Tre astronavi giganti ci attaccheranno nel dicembre 2012

5 gennaio 2011

Astronave aliena in arrivo?Non bastava la profezia Maya; non bastavano Nibiru e gli Anunaki e le loro Colombe Spaziali; non bastava la supertempesta solare: no, ci volevano anche gli alieni, quelli cattivi, come in Independence Day.

Ebbene, tre astronavi giganti sono in rotta verso la Terra. Si trovano vicino all’orbita di Plutone e arriveranno nel dicembre 2012, probabilmente per attaccarci. E questa volta a dirlo non sarebbe qualche pazzoide o il credulone di turno, ma Craig Kasnov un astrofisico ricercatore al progetto SETI. Così almeno riportano i sito Examiner.com e Pravda.ru.

Non ci credete? Guardate l’immagine qui sopra. Cosa pensate che siano quella macchie blu, così perfettamente allineate? Come mai nessun atlante stellare le ha mai classificate?

Pensate possa essere un falso? Allora consultate il sito www.sky-map.org. Cliccate sul topolino (“BETA – Star Browser ver. 2”) e nella maschera di ricerca inserite queste coordinate:

16 19 38.66  -88 42 26.3

Sono la declinazione e l’ascensione retta di una zona della costellazione meridionale dell’Ottante (Octans). Nel mezzo della finestra dovrebbe comparire la stessa immagine.

Si tratta dunque davvero di un oggetto extraterrestre in rotta di avvicinamento al nostro pianeta?

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WikiLeaks e gli UFO

5 dicembre 2010

WikiLeaksJulian Assange, promotore ed attivista di WikiLeaks, è stato recentemente intervistato via webchat dal Guardian. L’intervista è qui. Una delle domande riguardava gli UFO:

Guardian:

«Mister Assange, ha mai ricevuto documenti che avessero a che fare con gli UFO o gli extraterrestri?»

Assange:

«Un sacco di tipi strambi [ “weirdos” nell’originale ] ci scrivono email sugli UFO o su come hanno scoperto che erano l’Anticristo mentre parlavano con la loro ex moglie durante una festa in giardino… Tuttavia finora non hanno finora rispettato due delle nostre condizioni per la pubblicazione:

  1. che i documenti non siano fatti in casa;
  2. che siano autentici.

Va notato che in alcune parti non ancora pubblicate del cablegate ci sono in effetti riferimenti a degli UFO».

La prima parte della risposta descrive in modo abbastanza spietato il nutrito sottobosco dei tanti ufettari da YouTube o da forum che infestano il web.

Nella seconda parte si rimanda a riferimenti a degli UFO nei cablogrammi non ancora pubblicati.

Strano? No, visto che UFO significa Unidentified Flying Object, ossia “Oggetti Volanti Non Identificati”. D’altra parte nella mente di tanti appassionati UFO significa quasi sempre “astronave aliena”, per cui i believers aspetteranno con trepidazione la pubblicazione di quei documenti.

Finirà come coi documenti sugli UFO rilasciati dal ministero della difesa britannica, talmente esplosivi che di lì a pochi giorni fu chiuso l’ufficio per la segnalazione degli avvistamenti, considerato un costo inutile?

 

 

 


Clamoroso annuncio!!!

25 novembre 2010

UFOÈ tempo di far crollare il muro di omertà e di disinformazione col quale il potere sta cercando da anni di nascondere e mistificare un fenomeno che ormai solo i pecoroni disinformati o i cani da guardia del regime rifiutano di vedere.

Proprio oggi Ken Johnston, un ex ricercatore della NASA la cui cacciata per le sue posizioni non allineate alla scienza ufficiale è stata fatta passare in silenzio e giustificata con futili motivi, ha annunciato che tra un mese loro arriveranno…

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Orbs nello spazio!

15 agosto 2010

Sensazionale! Ecco un orb fotografato nello spazio vicino alla ISS!

Un orb vicino alla Stazione Spaziale Internazionale?

Un orb vicino alla Stazione Spaziale Internazionale?

