Tyche, signora delle comete; Nemesis, signora della distruzione; e Nibiru, signore dei creduloni

2 aprile 2011
Giove

Giove potrebbe non essere il più grande pianeta del Sistema Solare

Nel novembre dello scorso anno la rivista scientifica Icarus ha pubblicato uno studio [1] degli astrofisici John Matese e Daniel Whitmire che hanno proposto l’esistenza di un nuovo pianeta addirittura più grande di Giove all’estrema periferia del sistema Solare, dentro la nube di Oort.

Questo gigante lontanissimo ogni tanto scaglierebbe verso l’interno del sistema solare qualche cometa dall’immensa riserva di palle di neve sporca che costituisce la nube di Oort.

L’autorevole annuncio viene 30 anni dopo la congettura scientifica di Nemesis e qualche anno dopo la baggianata pseudoscientifica di Nibiru: c’è da crederci?

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Megaquake connection: i grandi terremoti sono collegati?

17 marzo 2011

TsunamiHo tradotto un articolo drammaticamente attuale pubblicato ieri su New Scientist che cerca di far luce su una cosa che in molti si stanno chiedendo dopo il terribile sisma in Giappone.

C’è qualche possibilità che i devastanti terremoti degli ultimi anni (Sumatra nel 2004, magnitudo 9,1; Cile nel 2010, magnitudo 8,8; e ora il Giappone, magnitudo 9,0) siano in qualche modo collegati tra loro?

Catherine Brahic ha esaminato le prove per New Scientist
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Il decalogo della disinformazione sul riscaldamento globale

15 giugno 2010

Riscaldamento globaleÈ da qualche anno che anche parlare del tempo mette angoscia. Dai luoghi comuni sulle mezze stagioni siamo piombati in notizie cupe su ghiacciai che si ritirano, orsi polari alla deriva sulla banchisa polare che si spezza, tempeste tropicali, uragani, tifoni e chi più ne ha più ne metta.

Da una parte ci sono i disinformati catastrofisti, succubi delle dannosissime idiozie che spesso si vedono su youtube o si leggono nei forum, che parlano di scenari catastrofici con mari che cresceranno di decine di metri in pochi anni e di complotti degli scienziati (!!!) per tenercelo nascosto; dall’altra i disinformati negazionisti, che chiedono come si possa parlare di riscaldamento globale dopo una primavera fredda come quella appena finita. E chi è informato cosa dice? Da una parte c’è un coro quasi unanime di meteorologi, climatologi, geologi e fisici che parla di effetto serra. Dall’altra un agguerrito e rumoroso gruppo di mosche bianche che dice che non è vero niente, opponendo obiezioni almeno all’apparenza sensate. In mezzo ci stanno i tanti che vorrebbero essere informati ma che non comprendendo la querelle tra le categorie precedenti non riescono a fidarsi ne degli uni ne degli altri.

A questo proposito ho trovato molto interessante un articolo di David Morrison, uno scienziato della NASA, recentemente pubblicato sullo Skeptical Enquirer. L’ho tradotto … ed eccolo qui.

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Il “bloop”: un misterioso suono dalle profondità oceaniche

27 aprile 2010

Il suono "bloop"Cosa può aver creato questo strano suono nell’Oceano Pacifico? Qui a fianco c’è la rappresentazione grafica di un potente ed insolito suono, battezzato amichevolmente “bloop“, che fu catturato da microfoni posti nelle profondità oceaniche nel 1997.

Nel grafico il tempo è posto sull’asse orizzontale mentre su quello verticale c’è la frequenza; la luminosità indica l’intensità del suono.

Anche se i bloop sono tra i suoni più forti in assoluto tra quelli mai registrati negli oceani, la loro origine rimane sconosciuta.

Godzilla

Godzilla

Il bloop, che si ripetè diverse volte e risultò provenire da qualche parte al largo delle coste sudoccidentali del Sud America (50°S 100°W), potè essere captato fino a 5000 km di distanza. Anche se può assomigliare ai vocalizzi di alcune creature viventi, nemmeno la balenottera azzurra è sufficientemente grande per cantare così forte.

Questi suoni potrebbero far pensare all’ipotesi intrigante che nelle inesplorate profondità oceaniche del nostro pianeta si aggirino creature ancora più grandi. Una possibilità meno immaginifica, comunque, è che siano stati prodotti da qualcosa tipo la rottura di un iceberg.

