La psicologia delle coincidenze


coincTradotto ed adattato da: The Psychology of Coincidence
di Keith Hillman (su Psychology24).

Una vecchia leggenda metropolitana racconta che un uomo stava andando al lavoro e si era dimenticato a casa la cravatta. La moglie trova la cravatta e prova ad avvertirlo al telefono dell’ufficio. Però sbaglia il numero e compone quello di un telefono pubblico appena fuori dall’ufficio. L’uomo senza cravatta, che passava lì davanti proprio in quel momento, sente squillare il telefono, incuriosito risponde e … riceve il messaggio.

Coincidenze come questa possono spesso farci chiedere se non ci siano davvero forze più grandi in gioco. O perlomeno riescono a creare dei curiosi aneddoti da raccontare al bar. In effetti non c’è nulla di speciale nemmeno nelle più improbabili delle coincidenze … a parte il far luce sulla nostra psicologia e sulla predisposizione del cervello umano ad essere ingannato.

In questo articolo cercheremo di capire perché le coincidenze non sono poi tanto strane e perché, nonostante questo, affascinino comunque i nostri cervelli…

Schemi e coincidenze

Innanzi tutto vale la pena considerare che il cervello umano è progettato per riconoscere  schemi. È qualcosa in cui riusciamo particolarmente bene perchè ha un grande valore in termini di sopravvivenza. Trovare degli schemi ci permette di predire cosa sta per succedere, il che si traduce nello sfuggire a un pericolo o catturare una preda.

Il nostro cervello cerca costantemente degli schemi e dei collegamenti, il che comporta che a volte li vediamo anche dove non ci sono. Per esempio, se vediamo delle rocce che sembrano formare un volto sulla superficie di Marte, riconosceremo ciò come un schema e non come una collezione di rocce (e il fatto che il nostro cervello sia anche progettato per riconoscere i volti di certo non aiuta).

In effetti siamo così disposti a vedere collegamenti dove non ci sono che esiste addirittura una parola per descrivere il fenomeno: ‘apofenia’.

Uno dei casi più divertenti di apofenia all’opera fu quando Apple ricevette delle lamentele da parte dei clienti per la riproduzione casuale dei brani sugli iPod che non sarebbe stata veramente ‘casuale’. Gli utenti si lamentavano perché capitava di sentire la stessa canzone ripetuta in sequenza – il che naturalmente è casuale. Apple dovette riprogettare l’algoritmo della funzione di riproduzione per farlo apparire più casuale, mentre in effetti non lo era più…

Collegamenti non visti

Non solo vediamo schemi dove non ci sono ma non siamo nemmeno precisi nel riconoscerli, non considerando sempre tutti gli elementi in gioco. Per esempio, la storiella della cravatta diventa molto meno divertente se si considera il fatto che i numeri dei telefoni fissi di una stessa zona sono molto simili, il che implica che è molto facile chiamare accidentalmente il telefono pubblico vicino all’edificio che volevamo in effetti chiamare.

Detto questo, resta relativamente improbabile che l’uomo passasse da quelle parti proprio in quel preciso momento ma comunque molto meno di prima. L’altro giorno mi sono messo a canticchiare la sigla di uno spettacolo TV che non andava in onda da anni e poco dopo ho notato la sua pubblicità sulla fiancata di un autobus. Sembrerebbe una coincidenza se non si considerasse la possibilità che io abbia visto di sfuggita quella pubblicità in precendenza senza registrarla a livello conscio.

A volte vediamo collegamenti dove non ci sono e consideriamo falsamente qualcosa come coincidenza. Altre volte non vediamo proprio i collegamenti e facciamo comunque lo steso errore.

La legge della ‘prossimità sufficiente’

Avete mai notato che se guardate il film Il Mago di Oz (del 1939) ascoltando contemporaneamente The Dark Side of The Moon sembrano sincronizzati? Sembrano così perfettamente allineati che l’audio coincide quasi esattamente col film (vedi Wikipedia).

Si tratta di un risultato di ciò che chiamiamo ‘legge della prossimità sufficiente’. In realtà, anche se possono sembrare ‘abbastanza’ in sincrono, non lo sono affatto  ‘perfettamente’. Ciò nonostante, al cervello umano piacciono talmente tanto gli schemi e le corrispondenze che accettiamo felicemente che questa sia una coincidenza ‘magica’ in quanto ‘sufficientemente vicina’ all’esserlo.

Questo è in parte anche il motivo per cui le predizioni del futuro di gente tipo Nostradamus sembrano tanto accurate. Queste  previsioni sono notoriamente vaghe e ottuse, tanto dal poter andare ‘sufficientemente vicino’ al descrivere una vasta gamma di eventi realmente accaduti.

