Di Battista, il ballista inconsapevole

1 giugno 2014
Uno dei migliori comunicatori M5S

Uno dei migliori comunicatori M5S (figuriamoci gli altri…)

Secondo il pasdaran grillino Alessandro Di Battista (#Diba per i suoi sostenitori) il risultato elettorale deludente del M5S sarebbe stato determinato dalla bassa affluenza alle urne che a suo dire avrebbe penalizzato il suo partito.

È un grande, non c’è che dire. Ricorderò sempre la prima volta che lo sentii parlare in TV, quando sciorinò un’analisi politica di una profondità straordinaria dichiarando di non fidarsi di Renzi perché … aveva lo sguardo falso (o qualcosa del genere). Io sono sicuro che non sia in malafede e che alle sciocchezze che dice ci creda veramente. Gliele raccontano, le ripete un paio di volte e poi si convince che siano idee sue; un po’ come quei sostenitori pentastellati che danno il meglio di loro stessi nei commenti degli articoli dei giornali online: qualunque cosa leggano sul blog di Grillo, dopo un po’ si convincono di averla sempre pensata – capita a chi ha dato in outsourcing la gestione del proprio cervello – e son pronti a sostenerla oltre il confine del ridicolo (quando i fatti contraddicono i convincimenti di un fanatico allora è la realtà a sbagliare).

Potrei cavarmela dicendo che da sempre alle elezioni europee gli elettori si sentono meno responsabilizzati e votano più “di pancia”, dando spazio al voto di protesta. Da sempre i voti dati alle europee ai movimenti di protesta non si traducono negli stessi voti alle politiche.

A questo giro, in Italia, il partito euro-scettico anti-casta anti-sistema anti-banche ecc. ecc. ecc. che doveva non vincere ma stravincere, prendere più voti di tutti, processare sul web i suoi nemici, marciare su Roma, assediare il presidente della Repubblica, chiedere nuove elezioni politiche, vincerle e portare finalmente questi sedicenti liberatori al potere che avrebbero usato con “cattiveria” – insomma: il M5S di Grillo – ha preso la metà dei voti del principale partito di governo che ha conseguito – da solo – un risultato numerico che nel nostro paese non si vedeva da sessant’anni. Il PD è risultato il primo partito <b>in tutte</b> le regioni italiane. La colpa? Della stampa che si è limitata a ripetere le fesserie dette da Grillo senza magnificare lo splendido lavoro fatto dai pentastellati in parlamento (che si è concretizzato nel loro capolavoro politico: impedire a Renzi di partecipare alla “Partita del cuore” in favore di Emergency); e anche dei pensionati, naturalmente.

Ma torniamo ai risultati: l’affluenza alle Europee è stata bassa ma meno di quanto si prevedesse: il 58,69% (contro il 66,43% delle precedenti votazioni). Alle Europee quello di Grillo è risultato comunque il secondo partito; ha perso 3 milioni di voti in termini assoluti ma è comunque arrivato a un rispettabile 21%; ma si votava anche per eleggere i sindaci di oltre 4000 comuni. Ebbene, dove si votava anche per le amministrative l’affluenza è stata decisamente più alta: il 70,99%. Alle amministrative il partito di Grillo e Di Battista è stato molto spesso il terzo, alle spalle di Forza Italia, e con risultati decisamente più contenuti. Il M5S va ai ballottaggi in 12 casi ed elegge un sindaco su oltre 4000 comuni in cui si votava (se non ho capito male la sofisticatissima comunicazione di Grillo).

Quindi Di Battista si tranquillizzi: ha detto solo una (beh, l’ennesima) sciocchezza. Alle Europee ai grillini non è andata come speravano ma se si fosse votato di più poteva andargli peggio: come alle amministrative!

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