Dal 1997 non sono più sentiti dei bloop, anche se sono stati registrati altri suoni forti e inspiegabili.


Tratto da: APOD del 27/04/2010 (NASA, Astronomy Picture Of the Day)


Prevedere i terremoti

29 gennaio 2010

Crepa causata dal terremotoIn occasione del catastrofico terremoto de L’Aquila abbiamo imparato a conoscere un personaggio, Giampaolo Giuliani, un tecnico di laboratorio che sostiene di essere in grado di prevedere con precisione i terremoti.

D’altra parte la geologia è praticamente unanime nel ritenere, al momento, impossibile prevedere in modo preciso i sismi: possono essere individuate zone a rischio e pericoli potenziali ma non la data, il luogo esatto e l’intensità di un sisma.

Inevitabilmente sono seguite delle polemiche con accuse alla scienza di ostracismo, alla Protezione Civile di non avere ascoltato, denunce per procurato allarme a Giuliani, ecc.

Non mi interessa entrare nei dettagli della teoria (o presunta tale) di Giuliani, ma solo analizzare brevemente due sue interviste…

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Atlantide ai Caraibi? (Ovvero, Atlantide: fatela da voi)

20 dicembre 2009

Cosa si nasconde sotto le acque caraibiche?In questi giorni ha fatto il giro della rete una notizia clamorosa: nei Caraibi sarebbero state scoperte le rovine sommerse di una grande città, probabilmente antecedente le stesse piramidi d’Egitto. Addirittura un prestigioso giornale come il Corriere della Sera ha dedicato un dettagliato articolo a questa (presunta) scoperta.

La notizia è stata data in esclusiva dal giornale on-line Herald de Paris. Brevemente si dice che, dall’analisi di immagini satellitari un team di ricercatori avrebbe identificato sui fondali dei Caraibi i possibili resti di un’ipotetica antica civiltà. Dunque questa volta niente foto subacquee di strutture la cui origine umana possa venire messa in discussione dalla geologia, come mostrato qui, ma foto satellitari di strade e rovine.

Avrebbero addirittura visto una struttura simile a una piramide alta e sottile, una piattaforma sovrastata da piccoli edifici e una costruzione con pali paralleli e travi fra le macerie di un edificio in rovina. Ovviamente nulla del genere sarebbe possibile senza l’intervento umano. A corredo dell’articolo c’è una serie di foto satellitari che dovrebbero testimoniare la scoperta.

Che sia la volta buona che questa fantastica, misteriosa e antichissima civiltà, madre di tutte quelle  storiche, si lascia trovare?

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Strade (troppo) antiche

2 novembre 2009

Misteriose rovine sommerse«Innanzi a quella foce stretta che si chiama colonne d’Ercole, c’era un’isola. E quest’isola era più grande della Libia e dell’Asia insieme, e da essa si poteva passare ad altre isole e da queste alla terraferma di fronte. […] In tempi posteriori […], essendo succeduti terremoti e cataclismi straordinari, nel volgere di un giorno e di una brutta notte […] tutto in massa si sprofondò sotto terra, e l’isola Atlantide similmente ingoiata dal mare scomparve».

Così Platone in uno dei suoi dialoghi – il Timeo – intorno al 360 A.C., parla di Atlantide, uno dei miti più antichi e affascinanti. Da questo ne sono derivati tanti altri (Mu, Lemuria, Iperborea, …) ma tutti hanno in comune un continente perduto, rovine sommerse o sepolte di antiche civiltà avanzate, distrutte da qualche immane catastrofe naturale o dalla ferocia dell’uomo (o da qualcuno dei nostri tanti difetti: stupidità, arroganza, …).

Pompei, Ercolano, Santorini, Troia, templi sepolti da oceani verdi in Asia o in Sud America o città sommerse da mari di sabbia in Africa e in Medio Oriente (o semplicemente dal tempo) sono lì a testimoniare che eventi del genere nel passato sono successi.

C’è però chi questo passato vorrebbe allontanarlo oltre quanto riportano i testi accademici e gli studiosi. Ogni anno qualcuno annuncia di aver scoperto una qualche Atlantide. Ci sono centinaia di siti web che riportano foto di pavimentazioni, blocchi squadrati, mura crollate e adagiate sul fondo di qualche mare o affioranti da qualche collina… O almeno, così sembra…

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