Diventare uomini: una linea cronologica dell’evoluzione umana


Aggiornato l’8/6/2017

L’ho trovato su NewScientist e non ho saputo resistere!

Ecco qua – tradotta, integrata, estesa e corredata di fonti – una concentratissima cronistoria dell’evoluzione della nostra specie a partire da quando i nostri antenati si differenziarono da quelli degli altri ominidi, tra i quali lo scimpanzé è il nostro parente più prossimo, e fino alla comparsa della scrittura, evento che convenzionalmente segna la fine della preistoria.

Evoluzione umanaNon c’è nulla di definitivo, visto che nuove scoperte potrebbero cambiare anche profondamente fatti e numeri, ma per il momento pare che – grosso modo – le cose possano essere andate così…

8 milioni
di anni fa
Si pensa che gli ominidi (i cui rappresentanti viventi sono uomini, scimpanzé, bonobi e gorilla) abbiano cominciato a differenziarsi circa 8 milioni di anni fa [1a].
7/6 milioni
di anni fa
Lo Sahelanthropus tchadensis (insieme all’Ardipithecus kadabba e all’Orrorin tugenensis, di poco successivi) è il più antico candidato noto a “ultimo antenato comune” (LCA = Last Common Ancestor) del genere homo e del genere pan  cui appartengono gli scimpanzé, i nostri parenti più prossimi. Il volume del suo cervello era tra i 340cc e i 360cc [1a, 1b].
6,3 milioni
di anni fa
Studi sul genoma umano e dello scimpanzé indicano questa epoca come limite superiore alla divisione tra le nostre linee evolutive. L’ultimo antenato comune (LCA) dovrebbe essere vissuto tra 6,3 e 4 milioni di anni fa [1c].
6/5,8 milioni
di anni fa
Orrorin tugenensis, possibile LCA [1a].
5,8 milioni
di anni fa
Prime evidenze fossili di ominidi che camminano in posizione bipede [2a].
5,8/5,2 milioni
di anni fa
Ardipithecus kadabba, possibile LCA [1a].
4,4 milioni
di anni fa
Ardipithecus ramidus: la conformazione del suo bacino consentiva sia di arrampicarsi sugli alberi che di camminare in posizione eretta. Potrebbe essere questo il Last Common Ancestor? [1a2b]
3,5 milioni
di anni fa
Appaiono gli australopitechi [3a]. Il volume medio del loro cervello è 450cc [3b].
3,5 – 1,8 milioni
di anni fa
I primi ominidi si spostano dalla foresta alla savana [4a] e cominciano a mangiar carne [4b].
3,4 milioni
di anni fa
Ossa di animali con segni di taglio (Dikika, Etiopia)
3,3 milioni
di anni fa
Il salto del pidocchio del pube dal gorilla agli uomini suggerisce che i nostri antenati fossero diventati scimmie nude [5a, 5b].
3,2 milioni
di anni fa
Lucy, il famoso fossile di australopithecus afarensis, risale a questo periodo [6].
3 milioni
di anni fa
Le femmine sono in grado di generare figli solo ogni 6,5 anni [7a].
3 milioni
di anni fa?
L’Homo naledi è l’appartenente al genere homo scoperto più di recente. Una datazione precisa non è ancora stata fatta anche se si pensa che i fossili ritrovati possano risalire a 3 milioni di anni fa. Era alto circa 1,5m. Il cervello era di dimensioni paragonabili a quello degli australopitechi e la forma del bacino mostra che la vita arboricola non era stata ancora del tutto abbandonata; anche la forma delle spalle fa pensare agli australopitechi; tuttavia i denti piccoli, gli arti inferiori, le vertebre, i polsi, la conformazione del piede e della mano (ancorché primitiva) e la morfologia del cranio sono tipicamente da homo. [7b].

Recentissime (2017) analisi dei sedimenti nei quali sono stati trovati i resti di questa specie fanno ritenere che la sua origine sia molto più recente, tra i 335.000 e i 236.000 anni [7c, 7d]. Sarebbe dunque vissuto insieme a ominidi molto più moderni, forse addirittura coevo dei primi homo sapiens.

