Complottisti nati


Complottisti nati?

Quante volte vi sarà capitato di discutere con una persona talmente ostinata nelle proprie convinzioni da essere refrattaria persino alla prova più lampante che si sbaglia? O magari di essere stati voi quella persona?

Chi non ha fatto della dietrologia almeno una volta nella vita? Da noi in Italia è diventato pure proverbiale: a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca (e a coniarlo è stato proprio uno dei personaggi più discussi della storia politica del nostro paese).

Le trame losche e complesse sono poi molto più affascinanti, gratificanti e a volte persino credibili di quelle semplici e lineari. Lo sa bene chi legge i gialli o ama un certo genere di film.

L’articolo che ho trovato su uno dei blog di Psychology Today analizza questi e altri meccanismi più o meno inconsci per spiegare come sia facile cadere nel complottismo. Secondo l’autore, Douglas T. Kenrick, siamo infatti tutti complottisti nati…

Il complottismo viene naturale

Obama-OsamaChe tipo di persona può avere così poca fiducia nel prossimo da credere che il presidente degli USA e la CIA posssano aver cospirato per simulare la morte di Bin Laden, o che i media siano saldamente sotto il controllo da una potente cupola di facoltosi estremisti?

Se consultate la letteratura psicologica sul credere alle teorie del complotto (complottismo) o se leggete le cronache politiche sull’argomento sentirete parlare abbondantemente di paranoia, alienazione e crisi dei valori.

Imparerete che le persone che credono ad una bizzarra teoria del complotto, probabilmente crederanno anche ad altre (d’altra parte è tutto collegato all’assassinio di Kennedy e agli Illuminati). Scoprirete che il complottismo è stato correlato all’essere poveri, membri di una minoranza oppressa o alla sensazione che la propria vita sia controllata da fattori esterni e altre disgraziate situazioni.

Ma c’è un’altra prospettiva che deriva dal retroterra evoluzionistico della nostra specie: il cervello umano è progettato per le teorie del complotto. In quest’ottica siamo tutti complottisti nati.

Mettiamo da parte la stramba congettura complottista del giorno e consideriamo questo: alcuni dei presunti complotti si sono rivelati veri; Al Qaeda, la CIA, il KGB e la mafia hanno tutte coinvolto delle persone nel pianificare e realizzare le più nefande azioni. Essere paranoici non implica necessariamente che non esista davvero nessuno che trama contro di noi.

Rana pescatrice

La rana pescatrice agita il suo illicio come esca per attirare le prede

Così come hanno osservato alcuni teorici evoluzionisti (come Robert Trivers e Bill von Hippel) un importante inconveniente della comunicazione è che apre le porte all’inganno: quel gustoso verme non potrebbe essere l’appendice di una rana pescatrice? Quella pavoncella è veramente ferita o sta solo fingendo?

Gli esseri umani sono comunicatori particolarmente talentuosi e sono anche dei discreti ingannatori. I ricercatori che studiano la psicologia della menzogna non ci dicono solo che l’individuo medio mente su qualcosa almeno una volta al giorno, ma anche che non è che si possa fare molto di meglio che tirare a caso per distinguere tra una menzogna premeditata o un’affermazione veritiera.

I nostri antenati dovevano preoccuparsi di complotti sia da parte di membri dei loro gruppi che da quelli di altri gruppi, che però avevano meno da perdere e più da guadagnarci nel far loro del male.

Gli psicologi evoluzionisti come Pascal Boyer e Ara Norenzayan hanno notato che il cervello umano dispone di un potente meccanismo per indagare su cause complesse e nascoste. La popolarità di Sherlock Holmes, James Bond ed Harry Potter deve molto al talento dei loro autori nello stimolare questi meccanismi causali nei loro lettori.

E, come i loro colleghi Randy Nesse e Martie Haselton hanno argomentato, la mente è progettata come un sensore anti-fumo, impostato per accendere una lampadina rossa al minimo segnale di pericolo ambientale (invece che aspettare fino a un’evidenza tanto palese da rendere impossibile sfuggire dal fuoco).

