Spirali di luce


La spirale nei cieli australiani (Destin Sparks su flickr)

La spirale nei cieli australiani(Destin Sparks su flickr)

Molti blog ufologici, esoterici, newage e complottisti in questi giorni ci raccontano di un (secondo loro) inspiegabile fenomeno nei cieli Australiani, una spirale di luce simile a una vista non molto tempo fa in quelli scandinavi.

Era saltato fuori che la spirale scandinava era il risultato del test (fallito) di un missile balistico intercontinentale russo lanciato da un sommergibile. Gli scienziati avevano pure fornito simulazioni che riproducevano il fenomeno in modo preciso, ma i signori di cui sopra avevano parlato di copertura, insabbiamento, ecc. D’altra parte, essendo la fonte militare e per di più russa, era difficile che le ammissioni potessero andare troppo oltre i comunicati stampa.

Con la spirale australiana i nostri si stanno di nuovo sbizzarrendo. È colpa di HAARP! No, sono terribili armi olografiche! Anzi, è un varco spazio-temporale! È un portale dimensionale! È il cambiamento del 2012 che si avvicina! Dopo i cerchi nel grano le spirali nei cieli! È un wormhole!

Questa volta però la spiegazione è venuta da una fonte civile e la quantità di evidenze come vedremo è notevole…

Riporto di seguito la traduzione dell’articolo di Phil Plait su BadAstronomy che spiega nel dettaglio la faccenda.

Un'altra foto della spirale nei cieli australiani (Destin Sparks su flickr)

Un'altra foto della spirale nei cieli australiani (Destin Sparks su flickr)

Il 5 giugno 2010 molti australiani hanno segnalato l’avvistamento di un UFO piuttosto bizzarro. Poco prima delle 6 di mattina (fuso orario locale) sono arrivate alle agenzie di stampa molte segnalazioni di una spirale di luce con una macchia brillante al centro apparsa nel cielo. La luce girava su se stessa come una girandola.

Diversi quotidiani on-line ne hanno parlato (ABC news, Herald Sun) e sono state pubblicate diverse foto (come quella qui sopra).

È anche stato girato un video del fenomeno:

A chi segue questo questo genere di notizie tutto ciò suonerà familiare. E infatti questi rapporti ricordano da vicino quelli della luce a forma di spirale vista l’anno scorso in Norvegia.

La spirale norvegese del 2009

La spirale norvegese del 2009

Gli avvistamenti dell’anno scorso vennero identificati con certezza col test (fallito) di un missile balistico intercontinentale russo Bulava lanciato da un sottomarino al largo delle coste norvegesi (qui a fianco una notevole foto a lunga esposizione).

Dato il precedente, la prima cosa che mi è venuta in mente quando ho sentito di questa nuova spirale australiana è stato lo stadio di un razzo. Così mi sono chinato sulla tastiera e mentre stavo per cercare “rocket launch schedule” su Google o roba del genere mi sono improvvisamente fermato. Un sorriso mi si è stampato sulla faccia, mi sono ri-chinato sulla tastiera e quasi preso a schiaffi. Cavolo, mi sono detto, che missile avremmo dovuto lanciare ieri?

Già, era il Falcon 9 della SpaceX! Questa compagnia privata ha completato ieri con successo il primo test di questo grosso razzo, decollato dalla sua piattaforma di lancio in Florida alle 18:45 UT (le 4:45 secondo l’ora di Sidney, in Australia).

Questa è la traiettoria di lancio del Falcon 9 proiettata sulla superficie terrestre ricavata dai parametri orbitali fornita da jetforme su flickr (cliccate per ingrandire).

Il percorso del Falcon 9 proiettato sulla superficie terrestre

Il percorso del Falcon 9 proiettato sulla superficie terrestre

Si noti come la rotta passi proprio sopra l’est dell’Australia. E anche il tempismo è perfetto: un’ora dopo il lancio il secondo stadio si trova esattamente a metà del suo percorso intorno al mondo, in perfetto accordo con gli avvistamenti.

Si sa che il disegno a spirale sopra la Norvegia è stato causato da una perdita di gas dal corpo del razzo, entrato in rotazione. Man mano che questo ruotava, il gas fuoriusciva lasciando una scia in cielo come uno spruzzatore rotante di quelli che si usano nei prati.

Come può succedere, anche il secondo stadio del Falcon 9 si è messo a ruotare dopo il distacco. Questo non era stato previsto e, pur non avendo pregiudicato la missione, i tecnici della SpaceX stanno ora indagando sull’accaduto. Il carico ha raggiunto l’orbita.

Riassumendo, la tempistica è corretta, lo stadio del razzo si è messo a ruotare e sappiamo che spirali del genere sono un possibile risultato del lancio di un razzo.