Bias cognitivi

A volte il nostro cervello pensa a qualcosa come una coincidenza semplicemente per una distorsione nel nostro modo di ragionare. I nostri cervelli sono cablati in modo tale che talvolta risulta facile ingannarli. Questi ‘difetti’ nella nostra logica sono chiamati bias cognitivi (bias = distrorsione, pregiudizio) e possono spesso essere responsabili della nostra errata percezione delle coincidenze. Ecco alcuni esempi.

fibo

Serie di Fibonacci

Fallacia dello scommettitore

La fallacia dello scommettitore è il motivo per cui siampo portati a puntare su testa dopo dieci volte a fila che esce croce. Ce lo aspettiamo perché è davvero improbabile fare croce per 11 volte. Dimentichiamo però che la fisica non tiene conto dei lanci precedenti e ogni volta abbiamo le stesse probabilità di fare testa o crocesempre 50-50.

Immaginate di aver usato un computer per generare degli interi casuali e che escano fuori i primi numeri della serie di Fibonacci (2, 3, 5, 8, 13, …). Sareste giustamente meravigliati ma ricordate che la probabilità che succeda è esattamente la stessa di  qualunque altra sequenza casuale. Solo perché a questa abbiamo associato un significato particolare, non significa che sia più improbabile di altre.

Bias di conferma (o di selezione)

Quando ero giovane ero fortemente convinto di poter far spegnere i lampioni quando gli camminavo sotto. Il motivo? Per cinque volte nel passato avevo camminato sotto un lampione e questo si era magicamente spento al mio passaggio. Poi ho fatto una ricerca online e ho visto che ci sono vere e proprie comunità di persone convinte di avere questo potere.

Un mio amico un po’ più razionale di me mi suggerì di accertarmi della cosa aspettando un po’ vicino al lampione dopo essergli passato sotto. Saltò fuori che il lampione era semplecemente difettoso e   ogni tanto si spegneva a intermittenza – cosa comune per i lampioni. Quindi c’era una buona probabilità che potesse spegnersi al mio passaggio.

Ma ancora più determinante è stato il fatto che centinaia di migliaia di altri lampioni cui ho camminato sotto non si sono spenti. Però, a causa di una cosa chiamata ‘bias di conferma’, ho preso atto solo delle volte che si spegneva quello. Nel bias di conferma (o ‘bias di selezione’) prendiamo atto di ciò che supporta la nostra ipotesi, in quanto degno di nota e memorabile, ma ignoriamo tutte le prove contrarie.

Un altro esempio è la Grande Piramide di Giza. Lo sapevate che la sua latitudine è esattamente identica alla velocità della luce? La velocità della luce è 299792458 m/s mentre la latidudine della piramide è 29,9792458 gradi Nord.

La cosa diventa meno sorprendente se si considera che la piramide è piuttosto grande e che quel numero individua un punto molto, molto preciso sul monumento. La casualità riguarda in effetti solo le prime 5 cifre (e solo usando i metri, unità di misura ovviamente sconosciuta agli antichi egizi). Inoltre ci sono innumerevoli altre costanti scientifiche ed edifici storici. Se questi due numeri non si fossero avvicinati, altri probabilmente avrebbero potuto. È la massima espressione del bias di selezione!

La legge dei numeri veramente grandi

Quello sopra è anche un esempio di ‘legge dei numeri veramente grandi’. Quando si ha a che fare con numeri enormi, diventa molto più probabile trovare qualche relazione od occorrenza notevole. Come abbiamo notato prima, è perfettamente possibile che la serie di Fibonacci appaia per caso. Sviluppando il discorso, la probabilità che quella sequenza appaia casualmente aumenta di pari passo coi numeri che si osservano. Potrebbe essere sorprendente se apparisse la prima volta che generiamo dei numeri casuali, ma se ne generassimo miliardi, un simile risultato sarebbe molto meno stupefacente. Da ciò dovrebbe seguire che non è poi una ‘coincidenza’ tanto strana se a qualcuno capita di avere come numero telefonico un ‘numero notevole’, specialmente se si considera che i numeri notevoli sono miliardi.

In effetti, se si considera che su questo pianeta in qualsiasi momento stanno capitando miliardi di cose a miliardi di persone, le coincidenze non sono affatto strane. Sarebbe anzi parecchio più strano se le coincidenze non capitassero mai.

Amiamo le coincidenze

C’è poi, per finire, una questione emotiva: le coincidenze possono essere estremamente gratificanti perché ci fanno sentire importanti, unici e speciali. Il nostro cervello ama le coincidenze perché è così che funziona la nostra psicologia. C’è qulcosa di grandioso in questo, se ci pensate: siamo costruiti per vedere il magico nel banale.

Tratto e adattato da:

http://www.psychology24.org/the-psychology-of-coincidence/

Vedi anche:

Una risposta a La psicologia delle coincidenze

  1. […] alcune di queste si è già parlato nell’articolo “La psicologia delle coincidenze“. Vediamole a grandi linee. Ve le riporto tradotte direttamente dal sito dedicato al […]

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