Il Lamento del Credulone


Voglio credere!

I sostenitori delle pseudoscienze hanno spesso schemi comportamentali abbastanza riconoscibili nelle discussioni.

In genere, di fronte a una critica circostanziata di una qualunque ipotesi “alternativa” di quelle in cui loro credono, interverranno – magari con un  tono apparentemente bonario – dicendo di saperla lunga, che voi state trattando l’argomento con superficialità dicendo cose arcinote mentre loro sanno (o hanno saputo da persone “bene informate”) altre cose che solo gente dalla mente aperta e predisposta può comprendere; insomma: cose che voi umani non potreste immaginarvi

Salterà presto fuori che queste persone ben informate in realtà non sono proprio bene informate, che le cose “che noi umani non potremmo immaginarci” in realtà ce le immaginiamo benissimo (e magari le giudichiamo pure delle cazzate già da un po’), ecc. La polemica continuerà, il fuffaro se la prenderà per il tono arrogante e alla fine, indignato per tanta sicumera, reciterà quello che io chiamo “il lamento del fuffaro“.

In un commento su un articolo dell’Osservatorio Apocalittico (scritto da un utente che aveva tentato una disperata difesa della sensatezza di un oggetto come Nibiru) ne ho trovato un caso esemplare che vado qui a sintetizzare. Lo schema è più o meno questo:

Una scienza buona (oppure così così) e una scienza cattiva
«Viviamo in tempi cupi, dove vengono considerate “verità assolute” delle idee discutibili come la Relatività o la selezione naturale di Darwin (discutibile e lacunosa), che sono solo delle teorie, mentre la meccanica quantistica è spesso vista come magia o fantascienza.»

Incompresi
«Sono tantissime le cose che ancora non conosciamo: non sappiamo prevedere i terremoti, ogni giorno vengono scoperte nuove specie, abbiamo esplorato solo una minima parte degli oceani, ecc… Eppure la scienza ufficiale si comporta con arroganza e presunzione, quasi fosse onnisciente: tratta gli UFO e il paranormale come folklore o isteria di massa quando su diversi casi gli scienziati non hanno risposte.»

Lamento
«Invece che ammettere la propria ignoranza e accettare con mente aperta le spiegazioni alternative, la scienza ufficiale arrogante, attaccata alle poltrone delle accademie e delle università attacca ferocemente queste idee, direttamente o per mano di chi scrive in siti web come questo, cercando di smontarle sistematicamente, ricorrendo al debunking o a vergognosi cover-up. E i veri RICERCATORI che portano avanti queste idee di frontiera vengono derisi e osteggiati.»

Atto di fede
«È ora di dire basta a tutto ciò. La scienza ufficiale al soldo dei governi, dei politici e delle multinazionali è ormai completamente screditata. Ma il tempo è galantuomo e alla lunga l’inganno che state avallando verrà alla luce. Le idee alternative che tanto avversate segneranno un nuovo paradigma e voi sarete spazzati via.»

Dopo di che il fuffaro di turno di solito esce di scena sdegnato. È sensato quel che dice? No, non proprio…

Una scienza buona …

Alcuni non ce l’hanno con tutta la scienza: c’è una scienza buona – spesso la meccanica quantistica – che sarebbe considerata magia o fantascienza dalla scienza cattiva (quella “ufficiale”) basata su falsi dogmi.

Quantum chakra?

Quantum chakra?!?!

La meccanica quantistica usa dei termini immaginifici come vibrazione, onda, funzione d’onda, principio di indeterminazione, principio di esclusione, dualismo onda-particella (ecc.) che hanno un significato matematico preciso ma che sono difficilmente esprimibili nel linguaggio comune. C’è chi ci ha provato tramite ardite metafore legate alle filosofie orientali e questo ha attratto inevitabilmente sostenitori della newage.

Se c’è un teoria fisica che ignora completamente sia la percezione sensibile della realtà che l’aspetto aneddotico tanto amato delle pseudoscienze e che si affida in modo totale alla fredda astrazione matematica è proprio la meccanica quantistica (scienza ufficiale a tutti gli effetti).

Tuttavia l’aspetto vagamente esoterico della materia e la convinzione che la si possa comprendere leggendo libri come “Il Tao della Fisica” di Fritjof Capra rende la meccanica quantistica gradita ai fuffari:  sono proprio loro a considerarla come se fosse magia e a inventare cagate come il quantum chakra, la medicina vibrazionale, il risveglio quantico, ecc.

… oppure una scienza così così …

In certi casi anche la meccanica quantistica è cattiva o, meglio, inadeguata.