Una volta che ci convinciamo di qualcosa abbiamo una quantità di meccanismi cognitivi progettati per impedirci di rigettarla. Uno dei miei studi preferiti sull’argomento fu fatto a Stanford dagli psicologi Charlie Lord, Lee Ross e Mark Lepper. Mostrarono ad alcuni loro studenti molto brillanti un resoconto bilanciato di prove scientifiche a favore e contro i benefici della pena capitale. Dopo aver ascoltato le prove bilanciate, gli studenti che inizialmente erano a favore della pena di morte erano ancora più convinti di aver ragione, così come quelli contro, nella direzione opposta. Era successo che gli studenti ricordavano selettivamente le debolezze delle argomentazioni contrarie alla propria e la forza di quelle a favore. Vi ricorda qualcosa? E tenete conto che questi erano studenti di Stanford, non membri di un gruppo estremista rintanati in qualche oscuro covo.

In guardia!

In guardia, il pericolo è in agguato!

Che dire delle ricerche che mostrano come le persone appartenenti a gruppi oppressi sarebbero più portate al complottismo di quelli che leggono il Sole 24 Ore e vivono nei quartieri “bene”? Sono conclusioni che mettono in luce un’altra caratteristica della nostra psicologia evoluta: i nostri cervelli alzano il volume dei nostri sistemi d’allarme quando ci sentiamo minacciati. Ricerche condotte nei nostri laboratori mostrano che le persone che stanno in guardia, coi sensi allertati  (per esempio, dopo aver visto un film dell’orrore) sono più pronti a proiettare rabbia verso gli sconosciuti di altri gruppi. Le ricerche di Mark Shaller e dei suoi colleghi hanno evidenziato che stare in una stanza buia amplifica certi stereotipi particolari, tipo quelli che riguardano la pericolosità degli arabi o degli afro-americani. Considerando la vita di ognuno comprende minacce e pericoli quotidiani, è probabile che ci si ritrovi a cercare segnali di pericoli in agguato.

Dicendo che il cervello umano  è progettato per stare in guardia dalle cospirazioni e che di complotti veri ce ne sono sempre stati, intendo forse dire che non potremo far nulla per evitare di credere alla prossima storia che sentiremo su un complotto su Obama, l’Associazione dei Medici Americani (AMA, American Medical Association) e la Chiesa Cattolica?

No. Charlie Lord e i suoi colleghi, per esempio, hanno visto che gli studenti di Stanford riuscivano ad essere un po’ più obiettivi ponendosi prima la semplice domanda: “Come mi sentirei se la stessa prova supportasse la tesi opposta?”.

Ted Goertzel, un sociologo della Rutgers, ha studiato il fenomeno del complottismo per vent’anni e ha un paio di suggerimenti per chi volesse «distinguere tra un divertente eccentrico, un ingenuo in buona fede, un fazioso arrogante e uno scettico tutto d’un pezzo per farsi rapidamente un’opinione».

Lunacomplottisti

Lunacomplottisti

In primo luogo si può cercare la “logica a cascata”, il ragionamento che porta il complottista ad includere sempre più persone nel complotto ogni volta che qualcuno porta una nuova prova contro le sue affermazioni (A-ha! Ci sono dentro anche loro!).  In secondo luogo, è bene essere scettici verso affermazioni che richiedano una quantità improbabile di potere e controllo da parte dei cospiratori.

Goertzel fa l’esempio del presunto complotto del “finto atterraggio sulla Luna”, che avrebbe richiesto la complicità di migliaia di scienziati e tecnici che lavoravano al progetto, dei media che si occupavano dell’evento e persino degli scienziati di altre nazioni (inclusa la Russia) che tracciarono la missione.

Naturalmente è possibile che anche questo articolo sia stato commissionato dalla CIA e che tutto quello che dico sia solo una cortina di fumo.

Douglas T. Kenrick è l’autore di  “Sex, Murder, and the Meaning of Life: A psychologist investigates how evolution, cognition, and complexity are revolutionizing our view of human nature“.  Il testo è stato recentemente  come libro del mese dallo Scientific American Book Club.  Sostiene di non essere in alcun modo collegato agli Illuminati.


Approfondimenti:

  • Conspiracy Theories Come Naturally (link)
  • Conspiracy Theories in Science (PDF)
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