Dieci comandamenti per il XXI secolo

31 luglio 2015
10 comandamenti per il XII secolo?

10 comandamenti per il XXI secolo?

Per un ateo, una persona che ha deciso che sotto i suoi piedi non c’è nessun inferno, che sopra la sua testa c’è solo il cielo stellato e che non servono un dio o una religione per essere una brava persona, non esistono comandamenti divini così come non esistono dogmi.

Un ateo è però un individuo sociale e quindi necessariamente morale. Codificare delle norme comportamentali e rappresentarle in forma di comandamenti o precetti e magari enumerarle è un modo comodo e stimolante per parlarne e magari metterle in discussione (perché, si sa, gli atei sono tendenzialmente cagacazzi). Se certe linee guida etiche fossero seguite da tutti, anche dai non atei, il mondo probabilmente sarebbe un posto (molto) migliore in cui vivere.

Un interessante tentativo di elencarne alcune è l’iniziativa Atheist Mind Humanist heart, un premio per trovare i 10 comandamenti per il XXI secolo. Ne son stati raccolti quasi 3000. I più votati sono risultati i seguenti…

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Il Lamento del Credulone

19 marzo 2014

Voglio credere!

I sostenitori delle pseudoscienze hanno spesso schemi comportamentali abbastanza riconoscibili nelle discussioni.

In genere, di fronte a una critica circostanziata di una qualunque ipotesi “alternativa” di quelle in cui loro credono, interverranno – magari con un  tono apparentemente bonario – dicendo di saperla lunga, che voi state trattando l’argomento con superficialità dicendo cose arcinote mentre loro sanno (o hanno saputo da persone “bene informate”) altre cose che solo gente dalla mente aperta e predisposta può comprendere; insomma: cose che voi umani non potreste immaginarvi

Salterà presto fuori che queste persone ben informate in realtà non sono proprio bene informate, che le cose “che noi umani non potremmo immaginarci” in realtà ce le immaginiamo benissimo (e magari le giudichiamo pure delle cazzate già da un po’), ecc. La polemica continuerà, il fuffaro se la prenderà per il tono arrogante e alla fine, indignato per tanta sicumera, reciterà quello che io chiamo “il lamento del fuffaro“.

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Quando le profezie si auto realizzano

15 novembre 2012

Effetto Rosenthal

Credo di aver scritto più volte che l’unico rischio delle presunte “profezie” in generale e di quelle idiote come l’apocalisse maya del 2012 in particolare è che si auto-realizzino, cioè che qualcuno, magari disturbato, ci creda e se ne convinca a tal punto da farla avverare (mentre non sarebbe successo nulla se la profezia non fosse stata fatta).

Ebbene, qualcosa di simile è già successo…

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Esiste un Dio artificiale?

14 agosto 2012
Douglas Adams

Douglas Noël Adams (1952-2001)

Mi son letto “Il Salmone del Dubbio”, una raccolta postuma di bozze, scritti, articoli e discorsi di Douglas Adams (l’autore della famosissima trilogia in cinque volumi della Guida Galattica per Autostoppisti). A parte il rimpianto, anzi no, la rabbia di non aver più una mente geniale come la sua a illuminare la vita, l’universo e tutto quanto, mi è rimasto impresso uno suo intervento tenuto al convegno “Digital Biota 2” a Cambdridge nel settembre 1998 (qui l’originale in inglese: http://www.biota.org/people/douglasadams/) , per cui ve lo propongo, anche se è molto lungo…

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Un pallido puntino blu

3 aprile 2011
Pale Blue Dot

Pale Blue Dot

Il 14 febbraio del 1990 la sonda Voyager 1, lanciata il 5 settembre del 1977, aveva superato l’orbita di Plutone e a sei miliardi di km dalla Terra si accingeva a lasciare il sistema solare.

Carl Sagan aveva suggerito alla NASA di scattare delle foto ai pianeti del sistema solare da quella posizione così privilegiata, una specie di album di famiglia.

Una di queste  foto (cliccate sul particolare qui a fianco per vederla intera) diventò famosa col nome di “Pale Blue Dot” (pallido punto blu).

La fascia chiara quasi verticale è un riflesso del Sole sulle ottiche della macchina fotografica. Quel pallido, insignificante puntino blu al centro della foto è la Terra.

Vedendo la Terra così, un puntino blu in mezzo all’oscurità, Sagan fece le seguenti considerazioni, di straordinaria sensibilità e drammatica attualità…

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Rispetto (mancanza di)

26 marzo 2011
Rispetto

Vignetta di Don Addis

«Ora vi dirò cosa avete fatto agli atei per mille e cinquecento anni… Li avete estromessi dalle università o da qualunque possibilità di insegnamento, avete insozzato le loro reputazioni, bandito o bruciato i loro libri o i loro scritti di qualsiasi tipo, li avete esiliati, umiliati, avete confiscato le loro proprietà, li avete arrestat per blasfemia. Li avete disumanizzati picchiandoli o sottoponendoli a raffinate torture, gli avete tolto gli occhi, tagliato la lingua, stirato, schiacciato e spezzato gli arti, strappato i seni se erano donne, schiacciato i testicoli se erano uomini, li avete imprigionati, pugnalati, sbudellati, impiccati, bruciati vivi. E ora avete il coraggio di lamentarvi se rido di voi…»

(Dr. Madalyn Murray O’Hair)

 


Tsunami, voce della paterna bontà di Dio

26 marzo 2011
L'ira di Dio

L’ira di Dio

Roberto De Mattei, docente di Storia del Cristianesimo e della Chiesa presso l’Università Europea di Roma (Legionari di Cristo) e presidente della Fondazione Lepanto, il 16 marzo scorso, nel corso della trasmissione “Radici Cristiane” su Radio Maria ha cercato di spiegare agli ascoltatori in senso escatologico il significato del potentissimo terremoto e del devastante tsunami che hanno recentemente colpito il Giappone, facendo sue le dichiarazioni dell’arcivescovo di Rossano Calabro, monsignor Mazzella (da uno scritto del 1909 riferito al terremoto di Messina del 1908).

Per De Mattei le decine di migliaia di morti e le devastazioni del maremoto sarebbero una punizione che rientra nel disegno divino, una “esigenza della giustizia di Dio”. Ancora, secondo l’accademico, “le grandi catastrofi sono la voce terribile ma paterna della bontà di Dio che richiama al fine ultimo della nostra vita”, infatti “Se la Terra non avesse pericoli, dolori, catastrofi, eserciterebbe su di noi un fascino irresistibile e dimenticheremmo troppo facilmente che noi siamo cittadini del cielo”. Ha aggiunto che “le catastrofi sono i giusti castighi di Dio” in quanto “alla colpa del peccato originale si aggiungono le nostre colpe personali e quelle collettive, e mentre Dio premia e castiga nell’eternità, è sulla terra che premia o castiga le nazioni”.

Embè? Direte voi. Per un tradizionalista cattolico pensarla così è normale. Sì, ma si da il caso che De Mattei sia anche vicepresidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l’omologo italiano delle varie accademie nazionali delle scienze…

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