«Ma in fondo cos’è poi tutta questa tecnologia? Cosa vale questa scienza in confronto alle conoscenze esoteriche degli antichi?» chiede a quel punto il credulone… usando l’iPad. Oppure: «sì, va bene, la meccanica quantistica è la base di tecnologie che usiamo ogni giorno ma, cavolo, come si fa a sostenere cose talmente assurde, incomprensibili e in contrasto coi nostri sensi? La realtà non è quello che percepiscono i nostri sensi?» No, in effetti no. Magari non è quello che racconta la meccanica quantistica ma di certo non è nemmeno quello che ci dicono i nostri sensi.

Un pisano lo scrisse nel 1623, dando origine alla scienza moderna: «La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l’universo), ma non si può intendere se prima non s’impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne’ quali è scritto».

Senza misurare la realtà, basandoci solo sui nostri sensi, non è possibile capire l’universo; e non sarebbe stata possibile nemmeno gran parte della tecnologia sviluppata dai quei tempi fino ad oggi.

… e una scienza cattiva

Ma la scienza cattiva per antonomasia è quella che passa da Darwin per arrivare ad Einstein. Questi due grandi scienziati sono le bestie nere degli amanti delle pseudoscienze.

Galileo, Darwin, Einstein, Heisenberg

In senso orario: Galileo, Darwin, Einstein e Heisenberg

Cominciamo dal secondo. La grande colpa della Relatività, che pure ha fornito alla pseudoscienza una terminologia da cui razzolare e concetti da mistificare come spazio-tempo, campo, orizzonte degli eventi, buco nero, wormhole e dimensioni, ecc. (senza contare E=mc² che mettono ovunque perché l’idea che tutto è energia gli piace tantissimo) è sostanzialmente la non superabilità della velocità della luce. Come può essere un limite se la fuori pullula di UFI?

La Relatività ha superato cento anni di verifiche incessanti senza vacillare. Per il fuffaro questa non è una prova della sua bontà ma dello scarso consenso che questa teoria riscuoterebbe (come se la verifica continua non fosse imposta dal metodo scientifico). Inoltre, la Relatività … funziona! La usiamo per calcolare le traiettorie di pianeti, satelliti e sonde, negli acceleratori di particelle, nei GPS, nelle TAC… Ma la cosa è destinata a cambiare in breve tempo, di questo i fuffari sono certi.

Se per Einstein può essere un odio-amore, di sicuro per Darwin c’è solo il più profondo disprezzo. «Noi che “discendiamo delle scimmie”? Inaudito… Ci ha fatti Dio così come siamo. Al massimo possono averci progettato degli alieni intelligentissimi, ma come possiamo essere i nipotini di Cita?»

Tutto è discutibile al mondo, ma di certo la selezione naturale (nella sua stesura moderna) spiega in modo tutt’altro che lacunoso e comunque meglio di qualunque altra ipotesi scientifica l’origine delle specie. Le conferme sono molteplici e multidisciplinari: biologiche, biochimiche, geologiche, fisiche, paleontologiche e persino storiche. Le possiamo vedere quotidianamente nei laboratori di analisi, nei digestori anaerobici; persino nel nostro corpo, quando un batterio si desensibilizza a un antibiotico. Quindi no, le teorie darwiniane non sono “la verità assoluta”. L’evoluzione è semplicemente un fatto…

Le idee anti-darwiniane sono riconducibili sostanzialmente al creazionismo: da una parte quello biblico del mito della genesi (ma vallo a spiegare a chi delle Scrittura fa una lettura dogmatica e fondamentalista che no, non siamo stati creati 6000 anni fa, come dice la Bibbia); dall’altra quello riformato del cosiddetto “progetto intelligente” (la mano intelligente  che ci avrebbe creati così come siamo).

Entrambe queste idee pretendono di spiegare qualcosa di complesso – e cioè la vita sulla Terra – con qualcosa di molto più complesso – e cioè un’entità talmente evoluta da poterla creare. Chi ha creato il creatore? Non ce lo dicono; e di dati che suffraghino le loro osservazioni, a parte quelli che hanno selezionato perché meglio si adattavano alle loro speculazioni, non ce ne sono. L’orologiaio cieco, Il gene egoista o Il più grande spettacolo della Terra di Richard Dawkins dovrebbero essere resi obbligatori nelle scuole superiori.

«Sì vabbè, ma in fondo non sono solo delle teorie?» Evoluzione e Relatività sono “solo” delle teorie nello stesso preciso senso in cui lo è la gravità; e in genere chi si butta dalla finestra perché tanto è “solo” una teoria si fa male…

Incompresi

«Sono tantissime le cose che ancora non conosciamo […] Eppure la scienza ufficiale […] con arroganza e presunzione […] tratta gli UFO e il paranormale come folklore o isteria di massa quando su diversi casi gli scienziati non hanno risposte.»

