Buchi neri nella Terra di Mezzo


Orchi della Terra di Mezzo

Orchi della Terra di Mezzo

Nell’universo fantastico de “Il Signore degli Anelli” i cattivi sono gli orchi. È stato J. R. R. Tolkien a scrivere quel libro con grande coerenza narrativa. Gli orchi sono funzionali alla narrazione e non possono essere che così. Una Terra di Mezzo in cui gli orchi siano buoni non è quella del libro di Tolkien.

I “buchi neri” sono una conseguenza teorica della Teoria della Relatività di Albert Einstein. Nessuno li ha mai osservati direttamente. Sono stati gli scienziati a ipotizzarli, a prevederne il comportamento, a cercarli e a trovarne le tracce. Quando si parla di buchi neri è a questi cui ci si riferisce. Il termine è stato coniato nel 1967 e prima il grande pubblico non lo conosceva. Esistono nelle condizioni previste dalla Relatività e non possono essere altro che così. Se qualcuno parla di buchi neri in modo diverso dovrebbe come minimo esporre una teoria fisica che li giustifichi, basata su osservazioni reali.

Speravo di non dover parlare più della defunta cometa Elenin – davvero non se ne può più – ma a quanto pare c’è gente talmente fanatica e priva di senso del ridicolo da volere insistere (grazie ad Ele per la segnalazione!). Sono evidentemente colpiti dall’effetto Dunning-Kruger. Prima o poi scriverò un post al riguardo.

L’ultima geniale trovata sulla Elenin è stata partorita da uno sconosciuto fuffaro cileno, tale Pedro Gaete, nientepopodimeno che direttore esecutivo del programma NGE. Su YouTube due suoi video ci “spiegano” che la Elenin sarebbe in realtà un buco nero (qui e qui). La straordinaria novità è che la NASA – tenetevi forte perché questo argomento è di un’originalità incredibile – ci starebbe nascondendo la verità…

Sbarazziamoci subito dei sospetti. La NGE è Pedro Gaete. Pedro Gaete è la NGE. Il suo sitarello (www.25920.cl) è talmente professionale da funzionare solo con Internet Explorer ed è composto da tre pagine di numero. Pedro Gaete non è  dunque il responsabile di un fantomatico programma governativo cileno per lo studio dei terremoti, come ventilato da qualche fuffaro, ma uno dei tanti tipi bizzarri con in tasca la verità e in mano la soluzione ai problemi del mondo, osteggiato dal corrotto establishment scientifico controllato dalla CIA, dagli Illuminati e dall’uomo nero (credo che ci siano di mezzo anche le scie chimiche e gli UFO). Infatti bastano due informazioni a smontare la sua balla.

Il primo punto riguarda la massa. La fisica dice che un buco nero stellare ha una massa minima di 2,5 masse solari. Nell’articolo “Nibiru, quando i neuroni scioperano” abbiamo già visto quanto sarebbe drammatico e spettacolare, dal punto di vista delle interazioni gravitazionali, l’ingresso nel sistema solare di un oggetto ben più piccolo e come questi effetti sarebbero visibilissimi già a grande distanza, molto prima di entrare nel sistema solare interno.

Un oggetto massiccio come un buco nero non orbiterebbe intorno al Sole. Sarebbero il Sole e tutti i suoi pianeti a orbitare intorno ad esso. Se un oggetto di 2,5 masse solari si avvicinasse al sistema solare,  i pianeti esterni comincerebbero a spostarsi ben prima che raggiungesse l’orbita di Plutone. Durante l’avvicinamento quelli dalla sua parte comincerebbero a schizzare via. In particolare, se un corpo di 2,5 masse solari fosse passato a 35 milioni di km dalla Terra (come hanno fatto i resti della Elenin) questa sarebbe già stata sparata a una velocità incredibile nello spazio interstellare.

Disco di accrescimento di un buco nero che cannibalizza una stella

Disco di accrescimento di un buco nero che cannibalizza una stella

Il secondo punto riguarda i comportamenti esotici di un buco nero. Come ho già scritto altre volte, un buco nero non è un aspirapolvere cosmico, come vorrebbe la sua interpretazione cinematografica. La sua capacità di attrarre altri corpi da una certa distanza è la stessa di un corpo di pari massa. Se i Sole si trasformasse all’improvviso in un buco nero, dal punto di vista gravitazionale per la Terra non cambierebbe nulla.