Naturalmente questo non basta ad alcuni dei più convinti sostenitori degli UFO. L’edizione australiana della ABC ha pubblicato questo articolo di Doug Moffett della UFO Research NSW. Possiamo leggere alcune affermazioni:

«In primo luogo, il lancio è avvenuto alle 18.45 GMT, che corrisponde alle 4.45 EST e la durata del volo è stata 9 minuti e 38 secondi. C’è dunque un’ora buona prima degli avvistamenti riportati»

«Secondo, dov’era il bagliore dei motori o dell’attrito creato dal movimento del razzo nell’atmosfera, e dov’era la coda del razzo?»

«Terzo, per quale motivo qualcuno dovrebbe lanciare un razzo per un volo di prova mai tentato con una traiettoria che potrebbe coinvolgere una delle zone più popolate dell’Australia?»

«E quando dovrebbe essere grande questo razzo per essere visibile in modo così chiaro, nello stesso tempo, da distanze così grandi?»

Devo ammettere che è piuttosto raro vedere qualcuno fraintendere tante cose in così poche parole. Vediamo di analizzarle una alla volta.

  1. Non si tratta dell’astronave di un film di fantascienza ma di un razzo e serve del tempo per entrare in orbita. Per percorre un’orbita a
    300km di quota servono circa 90 minuti, e dunque circa 45 minuti per far mezzo giro e passare dalla Florida all’Australia.

    Lo stadio superiore del Falcon 9 entra in orbita

    Lo stadio superiore del Falcon 9 entra in orbita

    Questo nell’ipotesi che si sia già in orbita, spostandosi ad una velocità di oltre 7 km al secondo. Ma, partendo da fermi, a quella velocità bisogna arrivarci e senza esagerare nell’accelerazione per non compromettere l’integrità del carico. Servono dunque alcuni minuti extra per arrivare alla velocità orbitale, il che rende la tempistica del passaggio praticamente perfetta. Per percorrere in direzione est i 25.000 e passa km che ci sono tra Florida e l’est dell’Australia in meno di 10 minuti, come sostiene il tizio di cui sopra, il razzo dovrebbe andare a 40 km/s, quando la velocità di fuga dal nostro pianeta è 11 km/s. Si noti che l’oggetto artificiale più veloce che abbia mai lasciato la Terra è stata la New Horizons. Quando si spense il terzo stadio dell’Atlas V che la portò nello spazio, la sonda viaggiava a circa 16,26 km/s.

  2. Il signor Moffett dovrebbe capire che decollando dalla Florida, che è a decine di migliaia di km dall’Australia, il razzo ha tutto il tempo per uscire dall’atmosfera (che è spessa solo qualche decina di km). Il Falcon 9 era già fuori dall’atmosfera solo pochi minuti dopo il decollo. Quando è passato sopra l’Australia doveva già essere ad almeno 200 km di quota. Come potevano vedersi i gas di scarico incandescenti?
  3. Di nuovo, al signor Moffett sfugge qualcosa. Se il razzo avesse dovuto guastarsi sarebbe caduto sull’Atlantico. È uno dei motivi principali per cui si parte dalla Florida. Di fatto non c’è alcuna possibile avaria che, dal decollo al raggiungimento di una quota orbitale, possa far cadere un razzo in Australia. Quando passa da quelle parti il razzo è già a una quota orbitale da un pezzo.
  4. Questo è il punto più emblematico. Chiunque abbia un minimo di familiarità con l’osservazione del cielo sa che i satelliti sono facilmente visibili a occhio nudo. Per i razzi è ancora più semplice, specialmente se stanno vomitando gas. È una cosa che vado ripetendo da anni: se sapete cosa si vede in cielo – meteore, satelliti, pianeti, ecc. – molte delle storie sugli UFO svaniscono. Il fatto che tanti UFO siano facilmente spiegabili in questo modo la dice lunga sulla dimestichezza di molti ufologi con l’osservazione del cielo. Lo trovo estremamente ironico.

Vale forse la pena aggiungere che l’articolo di ABC conteneva anche una dichiarazione di un astronomo che rimandava al Falcon 9, ma è stato dato molto più spazio all’ufologo e le sue affermazioni sono state messe dopo quelle dell’astronomo, dandogli maggior rilievo.

Così, malgrado le sciocchezze che potrete leggere su siti e forum che parleranno di portali transdimensionali o altre amenità, penso che abbiamo un’idea piuttosto precisa di cosa c’entrino gli UFO in questa faccenda: un Ultrafico Falcon in Orbita.

(Tratto da “Oh, those Falcon UFOs” su BadAstronomy)
Alcune "spirali"

Alcune "spirali"

Aggiungo alcune considerazioni. Nel puzzle qui a fianco ci sono alcune spirali generate da test missilistici finiti male. L’unica differenza tra questi incidenti è la quota.