… Ma a quanto pare le risposta la sanno dare gli ufettari: gli UFO sono astronavi aliene! Le loro deduzioni sono basate su prove esclusivamente aneddotiche: l’ha visto tizio, l’ha dichiarato caio, l’ha detto miocuggino. Allora perché proprio gli alieni e non i fantasmi? O gli angeli? O i folletti? Avete avuto tra le mani un’astronave aliena per dirlo? O forse perché i folletti sembrano ridicoli a gente moderna abituata a usare un computer? Non  godono anche loro una quantità smisurata di testimonianze aneddotiche? Ora sono un po’ fuori moda ma le leggende popolari non ne sono infarcite da tempi immemori?

Il problema è che, ignorando come funzionano le leggi della Natura, spesso gli ufettari pretendono che questa si comporti diversamente da quanto viene osservato; il che è anche possibile ma, come diceva Feynman: «è […] essenziale che le varie leggi della scienza siano tra loro coerenti. Dato che le osservazioni hanno lo stesso valore per tutti, è inammissibile che due leggi predicano risultati contraddittori. Quindi, la scienza non è affare dei singoli specialisti, ma ha valenza universale. Ho parlato di atomi in fisiologia, poi ne ho parlato in astronomia, elettricità, chimica; dato che gli atomi sono universali, le loro proprietà in tutti questi campi devono essere reciprocamente compatibili. Non si può iniziare una nuova teoria che prescinda dagli atomi come li conosciamo.» (qui).

Baseball relativistico: cosa succederebbe tentando di colpire una palla lanciata a 90% della velocità della luce? Cliccate sull’immagine.

Ebbene, per come li conosciamo, gli atomi non sono in grado di spostarsi alla velocità della luce (e quando ci si avvicinano ne succedono delle belle, come negli acceleratori di particelle o nella vignetta qui sopra), ne’ di generare quantità di energia infinite, ne’ di accelerare in modi insensati, ecc. Esistono stati della materia in cui gli atomi o le particelle non si comportano come li conosciamo? Certo, è possibile, ma forse desiderarlo non basta: va dimostrato. In assenza di prove e di una teoria coerente, le astronavi aliene che pullulano sui forum valgono letteralmente quanto elfi, folletti o fantasmi. E questo a prescindere dal fatto che nell’universo esistano o meno altre forme di vita.

Quindi, se è vero che la scienza non sa spiegare certi fenomeni è altrettanto vero che non possono farlo nemmeno i fuffari; non in un modo scientificamente accettabile, per lo meno; e quando una spiegazione vale l’altra, allora non è una spiegazione, ma una mera congettura, i cui limiti saranno evidenziati da chi è capace di vederli e, che piaccia o meno, l’incoerenza rispetto alle conoscenze esistenti è un grosso limite.

Insomma, chi pretende che le proprie congetture siano accettate senza riserve e senza prove non sono certo gli scienziati. Per citare Feynman: «Ciò che oggi chiamiamo “conoscenze scientifiche” è un corpo di affermazioni a diversi livelli di certezza. Alcune sono estremamente incerte, altre quasi sicure, nessuna certa del tutto. Noi scienziati ci siamo abituati, sappiamo che è possibile vivere senza sapere le risposte. Mi sento dire: “Come fai a vivere senza sapere?”. Non capisco cosa intendano. Io vivo sempre senza risposte. È facile. Quello che voglio sapere è come si arriva alla conoscenza.» (qui).

Lo scienziato ci arriva con l’applicazione del metodo scientifico: analisi dei fatti (e in scienza i fatti sono sostanzialmente ciò che è possibile misurare, direttamente o indirettamente, con tutti i margini di incertezza del caso), elaborazione di un’ipotesi in grado di spiegarli, e poi verifica dell’ipotesi. Questo ci porta al punto successivo.

Lamento

«Invece che ammettere la propria ignoranza e accettare con mente aperta le spiegazioni alternative, la scienza ufficiale […] attacca ferocemente queste idee, cercando di smontarle sistematicamente, ricorrendo al debunking o a vergognosi cover-up. E i veri RICERCATORI che portano avanti queste idee di frontiera vengono derisi e osteggiati.»