Non si vede benissimo, è verso il centro della foto, vicino al secondo pannello solare da sinistra. Non è un foto ritocco. Se cliccate sull’immagine qui sotto aprite l’originale sul sito della NASA (link diretto all’immagine qui). Era tra le foto in evidenza della home page della NASA di oggi (http://www.nasa.gov/).

Ecco un ingrandimento dell’oggetto, con contrasto aumentato:

Orb della ISS ingrandito

Orb della ISS ingrandito

Si tratta, come dicono i sostenitori della parapsicologia e dell’esoterismo, di un’entità ectoplasmatica – in questo caso nello spazio? O addirittura – come dice qualche ufologo – di un artefatto alieno, magari una sonda interdimensionale sorpresa a spiarci da vicino?

Ma se così fosse perché la NASA avrebbe pubblicato la foto? Forse per banalizzare la portata della scoperta e coprire la realtà del Grande Gombloddo Globale (GGG©), facendo pensare al popolino disinformato – quello “mentalmente chiuso” che disprezza trasmissioni come Voyager o Mistero perché plagiato dalla scienza ufficiale – che se il governo americano ne autorizza la pubblicazione allora non può essere che un riflesso o una sciocchezza del genere? Eh sì, deve essere proprio così… 😉

O magari è davvero solo un granello di polvere vicino all’obiettivo dell’astronauta che ha scattato la fotografia con la sua fotocamera?

Un esperimento può togliervi il dubbio. Forse non lo sapete ma gli orbs potete farli da voi: cliccate qui per scoprire come!


Rapimenti alieni: realtà? (parte 1ª)

12 luglio 2010

Qualcuno è mai stato veramente rapito dagli alieni?Uno dei temi più controversi quando si parla di ufologia sono i cosiddetti rapimenti alieni (alien abductions in inglese).

Ci sono diverse persone che affermano di essere state rapite, in genere durante il sonno, da esseri alieni. I ricordi di questi rapimentisono frammentari e spesso confusi ma, se lo scenario può variare, alcuni elementi sono comuni alla maggior parte delle testimonianze: più o meno tutti i “rapiti” (abductee) hanno immagini di se stessi legati a un tavolo dove vengono esaminati da alieni (in genere verde o grigio e con enormi occhi a mandorla). Di rapimenti alieni si comincia a parlare negli anni ’50 del secolo scorso (pochi anni dopo che, nel 1947, si cominciò a parlare di UFO come di astronavi aliene venute dagli spazi siderali per studiare noi e il nostro pianeta) anche se in letteratura esiste qualche traccia di racconti simili, dove gli alieni sono sostituiti da esseri con fattezze compatibili col linguaggio e la cultura popolare dell’epoca. Tra i miti e le leggende di molti popoli sono descritte entità che ogni tanto disturbano il sonno dei malcapitati gravando sul loro petto.

Dunque la tesi è che «degli alieni sono venuti da distanze siderali per rapirmi durante il sonno, stendermi su un tavolo operatorio, studiarmi, umiliarmi e poi rimettermi nel mio letto. E lo hanno fatto più volte, senza lasciare nessuna prova fisica e senza che nessun altro se ne accorga»… Una questione posta in questi termini non può che polarizzare le opinioni: è difficile accettare razionalmente un’ipotesi tanto estrema da destare facili ilarità; d’altra parte i siti e i forum ufologici, i tanti ragazzini pieni di fantasia che li frequentano e gli onnipresenti venditori di fuffa non fanno molto per affrontare la cosa da un punto di vista razionalmente accettabile.

Il fatto è che un terreno su cui confrontarsi esiste. Secondo tutti gli psicologi che hanno affrontato la questione, quale che sia la loro idea sulla realtà delle esperienze raccontate, chi sostiene di essere stato rapito (d’ora in poi i “rapiti“) è spesso sincero. I suoi ricordi gli dicono che ha subito un’esperienza traumatica e spesso umiliante; e gli suggeriscono immagini di esseri che volano o si spostano intorno ad un letto dove egli si trova immobilizzato.

