La cometa ISON e il fly-by con Marte


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ISON fotografata dallo Hubble Space Telescope, ingrandimento (maggio 2013)

La cometa ISON, di cui abbiamo già parlato quasi un anno fa, sta entrando nella zona più interna del sistema solare e gli astronomi scalpitano per capire cosa succederà a questo visitatore ghiacciato proveniente dalla periferia più remota del sistema solare, ma fino alla fine di novembre il suo destino rimarrà misterioso.

In quei drammatici momenti la cometa definita forse con troppo anticipo come quella “del secolo” si tufferà tra i capelli infuocati del Sole, passando al perielio il 28 novembre a soli 1.850.000 km dalla sua superficie. Se riuscirà ad uscire indenne dalla fornace solare, potrebbe diventare una delle comete più luminose mai viste nell’emisfero Nord.

È stata a lungo invisibile dal nostro pianeta e le condizioni di visibilità non saranno le migliori fino a dopo quel terribile tuffo, ma qualche anticipazione potremo forse averla da un posto insospettabile: Marte!

Il primo ottobre 2013 la ISON passerà infatti a sole 0,07 Unità Astronomiche (circa 10 milioni di km) dal pianeta rosso. Sembra molto, ma astronomicamente parlando è un’inezia. Ebbene, sulla superficie di Marte e in orbita intorno ad esso ci sono attualmente diverse missioni automatiche. L’incredibile rover Curiosity sulla superficie e l’osservatorio orbitale Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) potrebbero cercare di immortalarla!

ISON fotografata dallo HST, (aprile 2013)

ISON fotografata dallo HST, (aprile 2013)

È troppo presto per sapere se gli strumenti del rover saranno in grado di fotografare ISON: dipende tutto dalle condizioni climatiche sul pianeta e dalla luminosità della cometa che al momento non è possibile predire. Bisogna infatti ricordare che gli strumenti del rover non sono stati pensati per la fotografia astronomica.

Il satellite MRO è equipaggiato con un potente telescopio da mezzo metro di diametro, uno strumento chiamato HiRISE, tranquillamente in grado di fotografare la chioma e la coda della cometa. Sono programmate delle osservazioni per il 29 settembre e per l’1 e il 2 ottobre, quando la cometa passerà alla minima distanza da Marte.

Anche in questo caso va però ricordato che HiRISE non è un telescopio astronomico. È stato progettato per fotografare e mappare la superficie di Marte. La sua fotocamera non è in grado di fare lunghe esposizioni, il che per la fotografia di oggetti effimeri come le comete è un limnite. Tuttavia è probabile che la ISON sarà individuata.

ISON fotografata da HST (10 aprile 2013)

ISON fotografata da HST (10 aprile 2013)

L’appuntamento con Marte è quasi uno spartiacque per la cometa. Oltrepasserà l’orbita del pianeta rosso avendo appena attraversato la “linea del congelamento”, situata appena fuori dall’orbita di Marte. A partire da quella distanza l’irraggiamento unito al vento solare cominciano a vaporizzare l’acqua congelata contenuta nella cometa.

Le comete sono palle di neve sporca, composte dall’80% al 90% di ghiaccio d’acqua. Fino ad agosto erano l’anidride carbonica e le componenti minori di gas a venire espulsi, probabilmente solo da zone limitate del nucleo. Ora però dovrebbero cominciare a svilupparsi veri e propri geyser di vapor d’acqua su tutta la sua superficie.

La quantità di gas rilevata durante l’appuntamento con Marte darà ai ricercatori degli indizi sulle dimensioni del nucleo della cometa. Se fosse molto più grande di 500 metri, allora potrebbe probabilmente sopravvivere al passaggio al perielio, rendendo questo oggetto uno degli eventi astronomici più spettacolare da anni.

La NASA userà l’esperienza di ISON per programmare un’altra sessione di osservazioni per il 2014 quando un’altra cometa, la C/2013 A1, passerà ancora più vicino a Marte. Ora, però, tutti gli occhi sono puntati sulla ISON, compresi quelli elettronici della NASA. La cometa è già stata osservata dalla sonda Deep Impact, dallo Hubble Space Telescope e ora da MRO. Nel momento in cui dovrebbe emergere dal Sole sicuramente tutti i telescopi in grado di vederla saranno puntati su di lei, e allora sapremo se riempirà di meraviglia le notti invernali.

Manca poco, ormai. Salterà fuori qualche idiota a parlare della fine del mondo, di rifugi nucleari, incette di visite, movimenti dei capi di stato, HAARP, scie chimiche e puttanate varie?


Fonti:

Vedi anche:

Una risposta a La cometa ISON e il fly-by con Marte

  1. […] Come scrivevo pochi giorni fa, il Mars Reconnaissance Orbiter aveva in programma una serie di foto alla cometa ISON, che in questi giorni è passata molto vicina a marte. […]

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