I comportamenti relativistici avvengono solo in prossimità dell’orizzonte degli eventi, quella superficie immaginaria all’interno della quale nemmeno la luce riuscirebbe a sfuggire alla gravità del buco nero. Quì sì, che avvengono cose “strane”. Per esempio, la materia che vi precipita subisce un’accelerazione spaventosa, ben superiore a quella sperimentabile negli acceleratori di particelle. Buona parte di questa materia decade, trasformandosi in luce, in fotoni ad alta energia (raggi X e gamma) e in raggi cosmici.

Questa “ciambella” luminosissima ed altamente energetica che circonda il buco nero si chiama “disco di accrescimento”. I quasar, tra gli oggetti più luminosi dell’universo, sono accesi da questo meccanismo.

In un ambiente come quello del sistema solare interno il vento solare è relativamente denso; inoltre ci sono polveri e micrometeoriti in quantità (ogni giorno ne cadono decine se non centinaia di tonnellate sul nostro pianeta). Tutto questo materiale sarebbe catturato e accelerato nel disco di accrescimento che sarebbe dunque estremamente luminoso. Il buco nero avrebbe un vestito talmente scintillante da abbagliare chiunque, tranne quelli disposti a credere a certe fesserie. Per squarciare le tenebre che avvolgono le menti di certi fuffari non basta nemmeno la luce degli oggetti più luminosi dell’universo.

P.S. E se invece fosse … una stella di neutroni?

Le cosiddette stelle di neutroni sono corpi compattissimi (20/25 km di diametro circa) con una massa enorme, compresa tra 1,4 e 2,5 masse solari. Si tratta di cadaveri stellari. Quando una stella massiccia arriva alla fine della sua vita esplode in supernova. La maggior parte della materia viene espulsa e resta solo parte del nucleo. Se questo ha una massa compresa nell’intervallo visto prima, la gravità è tale da schiacciare tutti i componenti degli atomi gli uni sugli altri. Protoni ed elettroni si fondono, formando neutroni (ed espellendo neutrini). A contrastare la gravità resta l’interazione nucleare forte, che impedisce ai neutroni di collassare ulteriormente (se la massa supera le 2,5 masse solari la forza nucleare non basta e il collasso è inarrestabile: il nucleo stellare diventa un buco nero e ricadiamo nel caso precedente). Dal punto di vista della gravità vale quindi quanto detto per il buco nero.

Per quel che la luminosità non c’è bisogno di spiegazioni; vi basta guardare questa immagine.

La stella di neutroni nella Nebulosa del Granchio (M1)

La stella di neutroni nella Nebulosa del Granchio (M1)

Si tratta di M1, la Nebulosa del Granchio, uno degli oggetti astronomici più famosi e osservati, preda ambita di qualunque appassionato di astronomia. È quel che resta di una supernova esplosa nel 1054 dell’era moderna. Nel particolare ingrandito si vede una stellina che appare e scompare. È una pulsar, una stella di neutroni rotante, il nucleo della stella esplosa quasi mille anni fa. Si trova a 6500 anni luce dal sistema solare ed è di magnitudine 16,5, dunque alla portata di un buon telescopio amatoriale. Se fosse alla distanza del Sole avrebbe più o meno la stessa luminosità. Voi l’avete vista, per caso?

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One Response to Buchi neri nella Terra di Mezzo

  1. […] Quella del buco nero è una monunmentale sciocchezza. Un buco nero non è un aspirapolvere cosmico come si vede nei film che se ne sta nascosto e fa cucù all’improvviso. È un oggetto estremamente massiccio  anche se concentrato in uno spazio ristretto, con un campo gravitazionale molto forte che da lontano si comporta esattamente come quello di qualunque altro corpo. Tanto per intenderci, se il sole diventasse all’improvviso un buco nero, buio a parte per noi non cambierebbe nulla: continueremmo a girargli intorno come prima. La massa minima teorica per un buco nero di origine stellare è 1,4 volte quella del sole. In genere sono almeno 3 volte più massicci. Dunque se ci fosse un buco nero nei paraggi, eserciterebbe su di noi un’attrazione maggiore di quella del sole e ce ne accorgeremmo quando è ancora molto lontano. Inoltre, per quanto sia nero, ogni volta che inghiotte materia spara sbuffi di particelle superaccelerate e raggi cosmici. Nulla di tutto questo succede nel raggio di mille anni luce. Per maggiori dettagli su questa bufala: qui e qui. […]

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