Una persona che, se non altro, ha avuto il merito di aver portato la questione sotto gli occhi della scienza è stato John Mack, professore presso la prestigiosa Harvard Medical School, insignito del premio Pulitzer (per una biografia psicologica su Lawrence d’Arabia) ma soprattutto discusso, contestatato, amato autore di libri che sono diventati ben presto dei best seller tra i cultori del fenomeno UFO e paladino dei diritti e della dignità dei “rapiti” dagli alieni.

John Mack è morto nel 2004. L’articolo di Kaja Perina che ho tradotto e integrato qui di seguito (qui l’originale) è stato pubblicato nel marzo del 2003 su Psychology Today. Prende spunto da un’intervista al professor Mack e a suoi due colleghi per fare il punto – ammesso che sia possibile – su una questione così controversa…

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Rapimenti alieni: realtà? (parte 2ª)

12 luglio 2010

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Sognare ad occhi aperti

Gli psicologi hanno a lungo congetturato che i “rapiti” potessero essere inclini a fantasie e all’essere “assorti”, la propensione a sognare ad occhi aperti o a rimanere incantati dai romanzi. Sia i “rapiti” dagli alieni che una gran numero di quelli che si ritrovano a fantasticare denunciano false gravidanze, esperienze extracorporee e apparizioni. Alcuni psicologi speculano sul fatto che persone come Will Bueche e Peter Faust siano semplicemente individui naturalmente predisposti agli incontri con un recettività accentuata rispetto esperienze anomale. Quale che sia il caso, Bueche e Faust hanno trovato un ascoltatore ben disposto in John Mack…

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Rapimenti alieni: realtà? (parte 3ª)

12 luglio 2010

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Kanashibari

Kanashibar. La paralisi nel sonno ha tanti nomi nelle culture popolari

La paralisi nel sonno, detta anche paralisi ipnogogica, è un fenomeno comune: il 6% delle persone ne ha avuto almeno un episodio. Il cervello e il corpo si desincronizzano momentaneamente al risveglio dal sonno REM. Il corpo rimane paralizzato, come avviene normalmente durante il ciclo REM, ma la mente è semi-lucida o anche completamente conscia dell’ambiente circostante, anche – secondo uno studio giapponese – se gli occhi sono chiusi. L’esperienza non può essere tecnicamente classificata né come veglia né come sonno. Per alcune sfortunate persone questa leggera paralisi è accompagnata da orribili allucinazioni visive e uditive: luci brillanti, senso di soffocamento e la convinzione che sia presente un intruso.

I giapponesi lo chiamano kanashibari e lo rappresentano come un demone che cammina sul petto di uno sventurato; i cinesi lo chiamano gui ya, o pressione dello spirito. In Romagna prende nome di Mazapégul (uno spiritello dispettoso della tradizione popolare).

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Rapimenti alieni: realtà? (parte 4ª)

12 luglio 2010

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L'orologio della Stazione di Bologna fermo alle 10.25 è un esempio di falsa memoria collettiva

L'orologio della Stazione di Bologna fermo alle 10.25 è un esempio di falsa memoria collettiva

Alle 10.25 di mattina del 2 agosto 1980 una bomba piazzata da terroristi neofascisti esplose nella Stazione Centrale di Bologna uccidendo 85 persone e ferendone più di 200. L’orologio posto sul piazzale della stazione si fermò a quell’ora. Tutti ricordano distintamente che è stato lasciato fermo da allora per ricordare la strage e da allora chi passa da Bologna lo vede così. Non è vero. Si tratta in realtà di un falso ricordo di massa. L’orologio fu riparato e continuò a funzionare fino al 1995, quando si ruppe nuovamente. Fu solo allora che si decise di puntarlo nuovamente alle 10.25 e lasciarlo fermo così per commemorare le vittime della strage (“Fermate l’orologio di Bologna“).

I falsi ricordi sono un problema di monitoraggio della fonte (source-monitoring), l’incapacità di ricordare dove e quando un’informazione sia stata acquisita: per esempio, pensiamo che un amico ci abbia raccontato una notizia mentre in effetti l’abbiamo sentita alla radio (o viceversa). «La memoria umana non è come un videoregistratore», dice Clancy. «È soggetta a distorsione e degrada col tempo. Ciò non significa che i “rapiti” siano psichiatricamente menomati. Non penso che debbano essere considerati strambi. Caso mai sono solo più soggetti a creare false memorie».

