Diventare uomini: una linea crono-genetica dell’evoluzione umana


Hominid skulls

Il cranio chiaro in basso a destra appartiene a un uomo moderno, homo sapiens sapiens, di 22.000 anni fa (Cro-Magnon, Francia). Gli altri, da sinistra a destra, sono di un australopitecus africanus (3-1,8 milioni di anni fa), di un homo habilis (2,1-1,6 milioni di anni fa), a un homo erectus (o ergaster, 1,8-0,3 milioni di anni fa), e l’ultimo, scuro, a un altro sapiens sapiens di 92,000 fa (Qafzeh, Israele).

Ho vi­sto uno splen­di­do sli­de show pub­bli­ca­to sul si­to della BBC che è la na­tu­ra­le es­ten­sio­ne del post Di­ven­ta­re uo­mi­ni: una li­nea cro­no­lo­gi­ca del­l’evo­lu­zio­ne uma­na.

Ri­­as­­su­­me le tap­­pe del­­la no­­stra evo­­lu­­zio­­ne non at­tra­ver­so i ri­tro­va­men­ti pa­leon­to­lo­gi­ci e le da­ta­zio­ni geo­lo­gi­che, ma ri­per­cor­ren­do nel cor­so dei mi­lio­ni di an­ni le mu­ta­zio­ni ge­ne­ti­che che ci han­no re­si quel­lo che sia­mo.

Eccolo qui, tradotto, adattato e integrato.

I sem­pli­ci pas­si che ci han­no re­si uma­ni

Nel cor­so di di­ver­si mi­lio­ni di an­ni, le an­ti­che scim­mie si so­no gra­dual­men­te evo­lu­te in es­se­ri uma­ni. Ec­co i cam­bia­men­ti chia­ve che han­no spe­ri­men­ta­to in que­sto lun­go cam­mi­no evo­lu­ti­vo…

Animali sociali
60-30 milioni di anni fa: alcuni alcuni piccoli mammiferi arboricoli, gli antenati dei primati (e quindi degli ominidi), cominciano a vivere in gruppo. Relazioni sociali complesse richiedono un cervello adeguato.

Sangue alla testa
15-10 milioni di anni fa: una mutazione del gene RNF213 nei nostri antenati primati permette l’allargamento dell’arteria carotide, consentendo al cervello di ricevere più sangue, e quindi nutrimento.

I geni cominciano a mutare
13-7 milioni di anni fa: gli ominidi dai quali discendiamo cominciano a differenziarsi dagli altri primati in seguito alla variazione di tre geni associati allo sviluppo della corteccia cerebrale (HAR1, ASPM, ARHGAP113).

Più energia al cervello
7 milioni di anni fa: dopo la separazione degli ominidi dai primati, altre due variazioni genetiche (SLC2A1, SLC2A4) hanno consentito l’invio al cervello di una parte del glucosio destinato ai muscoli.

Mutazioni a portata di mano
7 milioni di anni fa: l’enhancer genetico HACNS1 comincia a evolversi a ritmi sostenuti. Questa sequenza di DNA potrebbe essere coinvolta nello sviluppo delle nostre mani versatili.

Mascelloni contro cervelloni
5,3-2,4 milioni di anni fa: una mutazione nel gene MYH16 indebolisce i nostri muscoli mascellari. Questo potrebbe aver diminuito la tensione sul cranio, permettendo una maggior crescita del cervello.

C’è carne nel menù?
3,5-1,8 milioni di anni fa: il passaggio dalla dieta ancestrale completamente erbivora ad una che comprende carne significa maggiore disponibilità di calorie e meno tempo speso a masticare.

Depilazione completa
3,3 milioni di anni fa: non sappiamo ancora perché abbiamo perso la maggior parte del pelo dal nostro corpo ma sappiamo quando è avvenuto: in corrispondenza del passaggio del pidocchio del pube dal gorilla all’uomo.

Il gene dell’intelligenza
3,2-2,5 milioni di anni fa: duplicazioni e mutazioni nel gene SRGAP2 permettono alle cellule del cervello di creare più collegamenti.

Cervelli più grandi
2,8 milioni di anni fa: l’homo habilis è una delle prime specie umane. Con i suoi 750cc aveva un cervello nettamente più grande di quello dei suoi antenati.

Partorirai con dolore
2,5 milioni – 200.000 anni fa: con l’aumento delle dimensioni del cervello e il restringimento dell’apertura pelvica, il parto diventa più difficile. I bambini devono nascere anticipatamente e meno sviluppati.

Giocare col fuoco
1 milione di anni fa: la capacità di controllare il fuoco determina la capacità da parte dei nostri antenati di estrarre più nutrimento dal cibo tramite la cottura.

Il dono della favella
1,6 milioni – 600,000 anni fa: prima della differenziazione tra sapiens e neanderthal viene persa la sacca laringea tipica dei primati. Ciò permette la produzione di suoni vocalici.

Il gene della parola
600,000 anni fa: la forma moderna del gene FOXP2, fondamentale per il linguaggio, si è evoluta nell’homo heidelbergensis, antenato comune dei sapiens e dei neanderthal.

Saliva potenziata
500,000 anni fa: alcune duplicazioni nel gene AMY1 permettono una migliore assimilazione dell’amido dei cereali. La possibilità di consumare cereali selvatici prima (e coltivati poi) consentirà la sedentarizzazione.


Vedi anche: Di­ven­ta­re uo­mi­ni: una li­nea cro­no­lo­gi­ca del­l’evo­lu­zio­ne uma­na

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3 risposte a Diventare uomini: una linea crono-genetica dell’evoluzione umana

  1. […] Diventare uomini: una linea crono-genetica dell’evoluzione umana […]

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  2. Ermanno Peciarolo ha detto:

    Grazie per il tuo impegno! Cosa ha a che fare con la fuffologia?

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    • Gabriele ha detto:

      Poco, in effetti, ma è un argomento che mi interessa molto. D’altra parte quella dell’evoluzione per selezione naturale è forse la teoria scientifica più aborrita dai sostenitori delle pseudo-scienze e dai fondamentalisti. Credo che l’articolo in questione faccia capire come l’evoluzione, anche procedendo per piccoli passi, possa portare a cambiamenti importanti in tempi relativamente veloci.

      Grazie a te di leggermi!

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