2,6/2,5 milioni
di anni fa
Appare l’homo habilis e il volume medio del suo cervello è 750cc [8a]. Vengono prodotti i primi semplici utensili di pietra scheggiata [Gona, Etiopia, 8b].
2 milioni
di anni fa
L‘homo ergaster, con un volume cerebrale medio di 850cc appare in Africa. Cranio a parte, è fisicamente molto simile all’uomo moderno [9].
1,8 milioni
di anni fa
Inizia la prima ondata migratoria dall’Africa. L’homo erectus ha ora una scatola cranica con un volume di 1000cc. Le femmine sono in grado di procreare solo ogni 4,5 anni [10]. Ci sono evidenze di cura condivisa dei bambini.Non c’è differenza tra erectus ed ergaster. Semplicemente, i fossili di erectus furono rinvenuti in Asia (il famoso ) prima di quelli degli ergaster in Africa, dove la specie è nata, tanto da far pensare all’inizio a due specie distinte. Così gli esemplari africani si chiamano ergaster e quelli degli altri continenti erectus. L’homo sapiens deriva dall’ergaster africano. L’homo erectus è stata una specie estremamente longeva. Si pensa che si sia estinta solo 70.000 anni fa e che quindi abbia convissuto con tutte le specie più moderne che si sono succedute, sapiens compresi.
1,76 milioni
di anni fa
Utensile litico bifacciale (Turkana, Kenia).
1,6 milioni
di anni fa
Primo uso documentato del fuoco [11].
Vengono creati strumenti di pietra più complessi.
1,2 milioni / 800.000
anni fa
I pochi resti di homo antecessor, ritrovati in Spagna nel sito di Atapuerca, indicano che questo ominide europeo potrebbe avere avuto un volume cereberale intorno ai 1000-1100cc. Alcuni scienziati pensano che potrebbe essere stato una versione primitiva dell’homo Heidelbergensis (vedi sotto).
1 milione / 800.000
anni fa
L’uomo impara ad accendere il fuoco. Ossa e materiale vegetale bruciato indicano un uso controllato del fuoco (Grotta di Wonderwerk, Sudafrica).
600.000
anni fa
Compare l’homo Heidelbergensis (un tempo detto homo sapiens arcaico e chiamato anche homo Rhodesiensis). Il volume medio del suo cervello, tra i 1100cc e i 1400cc, è paragonabile a quello dell’uomo moderno. I suoi resti sono stati ritrovati in Africa, Europa e Asia occidentale [12].
Era fisicamente simile all’ergaster ma aveva un cervello più grande e usava strumenti di pietra più complessi.
Si pensa che gli Heidelbergensis africani (homo Rhodesiensis) abbiano dato origine alla nostra specie, mentre da quelli europei sarebbero derivati i Neanderthal.
500.000
anni fa
Prima evidenza di capanne di legno (rifugi completamente artificiali) trovate in alcuni siti nei pressi di Chichibu, Giappone [13].
Uso documentato di utensili compositi: punte di pietra che dovevano essere fissate ad aste di legno (Katu Pan 1, Sudafrica)
400.000
anni fa
Prime evidenze fisiche di cottura del cibo (anche se forse si cominciò molto prima) [14]. Gli uomini cominciano a cacciare usando lance.
350.000/300.000
anni fa
Un recentissimo  ritrovamento in Marocco, a Jebel Irhoud, collocherebbe a circa 315.000 anni fa il più antico e primitivo fossile attribuibile all’homo sapiens [15a, 15b]. Le caratteristiche facciali, mandibolari e la morfologia dentale sono moderne mentre la mascella massiccia, la morfologia cranica allungata e quella endocraniale appaiono più primitive. Sappiamo che controllava il fuoco perché nel sito sono stati trovati resti di carbonella insieme a lame litiche e resti di animali con segni di macellazione.
La ricerca è stata pubblicata nell’aprile 2017 e a questa sottospecie non è stato ancora attribuito un nome. Se confermata, sposterebbe la “culla” della nostra specie dall’Africa Orientale a quella Nord-Occidentale o più probabilmente indicherebbe un processo evolutivo lungo e complesso che avrebbe coinvolto tutta l’Africa. Le “origini” andrebbero anticipate di almeno centomila anni rispetto ai 195.000 anni fa supposti in precedenza. (vedi sotto).
280.000 anni fa
Lame litiche complesse e strumenti in pietra per l’affilatura.
230.000 anni fa Appare l’homo neanderthalensis. Abitavano l’eurasia, in un territorio che si estendeva dalla Gran Bretagna a ovest, fino all’Iran a est [15c]. Il volume del suo cervello era intorno ai 1600cc.
195.000
anni fa
Resti attribuibili alla nostra specie, l’homo sapiens, datati circa 195.000 anni fa, sono stati trovati presso il fiume Omo in Etiopia [16a, 16b, 16c].
I nostri avi di questo periodo (homo sapiens idaltu, il cui nome deriva da una parola in lingua afar che significa “primi nati”) presentavano tratti più arcaici rispetto a noi moderni homo sapiens sapiens. Il cervello ha un volume medio di 1330cc. Le donne sono in grado di generare figli ogni 2/3 anni [16d, 16e].
170.000
anni fa
