con pianeti, numero di pianeti nella fascia abitabile per ciascuna di queste stelle, frazione di questi che ha sviluppato vita, ecc. Alcune di queste stime possono essere solo congetturali, il che da un valore puramente speculativo a questa formula.

È comunque interessante notare che, anche usando ipotesi restrittive, secondo questa ipotesi in questo momento potrebbero esistere nella nostra galassia altri pianeti con civiltà avanzate con cui potremmo entrare in contatto (10 secondo l’iniziale valorizzazione dei parametri di Drake, 2.1 secondo stime più recenti). Del resto, che ci sia vita nel cosmo è opinione piuttosto diffusa tra astrobiologi, astronomi e astrofisici. Persino uno scettico come Stephen Hawking riconosce che è possibile che nel cosmo ci siano altre civiltà.

La questione cambia però drammaticamente se l’ipotesi da valutare diventa: “ci sono astronavi aliene che visitano regolarmente la Terra?“. L’opinione della comunità scientifica sull’ipotesi “UFO = astronave aliena” è pressoché unanime: è estremamente improbabile che oggetti volanti non identificati possano essere spiegati con astronavi aliene.

L’equazione di Flake tenta di fare una stima di quanti racconti inattendibili su episodi non verificabili o falsi possano circolare al mondo in questo momento. Parte dal fatto che ci sono persone con disturbi psichici, altre che mentono o scherzano, altre che possono interpretare un fenomeno fisico in modo sbagliato. Alcuni di questi racconteranno ai propri amici o parenti quanto pensano di aver visto. Costoro parleranno a loro volta ai loro amici e conoscenti, magari introducendo/omettendo/cambiando qualche particolare. Tra queste persone ce ne sarà probabilmente qualcuna con la motivazione e la capacità di comunicare al grande pubblico queste testimonianze (gente che scrive nei blog, forum, newsgroup, magari giornalisti, ecc.).

Vediamo la formula:

P = WP × (CR + MI) × TK × FO × FI × DT × AU

  • WP: è la popolazione mondiale. Questo è l’unico parametro che possiamo stimare con buona approssimazione. A febbraio di quest’anno erano circa 6.800.000.000 di persone. Teniamoci più bassi: WP=6.500.000.000;
  • CR: frazione di persone che immaginano di aver visto un alieno perché hanno qualche tipo di disturbo psichico o che se lo inventano per sentirsi speciali. Facciamo una stima conservativa: una persona su diecimila. CR=1/10000;
  • MI: frazione di persone che fraintendono un fenomeno fisico o psicologico e si convincono di aver avvistato un’astronave aliena. Diciamo nuovamente una persona su diecimila: MI=1/10000
  • TK: probabilità che le due precedenti categorie decidano di raccontarlo a qualcuno: TK=1/10;
  • FO: numero di persone a cui, in media, lo racconteranno: FO=10;
  • FI: numero di conoscenti cui queste persone riporteranno a loro volta questo racconto di prima mano: FI=10;
  • DT: probabilità che qualche dettaglio del racconto venga cambiato/dimenticato/aggiunto nel ripeterlo: DT=9/10;
  • AU: frazione di persone venute a conoscenza del racconto capaci e motivate a condividere questo racconto con un pubblico più vasto (blog, forum, giornalisti, ecc.): AU=1/100.

Ebbene, già con queste stime piuttosto conservative si ottiene:

P = 6.500.000.000×(1/10.000+1/10.000)×1/10×10×10×9/10×1/100 = 117.000;

In questo momento potrebbero tranquillamente girare più di centomila storie inattendibili sugli UFO; non solo, ma nessuno di questi racconti sarebbe identico all’originale, e dunque non potrebbe essere analizzato direttamente.

Questo, ovviamente, non significa che tutte le testimonianze siano necessariamente false. Significa però che tantissime possono essere false, che il fatto che ci siano tante testimonianze non prova nulla e che una severa e scrupolosa verifica è sempre necessaria.

Non solo, ma l’equazione di Flake può essere utilizzata per fantasmi, visioni, mostri, fenomeni misteriosi e tutti i casi la cui veridicità, secondo chi li sostiene, dovrebbe essere provata dal numero di presunti avvistamenti.

Come diceva Carl Sagan, affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie: testimonianze, foto o filmati presi sul web di certo non lo sono.

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One Response to L’equazione di Flake

  1. […] L’equazione di Flake (su questo blog) […]

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