L’equazione dell’amore (ovvero l’entanglement demistificato)

12 aprile 2016

dirac2Fate un esperimento e cercate su google “equazione dell’amore”. Troverete dei riferimenti all’equazione di Dirac, uno dei capisaldi della meccanica quantistica, e la sua presunta spiegazione che riporto testualmente: «Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possono più essere descritti come due sistemi distinti, ma in qualche modo, diventano un unico sistema. In altri termini, quello che accade a uno di loro continua ad influenzare l’altro, anche se distanti chilometri o anni luce».

Detta così suona fantastica. Due sistemi/entità/cose/persone che interagiscono per un po’ sono legate per sempre da un vincolo invisibile che agisce a qualunque distanza. L’ammóre, la telepatia, la preghiera, la precognizione, gli amuleti, la sincronicità, ecc. sarebbero tutti spiegati dall’equazione di Dirac e quindi dalla fisica quantistica… Non è bellissimo tutto ciò? È talmente bello che c’è addirittura chi l’equazione di Dirac se l’è tatuata addosso.

Mi sono spesso chiesto dove e quando sia nata questa stronzata…

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Nube interstellare killer in arrivo per il 2014?

3 novembre 2013
Gli strati esterni di una stella precipitano in un buco nero.

Strati esterni di una stella precipitano in un buco nero.

Albert Shervinsky… Chi era costui?

Diversi blog dedicati ai presunti “misteri” (leggi: fuffa) stanno ripetendo la catastrofica notizia di una nube distruttiva emessa nientepopodimeno che dal buco nero centrale della Galassia e destinata a investire in pieno il nostro pianeta nel 2014.

L’Astrofisico britannico Albert Shervinsky, dell’università di Cambridge, è sicuro che una nube di polveri fuoriuscite da un buco nero vicino al centro della nostra Galassia, si sta avvicinando al nostro sistema planetario e distruggerà la Terra. ”Se la nube raggiungerà la Terra – commenta l’astrofisico –  il suo effetto sul nostro pianeta sarà come l’acqua versata su un foglio scritto con l’inchiostro, che corrode le parole e le trasforma in guazzabuglio“. Secondo lo stesso Shervinsky, la NASA tiene in segreto questa informazione temendo disordini a livello globale. La nube ha 17 milioni di chilometri di diametro. La sua composizione sarebbe qualche sostanza emessa dai buchi neri che divorerebbe la materia normale.

Dobbiamo preoccuparci?

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I neutrini non sono più veloci della luce (ed Einstein tiene duro)

8 giugno 2012
Esperimento OPERA

Esperimento OPERA

Dopo l’eccitazione del primo annuncio, l’ilarità sul Tunnel della Gelmini, la delusione della prima smentita, la disillusione delle prime evidenze contrarie sono arrivati i nuovi risultati dei quattro esperimenti che analizzano i neutrini tra Cern e Laboratori del Gran Sasso: i neutrini sparati dal CERN non sono più veloci della luce.

L’annuncio è stato dato a Kyoto (Giappone) alla 25ª Conferenza Internazionale sulla fisica del neutrino.  I quattro esperimenti (OPERA, Borexino, Icarus e LVD)  hanno tutti misurato tempi di volo dei neutrini sparati dal CERN ai Laboratori del Gran Sasso consistenti con la velocità della luce.

I  risultati precedenti erano stati falsati da un errore di temporizzazione delle fibre ottiche, un elemento del complicatissimo sistema di misurazione implementato tra il CERN e il Gran Sasso.

Sergio Bertolucci, direttore per la ricerca e le tecnonogie d’informazione del CERN ha dichiarato che «Anche se questo risultato non è così eccitante come qualcuno avrebbe desiderato si tratta di quello che, in fondo, ci si aspettava. La vicenda ha catturato l’immaginazione pubblica e le ha dato l’opportunità di vedere il metodo scientifico in azione: un risultato inaspettato è stato reso noto per essere esaminato e risolto grazie alla collaborazione di esperimenti che sono, normalmente, in concorrenza fra loro. Questo è il modo in cui la scienza si muove».

Lucia Votano, direttore dei Laboratori INFN del Gran Sasso, ha commentato che «È motivo di grande soddisfazione  che quattro diversi esperimenti abbiano potuto misurare con grande precisione  la velocità del neutrino su una distanza di 730 chilometri, trovando tutti risultati tra loro coerenti e compatibili  con la teoria della relatività».

Insomma viva il metodo scientifico. Magari con un po’ più di cautela negli annunci…


Fonte: Wired


Gli oceani di Europa

24 maggio 2012
Gli oceani di Europa e quelli della Terra a confronto

Gli oceani di Europa e quelli della Terra a confronto (APOD)

Europa (con Io, Ganimede e Callisto) è uno dei satelliti di Giove scoperti nel 1610 da Galileo Galilei. Con i suoi 1670 km di raggio è appena più piccolo della nostra Luna (1737 km) e la sua massa è il 65% di quella del nostro satellite. Ruota intorno a Giove volgendogli sempre la stessa faccia in poco più di 3,5 giorni terrestri a una distanza media di circa 670 mila chilometri.

La sua superficie è completamente coperta di ghiaccio d’acqua. Ci sono pochi crateri ed è evidente una continua rigenerazione della superficie, un po’ come avviene ai poli della Terra quando si forma il pak.

Quant’acqua c’è su questa luna?

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Quattro ingredienti per un cocktail catastrofista

12 maggio 2012
Enorme macchia solare

Torino, 9/5/2012: grande macchia solare visibile a occhio nudo al tramonto e all’alba (Stefano De Rosa).