Eva mitocondriale. Negli esseri umani i mitocondri (le centrali energetiche delle celle) sono ereditati esclusivamente dalla madre. Il DNA che contengono si tramanderà dunque identico di madre in figlia a meno di mutazioni. Recenti tecniche permettono di datare queste mutazioni e trovare nel tempo i punti di divergenza genetica. Secondo questa teoria, la diretta antenata genetica degli esseri umani moderni in linea esclusivamente materna potrebbe essere vissuta in Africa tra i 150.000 e i 200.000 anni fa. Non era la sola donna esistente alla sua epoca e nel suo gruppo; ma l’unica il cui patrimonio genetico si è diffuso dando origine, mutazione per mutazione, al genere umano com’è oggi [17a, 17b]
164.000
anni fa
Trattamento termico di utensili litici (Pinnacle Point, Sudafrica) [24].
140.000
anni fa
Prime evidenze di scambi a lunga distanza [18].
120.000
anni fa
L’uso dei pigmenti indica la presenza di una cultura simbolica. [19]
100.000-75.000
anni fa
Ocra (ossido di ferro) incisa (Grotta di Bomblos, Sudafrica)
77.000
anni fa
Giaciglio con erbe insetto-repellenti (Grotta di Sibudu, Sudafrica) [25].
72.000
anni fa
Invenzione degli abiti e prime testimonianze di gioielleria [20].
71.000
anni fa
Punte di armi da lancio (Pinnacle Point, Sudafrica) [26, 27].
70.000-40.000
anni fa
L’uomo di Denisova, i cui (pochi) resti sono stati scoperti nella Siberia meridionale nel 2008/2010, potrebbe essere una specie distinta sia dall’homo sapiens che dall’homo neanderthalensis. Il DNA estratto dai molari di due individui diversi mostra infatti importanti differenze rispetto entrambe le specie [32, 33].
60.000
anni fa
Seconda ondata migratoria dall’Africa [21a, 21b, 21c, 21d]. Gli homo sapiens africani arrivano nell’Eurasia passando dalla penisola araba e incontrano i neanderthal. È un incontro-scontro. Da una parte per i Neanderthal inizia un declino che in trentamila anni li porterà all’estinzione. Dall’altra, pare che noi homo sapiens euro-asiatici condividiamo una parte del codice genetico con questi nostri cugini, il che indica che ci siamo incrociati [21e].
È possibile che una simile ibridazione sia avvenuta anche con i denisoviani [21f], il cui DNA sarebbe presente nelle popolazioni del sud-est asiatico.
50.000
anni fa
Si verifica un profondo cambiamento culturale, un “grande balzo in avanti” (per parafrasare la rivoluzione cinese). Si diffondono la sepoltura rituale, l’uso di veri vestiti (abiti in pelle cuciti), vengono inventate di complesse tecniche di caccia (trappole), vengono costruiti ami da pesca, bottoni e aghi d’osso.  La cosiddetta modernità comportamentale inizia qui [22a].Colonizzazione dell’Australia [22b].
43.000-42.000
anni fa
Strumenti musicali: flauti (Geissenklösterle, Germania) [28, 29].
41.000-37.000
anni fa
Primi semplici dipinti rupestri (El Castello, Spagna) [30].
40.000-35.000 Arte figurativa: Venere di Hohle Fels (Hohle Fels, Germania) [31].
35.000
anni fa
Esempi più antichi di arte rupestre [23].
28.000
anni fa
Estinzione dell’uomo di Neanderthal.
18.500-14.000
anni fa
Le splendide, spettacolari pitture rupestri delle Grotte di Altamira, in Spagna, e di Lascaux, in Francia, testimoniano l’alto livello culturale già raggiunto dall’uomo in questo periodo.
12.000
anni fa
L’homo sapiens raggiunge le americhe.
10.000
anni fa
Inizia l’agricoltura. Primi villaggi.
8.000
anni fa
Primi esempi di proto-scrittura.
5.500
anni fa
Finisce l’età della pietra e inizia quella del bronzo.
5.000
anni fa
Testimonianze più antiche di scrittura (Mesopotamia, valle del Nilo, Cina). Fine della preistoria.

Il resto è storia… 😉


Vedi anche:

Approfondimenti:

  • Becoming human: A timeline of human evolution (NewScientist, html);
  • Human evolutionary tree (Nature, html);
  • What does it mean to be human? Human evolution evidence (Smithsonian National Museum of Natural History, html);
  • Timeline of human revolution (NewScientist, html);
  • Evolution of modern humans: a survey of the biological and cultural evolution of archaic and modern homo sapiens (html);
  • Why did modern human populations disperse from Africa ca. 60000 years ago? A new model (PNAS, PDF);
  • What does it mean to be human? (Smithsonian);
  • http://efossils.org/.
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4 Responses to Diventare uomini: una linea cronologica dell’evoluzione umana

  1. […] Eccolo qua: Diventare uomini: una linea cronologica dell’evoluzione umana. […]

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  2. […] Diventare uomini: una linea cronologica dell’evoluzione umana […]

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  3. […] Ho visto uno splendido slideshow pubblicato sul sito della BBC che è la naturale estensione del post diventare uomini: una linea cronologica dell’evoluzione umana. […]

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  4. […] Ho aggiornato il mio articolo Diventare uomini: una linea cronologica dell’evoluzione umana. […]

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