Tsunami, voce della paterna bontà di Dio


L'ira di Dio

L’ira di Dio

Roberto De Mattei, docente di Storia del Cristianesimo e della Chiesa presso l’Università Europea di Roma (Legionari di Cristo) e presidente della Fondazione Lepanto, il 16 marzo scorso, nel corso della trasmissione “Radici Cristiane” su Radio Maria ha cercato di spiegare agli ascoltatori in senso escatologico il significato del potentissimo terremoto e del devastante tsunami che hanno recentemente colpito il Giappone, facendo sue le dichiarazioni dell’arcivescovo di Rossano Calabro, monsignor Mazzella (da uno scritto del 1909 riferito al terremoto di Messina del 1908).

Per De Mattei le decine di migliaia di morti e le devastazioni del maremoto sarebbero una punizione che rientra nel disegno divino, una “esigenza della giustizia di Dio”. Ancora, secondo l’accademico, “le grandi catastrofi sono la voce terribile ma paterna della bontà di Dio che richiama al fine ultimo della nostra vita”, infatti “Se la Terra non avesse pericoli, dolori, catastrofi, eserciterebbe su di noi un fascino irresistibile e dimenticheremmo troppo facilmente che noi siamo cittadini del cielo”. Ha aggiunto che “le catastrofi sono i giusti castighi di Dio” in quanto “alla colpa del peccato originale si aggiungono le nostre colpe personali e quelle collettive, e mentre Dio premia e castiga nell’eternità, è sulla terra che premia o castiga le nazioni”.

Embè? Direte voi. Per un tradizionalista cattolico pensarla così è normale. Sì, ma si da il caso che De Mattei sia anche vicepresidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l’omologo italiano delle varie accademie nazionali delle scienze…

Roberto De Mattei

Roberto De Mattei

Inquadriamo un po’ meglio il personaggio. De Mattei dal 2004 ricopre il ruolo di vicepresidente del CNR, carica quadriennale cui è stato rieletto nel 2007. Che ci azzecca un tradizionalista cattolico omofobo (note le sue posizioni contro una legge che condanni l’omofobia) col metodo scientifico e con l’ente che dovrebbe promuoverlo?

Fu nominato dall’allora ministro dell’Istruzione Letizia Moratti, l’attuale sindaco di Milano, quella che voleva impedire l’insegnamento della teoria dell’evoluzione nelle scuole e la stessa che aveva proposto come presidente dello stesso ente una persona il cui curriculum scientifico vantava ben 150 pubblicazioni quando in realtà ne risultavano solo tre.

Grazie a De Mattei, proprio nell’anno in cui si festeggiavano i 200 anni dalla nascita di Darwin e i 150 dalla pubblicazione de “L’origine delle specie”, quando nelle università di tutto il mondo si tenevano convegni dove si discuteva dell’importanza dell’evoluzionismo nella storia della scienza e dei suoi più recenti sviluppi, nel palazzo del Consiglio Nazionale delle Ricerche a Roma si è tenuto il convegno creazionista dal titolo “Evoluzionismo. Il tramonto di un’ipotesi“, dove si sono sostenute menzogne scientifiche tipo quella che i dinosauri si sarebbero estinti 40.000 anni fa e non 65 milioni di anni fa (come risulta evidente da qualunque analisi fisica e geologica) o che il Grand Canyon si sarebbe formato in un anno a causa del diluvio universale. Sempre per merito suo il CNR, con un contributo di 9000 €,  ha contribuito alla pubblicazione degli atti di quel convegno su un volume col logo del Consiglio. Inutile dire che il CNR ha ricevuto critiche da tutto il mondo per queste iniziative ridicole.

Insomma, una bella differenza rispetto uno dei più importanti scienziati italiani, il fisico Nicola Cabibbo,  recentemente scomparso, cattolico, che insegnava alla Sapienza di Roma ed era presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, che dichiarò che “il creazionismo non è scienza. E nemmeno cultura cattolica cristiana. Anche la chiesa oggi si è aperta alle teorie di Darwin. Quell’idea non ha alcun diritto di cittadinanza nella nostra società“.

paradiso/infernoIl vicepresidente del CNR ha anche dichiarato, sempre a Radio Maria, che gli atei militanti  sono persone che si “affaticano tanto” nelle loro campagne antireligiose perché spinti dalle loro “passioni viscerali”. Secondo lui “l’ateo che non crede nella vita eterna dovrebbe coerentemente vivere alla giornata come un animale”. L’ateo è “un animale infelice” e “un  uomo che vive come in un inferno la sua vita sulla terra”. Eh già, che senso ha comportarsi rettamente se non si anela al premio della vita eterna o non si teme il supplizio eterno? Che la morale possa andar ben oltre il concetto di premio e punizione (quella che si applica agli schiavi e ai cani) e che anzi la morale del servo sia del tutto immorale per alcuni, a certa gente proprio sfugge.

Tornando alla catastrofe giapponese, De Mattei conclude il suo intervento dicendo che per vedere la benevolenza divina in tragedie come terremoti bisogna avere “la prospettiva di chi crede nell’esistenza di un dio creatore e remuneratore della vita eterna“; invece “Chi nega dio, gli atei, i laicisti militanti, ma anche coloro che non professando l’ateismo, vivono di fatto nell’ateismo pratico costoro non possono concepire l’idea della provvidenza” (vedi dimissionidemattei.wordpress.com per il testo completo).

Forse sono un animale infelice dedito alle mie passioni viscerali che vive come un inferno la sua vita sulla terra, perché non riesco a trovare niente di buono in quelle morti, in quella sofferenza, in quella devastazione. Sento solo tanta tristezza e umana pietà per quella gente e l’unico modo che ho trovato finora per manifestare la mia solidarietà è stato fare un versamento in favore di quella gente. È stato il mio senso morale a spingermi a farlo, senz’altro diverso da quello di chi agisce bene per ricevere un premio ed obbedisce per non essere punito da un dio tanto buono.

Con altrettanta convinzione ho firmato una petizione online che chiede le dimissioni di De Mattei “per l’evidente incompatibilità con l’incarico conferitogli e le sue affermazioni che lo pongono al di fuori del pensiero razionale e esperienza e comprensione del mondo mediata dal metodo scientifico”. Se vi va di fare lo stesso, cliccate qui.

P.S.
Grazie Lotho!


Fonti e approfondimenti:

2 risposte a Tsunami, voce della paterna bontà di Dio

  1. Ennibal scrive:

    Confesso che questo personaggio non lo conoscevo… Fa un bel paio con Zichichi, e dà molti spunti di riflessione circa le mani in cui si trova la ricerca in Italia.
    Come aneddoto a contorno, voglio ricordare l’episodio in cui, se non ricordo male nel 2000 o giù di lì, mentre lavoravo a termine presso la sede ENEA della Casaccia, con Rubbia presidente, qualcuno prese l’iniziativa di far installare una statua della madonna proprio nei vialetti di quella sede, al fine di proteggere il sito e i lavoratori colà impiegati …. La reazione della gran parte dei dipendenti a questa inusitata decisione non si fece attendere, ma dal presidente piovve un clamoroso silenzio, e l’iniziativa ebbe corso, con buona pace di tutti gli spiriti liberi e laici…

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