Se l’avaria avviene a bassa quota nell’atmosfera, allora il gas fa delle volute, si espande lentamente e il vento ne deforma il disegno. Non solo ma l’atmosfera frena la caduta del pezzo e gli effetti aerodinamici ne  modificano la traiettoria. Inoltre, siccome c’è ancora molto propellente nei serbatoi, è probabile che il missile esploda.

Se lo stadio di un razzo si mette a roteare nello spazio, allora la spirale si espande uniformemente intorno alla traiettoria della caduta dell’oggetto (perfettamente parabolica) e continuerà ad espandersi non frenato dall’atmosfera.

Il gas nello spazio si espande senza creare volute anche se nei film di fantascienza le fanno vedere. Sono significativi gli attimi prima dell’allunaggio delle missioni Apollo, dove si vede la polvere schizzar via diritta, senza creare volute dato che sulla Luna non c’è atmosfera.

Quando il sole illumina i gas di scarico in espansione, questi possono diventare visibili nel cielo buio. Un esempio tanto spettacolare quanto famoso sono gli scarichi della missione Apollo 8 fotografati dallo
Smithsonian Astrophysical Observatory alle Haway.

Gli scarichi dell'Apollo 8 in orbita

Gli scarichi dell'Apollo 8 in orbita

Quando furono scattate queste foto, a Cape Canaveral erano circa le 16:00 UT del 21 dicembre 1968 mentre alle Haway erano le 6 di mattina e mancavano un paio d’ore all’alba. Dopo l’ingresso nell’ orbita terrestre il terzo stadio del vettore Saturn V rimase collegato al modulo lunare. La capsula percorse un paio di orbite per gli ultimi controlli. Nelle immagini si vede la ri-accensione del terzo stadio per lanciare l’Apollo 8 verso la luna (Trans Lunar Injection). Cliccando sull’immagine potete ingrandirla. I tre fotogrammi sono presi a diverse distanze e inclinazioni, ragion per cui il cono dei gas di scarico cambia la propria prospettiva. Il primo fotogramma sembra una specie di albero di Natale: si tratta di una serie di accensioni dei razzi. L’originale, una spiegazione dettagliata e altre foto sono qui.

Ecco un altro esempio di gas di scarico di un razzo illuminati dal sole. Si tratta di un razzo Minotaur, lanciato il 22 settembre 2005 dalla base di Vandenberg.

i gas di scarico del secondo e terzo stadio di un vettore Minotaur (© Dennis Mammana)

i gas di scarico del secondo e terzo stadio di un vettore Minotaur(© Dennis Mammana)

Sulla destra si vede la traccia dei gas di scarico del secondo stadio, spazzata via dal vento. Sulla sinistra c’è il terzo stadio in funzione, la cui traccia si espande in un triangolo quasi perfetto. La bellissima foto è di Dennis Mammana, il cui sito è pieno di immagini spettacolari.

Altro esempio spettacolare è la foto seguente. Si tratta del primo stadio di un razzo Delta II che nel 1997 ha portato in orbita 5 satelliti Iridium.

Gas di scarico del primo stadio di un razzo Delta II (© Brian Webb)

Gas di scarico del primo stadio di un razzo Delta II(© Brian Webb)

La foto, di Brian Webb, è stata fatta qualche istante dopo lo spegnimento dei motori del primo stadio. Il puntino luminoso sulla destra è il pianeta Venere. Il lancio è stato effettuato dalla base di Vandenberg in California. Su SpaceArchive.info c’è un’intera sezione dedicata ai lanci da questa base, con foto (come quella sopra e un paio di quelle del puzzle), spiegazioni, consigli per fotografare i lanci, ecc.

In questi tre casi (Apollo 8, Minotaur e Delta II) le cose sono andate bene. Come dicevamo, quando le cose vanno male – come nel caso del Bulava in Norvegia – o comunque non in modo perfetto – come nel caso del secondo stadio del Falcon 9 che si è messo inopinatamente a girare su se stesso – è possibile che il razzo (o un suo stadio quasi completamente esausto) perda l’assetto e si metta a spiraleggiare. Il gas di scarico non uscirà in modo regolare ma disegnerà una spirale (il cui colore dipende dal tipo di propellente). Quando l’emissione di gas termina, al centro della spirale appare un “buco”, che tende ad espandersi mentre la spirale si farà sempre più tenue. Un effetto simile si vede anche nell’immagine precedente, sulla sinistra.

Se c’è una falla in un serbatoio allora il gas esce anche da lì, oltre che dai motori. In questi casi le spirali che partono dallo stesso oggetto e si “srotolano” nella stessa direzione diventano due, come nel caso norvegese. Il video con la simulazione di questo incidente vale più di mille parole:

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