I soggetti il cui profilo di personalità indicava un alto livello di assorzione o di inclinazione alle fantasie erano i più soggetti ad avere scarsi risultati nel test del ricordo delle parole. Inoltre, dice McNally, tutti i “rapiti” nel gruppo delle memorie recuperate descrivevano quella che sembrava essere paralisi del sonno.

La Clancy e McNally hanno abbozzato le loro scoperte al Journal of Abnormal Psychology, riducendo il fenomeno dei “rapimenti” a una specie di equazione. La predisposizione a creare false memorie, combinata con episodi di disturbi come la paralisi nel sonno e un contesto culturale che considera possibili i rapimenti da parte degli alieni possono portare qualcuno a ricordare falsamente incontri di questo tipo. «Non si deve necessariamente credere a queste esperienze per creare false memorie», dice la Clancy. «Hai appena visto ‘X-Files’ e hai pensato ‘che stronzata’; ma poi ti capita un episidio di paralisi nel sonno che ti fa andar fuori di testa e magari quelle immagini sono ancora lì nella tua mente».

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Spirali di luce

10 giugno 2010
La spirale nei cieli australiani (Destin Sparks su flickr)

La spirale nei cieli australiani(Destin Sparks su flickr)

Molti blog ufologici, esoterici, newage e complottisti in questi giorni ci raccontano di un (secondo loro) inspiegabile fenomeno nei cieli Australiani, una spirale di luce simile a una vista non molto tempo fa in quelli scandinavi.

Era saltato fuori che la spirale scandinava era il risultato del test (fallito) di un missile balistico intercontinentale russo lanciato da un sommergibile. Gli scienziati avevano pure fornito simulazioni che riproducevano il fenomeno in modo preciso, ma i signori di cui sopra avevano parlato di copertura, insabbiamento, ecc. D’altra parte, essendo la fonte militare e per di più russa, era difficile che le ammissioni potessero andare troppo oltre i comunicati stampa.

Con la spirale australiana i nostri si stanno di nuovo sbizzarrendo. È colpa di HAARP! No, sono terribili armi olografiche! Anzi, è un varco spazio-temporale! È un portale dimensionale! È il cambiamento del 2012 che si avvicina! Dopo i cerchi nel grano le spirali nei cieli! È un wormhole!

Questa volta però la spiegazione è venuta da una fonte civile e la quantità di evidenze come vedremo è notevole…

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Il “bloop”: un misterioso suono dalle profondità oceaniche

27 aprile 2010

Il suono "bloop"Cosa può aver creato questo strano suono nell’Oceano Pacifico? Qui a fianco c’è la rappresentazione grafica di un potente ed insolito suono, battezzato amichevolmente “bloop“, che fu catturato da microfoni posti nelle profondità oceaniche nel 1997.

Nel grafico il tempo è posto sull’asse orizzontale mentre su quello verticale c’è la frequenza; la luminosità indica l’intensità del suono.

Anche se i bloop sono tra i suoni più forti in assoluto tra quelli mai registrati negli oceani, la loro origine rimane sconosciuta.

Godzilla

Godzilla

Il bloop, che si ripetè diverse volte e risultò provenire da qualche parte al largo delle coste sudoccidentali del Sud America (50°S 100°W), potè essere captato fino a 5000 km di distanza. Anche se può assomigliare ai vocalizzi di alcune creature viventi, nemmeno la balenottera azzurra è sufficientemente grande per cantare così forte.

Questi suoni potrebbero far pensare all’ipotesi intrigante che nelle inesplorate profondità oceaniche del nostro pianeta si aggirino creature ancora più grandi. Una possibilità meno immaginifica, comunque, è che siano stati prodotti da qualcosa tipo la rottura di un iceberg.

Dal 1997 non sono più sentiti dei bloop, anche se sono stati registrati altri suoni forti e inspiegabili.


Tratto da: APOD del 27/04/2010 (NASA, Astronomy Picture Of the Day)