Quello che sfugge ai sostenitori delle pseudoscienze è che la verifica di un’ipotesi consiste precisamente nel tentare in tutti i modi di dimostrare che è falsa perché viziata da errori concettuali, basata su assunzioni false o perché non prevede correttamente i fenomeni, ecc. Se un’ipotesi supera il fuoco di fila della verifica allora diventa un’ipotesi confermata. Quando si riesce ad aggregare un corpo di diverse ipotesi confermate in grado di spiegare un fenomeno nella sua complessità allora abbiamo una teoria, che in scienza è un punto d’arrivo. Su come debba comportarsi uno scienziato quando pensa di aver scoperto qualcosa che stravolge idee date per acquisite, segnalo questo articolo.

Per prendere in considerazione un’ipotesi alternativa bisogna poi verificare che sia coerente rispetto a quanto si conosce. La levitazione spiega benissimo il volo degli uccelli ma contraddice tutte le osservazioni finora fatte sulla gravità.

In nome di una supponente pretesa di “mente aperta” (da parte di chi non l’ha affatto) dovrei abbandonare ciò che conosco (della gravità in questo caso) – e cioé la conoscenza – per abbracciare un’ipotesi i cui presupposti sono completamente ignoti – e cioé l’ignoranza? No, grazie.

Dunque quando il debunker di turno “attacca ferocemente queste idee, cercando di smontarle sistematicamente, ricorrendo al debunking”  non fa altro che applicare il metodo scientifico alle previsioni o alle premesse di queste idee evidenziandone contraddizioni, limiti, incoerenza, errori.

Insomma, il fuffaro si lamenta quandodovrebbe invece ringraziare. 😉

Atto di fede

«È ora di dire basta a tutto ciò. La scienza ufficiale al soldo dei governi, dei politici e delle multinazionali è ormai completamente screditata. Ma il tempo è galantuomo e alla lunga l’inganno che state avallando verrà alla luce. Le idee alternative che tanto avversate segneranno un nuovo paradigma e voi sarete spazzati via.»

In genere il lamento del fuffaro si chiude drammaticamente con un po’ di sana retorica in salsa complottista, mostrando fiducia in un futuro di rivalsa, pieno di soddisfazioni, dove i biechi scientisti patiranno quello che loro hanno patito finora.

Dogbert

Una volta un tizio mi ha persino scritto, a proposito della bufala della cometa Elenin sulla banconota da 10 franchi svizzeri che io pretendevo di parlare di “argomenti che richiedono competenze che vanno ben al di sopra dell’ astronomia” e che “il disegnare un avvenimento astronomico su una banconota ha dei motivi ben radicati nell’ esoterismo praticato negli ambienti di elite”. Beh, visto quello che è successo alla Elenin… ‘Sti cazzi dell’esoterismo degli ambienti di elite!!!

È comprensibile che cerchino una rivalsa nel futuro. Finora il passato e il presente sono stati un po’ avari di soddisfazioni per le pseudoscienze: in quattrocento anni di storia della scienza, il loro contributo all’umanità è stato zero, come la loro capacità predittiva.

Ma il futuro sarà diverso e la verità arriverà, oh come arriverà! E dovesse andargli male anche col futuro, potranno sempre provare …  col gerundio.

L’importate è crederci!!!

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8 Responses to Il Lamento del Credulone

  1. Alessandro Madeddu ha detto:

    Mitici fuffari! Li adoro. Con la loro capacità di considerarsi periti in ogni ambito dello scibile umano, il loro vittimismo, la loro violenza verbale, la loro cultura del sospetto che li porta a vedere le manovre della CIA dietro la lampadina che si fulmina… Che faremmo senza di loro?

    Bel post, lo rilancio ovunque!

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  2. Pierz ha detto:

    Bell’articolo! 😀 Sicuramente conosci Tim Minchin, ma se ti fosse sfuggito, cercati su youtube “Storm” (c’è sia sottotitolato che doppiato abbastanza bene in italiano).

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    • Gabriele ha detto:

      No, non lo conoscevo. Grazie!

      Il pezzo, però, ho come l’impressione di averlo già sentito (o di averne sentito dei pezzi).
      Magari Luttazzi gli ha preso a prestito qualche battuta?
      Che sintesi si riescono a fare con l’ironia…

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      • Pierz ha detto:

        Sì, se leggi Dawkins (in particolare, o comunque di Scienza vs pseudoscienza in generale), ci sono citazioni sparse che Minchin rielabora. Come una canzone che aveva intitolato “se apri la mente, rischi che il cervello ti caschi per terra”, frase presa da non-ricordo-dove.

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      • Gabriele ha detto:

        Sì, alcuni dei suoi riferimenti a Dawkins li avevo colti. Ma proprio tutta la storiella della ragazza che attacca a parlare di newage devo averla già sentita da qualche parte, anche se non ricordo dove. O magari era sempre lui.

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