Da una domanda  un lettore dell’Osservatorio Apocalittico è uscita una risposta che può quasi passare per un articolo, per cui la pubblico…

«… Un mostro minaccia la Terra: è la tempesta solare gigante. Una gigantesca nube di energia sta mettendo a rischio l’intero sistema solare. Piramidi che lanciano raggi di luce verso il cielo etc.

Che sta succedendo? Effetto 2012 o notizie segrete non rivelate per non creare panico?»

G. M.

In tempi di crisi e di attività solare crescente questo genere di bufale è un evergreen e non c’è smentita che tenga. È proprio vero che l’erba cattiva non muore mai…

Andiamo con ordine…

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Neutrini più veloci della luce? Forse no…

24 febbraio 2012
Neutrini più veloci della luce?

Neutrini più veloci della luce?

L’ufficio stampa del CERN ha rilasciato un comunicato sulla famigerata questione dei neutrini superluminali (qui l’originale).

«La collaborazione OPERA ha informato le agenzie che finanziano il progetto e i laboratori che lo ospitano di aver identificato due possibili effetti che potrebbero influenzare la misurazione dei tempi di percorrenza dei neutrini.

Entrambi questi effetti richiedono ulteriori verifiche con fasci pulsati corti. Se confermati, uno aumenterebbe l’entità dell’effetto misurato, l’altro lo diminuirebbe.

Il primo possibile effetto riguarda un oscillatore utilizzato per fornire le marche temporali per la sincronizzazione del GPS. Potrebbe aver portato a sovrastimare il tempo di volo dei neutrini [cioè i neutrini sarebbero più veloci di quanto misurato, n.d.t.].

Il secondo riguarda il connettore a fibre ottiche che porta il segnale GPS esterno all’orologio principale di Opera, che potrebbe non aver funzionato correttamente quando sono state fatte le misure. Se fosse successo, potrebbe aver portato a sottostimare il tempo di volo dei neutrini [cioè i neutrini sarebbero più lenti di quanto misurato, n.d.t.].

Il potenziale impatto dei due effetti è allo studio da parte della collaborazione di Opera. Nuovi test con fasci pulsati corti sono in programma per maggio.»

Cosa significa tutto questo? Che i neutrini non vanno più veloci della luce? Forse. O forse vanno ancora più veloci di quanto si pensasse. Non lo sappiamo.

L’incredibile bailamme dei mesi scorsi sul pensionamento della Teoria della Relatività; Einstein che va messo in soffitta; i cambi di paradigma scientifico; le rivoluzioni epocali; i proclami trionfanti dei fuffari che “l’hanno sempre detto”; nonché  lo spettacolo penoso dei nostri politici da barzelletta pronti a prendersi il merito del tunnel tra Ginevra e il Gran Sasso (gli stessi che ora scrivono su twitter che sulla “vicenda neutrini” avevano “il sospetto di aver manifestato un eccessivo entusiasmo” ma che ora si consolano perché non erano solo loro a sbagliare): tutto ciò non aveva alcun senso.

Quelle misure semplicemente sono sbagliate e vanno rifatte.

Gli scienziati, da parte loro – esclusi certi vecchi tromboni smaniosi di mettersi in mostra ma che con l’esperimento non hanno nulla che fare – hanno tenuto un profilo basso. Non hanno annunciato rivoluzioni ma hanno dichiarato che le loro misure necessitavano di conferme e che le sottoponevano alla comunità scientifica per gli approfondimenti del caso…

Sono stati cauti ma forse non a sufficienza. Quando le conseguenze di un annuncio sono così potenzialmente enormi bisogna pensare anche alla risonanza mediatica che una stampa cialtrona e ruffiana darà alla faccenda; soprattutto bisogna pensare alle conseguenze che un’eventuale smentita potrebbe poi avere sull’opinione pubblica, perché la colpa non sarà dei giornalisti cialtroni ma degli scienziati smaniosi di apparire (e magari in questo un fondo di verità c’è) che sprecano i soldi pubblici (cosa falsissima); e questo in un paese in crisi anche perché non fa ricerca è pericolosissimo.


Gli asteroidi pericolosi sono meno del previsto

30 settembre 2011
Asteroide 433 Eros

Asteroide 433 Eros visitato dalla sonda NEAR. Le sue dimensioni sono circa 34km x 11 km x 11 km.

Stanno arrivando le prime analisi dei dati raccolti dalla sonda automatica WISE durante il suo censimento del cielo all’infrarosso.

Una parte importante del lavoro della sonda era trovare nuovi asteroidi, in particolare quelli con orbite vicine a quella terrestre e dunque potenzialmente pericolosi. Questi oggetti sono chiamati NEO (Near Earth Objects).

I NEO grossa dimensione (di diametro superiore a un km) sono sostanzialmente quelli previsti (ne sono stati osservati il 90% del previsto). Ne sono stati trovati un migliaio, dei quali 911 già noti (sono più grossi e dunque più visibili). Nessuno di questi rischia di colpire la Terra nei prossimi secoli. In particolare, si pensa che siano stati trovati tutti gli asteroidi di dimensioni superiori a 10 km, tipo quello che potrebbe aver causato l’estinzione dei dinosauri.

I veri potenziali killer sono però i NEO di media dimensione (tra 100m e 1km di diametro), perché troppo piccoli per essere avvistati da lontano coi mezzi tradizionali. La vista agli infrarossi di WISE è invece in grado di localizzarli molto più facilmente. Si prevedeva che ce ne potessero essere circa 35.000. Ebbene, ci sono buone notizie…

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