Giganti… sciocchezze

29 dicembre 2015

Anche nella fuffa esistono gli evergreen. Una delle fesserie più grosse che ogni tanto ritornano in auge sono i giganti, i cui più grandi sostenitori sono i creazionisti americani. I fufffari d’accatto delle nostre parti si limitano a scimmiottarli (qualsiasi cosa, anche la cretinata più ridicola, pur di dare addosso agli odiatissimi “scettici”).

Su questo argomento ho già scritto, tanto tempo fa, La fisica dei giganti e dei nani (una traduzione adattata di un articolo americano), ma è davvero molto lungo. In questo articolo mi limiterò all’essenziale.

giant_1

Immagine da un concorso di ritocco fotografico del sito http://www.worth1000.com

Chiariamo subito cosa si intende qui per “giganti”: non sono persone molto alte, come i giocatori di basket, o i malati di gigantismo. Non sono nemmeno esseri viventi spaventosamente grandi come i dinosauri. Per giganti intendo i presunti omoni alti diversi metri ma con le stesse proporzioni di un essere umano, le cui gesta sono narrate in miti, leggende e testi religiosi e i cui scheletri, secondo i siti di archeologia misteriosa, sarebbero stati trovati in giro per il mondo; tipo la foto qui a fianco (tratta da un celebre concorso di photoshop ma spacciata spesso per vera), per intenderci.

Non rincorrerò le decine di casi inesistenti, per lo più attrazioni da fiera di paese del XIX secolo o degli inizi di quello scorso. A testimoniare sulla questione chiamo due famosi scienziati…

Leggi il seguito di questo post »

Annunci

Antichi astronomi, parte 1

23 gennaio 2011

GnomoneMi capita spesso di leggere nei siti frequentati da amanti della cosiddetta “archeologia misteriosa” (nota anche come pseudo-archeologia) che gli antichi popoli non avrebbero potuto sapere certe cose  senza “aiuti” da parte di presunte società più progredite o ignorando certe informazioni.

Per esempio si chiedono come avrebbero potuto i Maya conoscere la precessione degli equinozi o prevedere le eclissi di Sole o di Luna senza sapere che è la Terra che gira intorno al Sole o credendo che la Terra fosse piatta; e quelle incredibili previsioni sul moto di Venere? Come avrebbero potuto farle senza l’ausilio di un telescopio?

Mi è venuta così l’idea di scrivere qualche articolo che mostri come con anche con mezzi rudimentali sia possibile arrivare a conoscenze notevoli. Eviterò volutamente di far riferimento alla sfericità della Terra, fin quando non sarà necessario e – soprattutto – alla teoria eliocentrica. In questo articolo non prenderò in considerazione nemmeno il cielo notturno.

Cominciamo con un osservatorio solare che ci permetta di stabilire i punti cardinali e l’inizio delle stagioni. Useremo la tecnica dei cerchi indù. Leggi il seguito di questo post »


Gli enormi blocchi di pietra impossibili da spostare

19 luglio 2010

Luna crescente su StonehengeUna delle obiezioni che i fanta-archeologi (o sedicenti ricercatori del mistero) muovono più spesso all’archeologia da loro definita ufficiale a proposito dei grandi monumenti in pietra del passato (complessi megalitici, Stonehenge, Isola di Pasqua, Giza, ecc.) è la presunta impossibilità tecnologica di alzare/spostare pietre così grandi e pesanti.

Dal momento che non ci sono arrivate descrizioni delle tecniche usate per spostare questi pesantissimi blocchi di pietra, quello che si può fare è immaginarsi come li potessero sollevare, girare, trascinare e posizionare ragionando in termini di semplicità, praticità e tenendo conto dei materiali disponibili a quell’epoca (nel caso di Stonehenge, per esempio c’erano essenzialmente legno, funi e altre pietre). È di questo che si occupa l’archeologia sperimentale.

A volte in aiuto degli archeologi corrono dei semplici appassionati che hanno delle intuizioni geniali. È questo il caso di Wally Wallington, un carpentiere in pensione, che – come dice lui stesso – negli anni di attività si è spesso trovato a dover improvvisare soluzioni per portare a termine un lavoro…

Leggi il seguito di questo post »


Atlantide ai Caraibi? (Ovvero, Atlantide: fatela da voi)

20 dicembre 2009

Cosa si nasconde sotto le acque caraibiche?In questi giorni ha fatto il giro della rete una notizia clamorosa: nei Caraibi sarebbero state scoperte le rovine sommerse di una grande città, probabilmente antecedente le stesse piramidi d’Egitto. Addirittura un prestigioso giornale come il Corriere della Sera ha dedicato un dettagliato articolo a questa (presunta) scoperta.

La notizia è stata data in esclusiva dal giornale on-line Herald de Paris. Brevemente si dice che, dall’analisi di immagini satellitari un team di ricercatori avrebbe identificato sui fondali dei Caraibi i possibili resti di un’ipotetica antica civiltà. Dunque questa volta niente foto subacquee di strutture la cui origine umana possa venire messa in discussione dalla geologia, come mostrato qui, ma foto satellitari di strade e rovine.

Avrebbero addirittura visto una struttura simile a una piramide alta e sottile, una piattaforma sovrastata da piccoli edifici e una costruzione con pali paralleli e travi fra le macerie di un edificio in rovina. Ovviamente nulla del genere sarebbe possibile senza l’intervento umano. A corredo dell’articolo c’è una serie di foto satellitari che dovrebbero testimoniare la scoperta.

Che sia la volta buona che questa fantastica, misteriosa e antichissima civiltà, madre di tutte quelle  storiche, si lascia trovare?

Leggi il seguito di questo post »


I Maya, il 2012 e il codice di Dresda

18 novembre 2009
Ultima pagina del Codice di Dresda

L’ultima pagina del Codice di Dresda descrive un diluvio

Sul web si parlava tanto della “fine del mondo” nel 2012 già nel 2007. Ora (2009) che è uscito l’omonimo kolossal cinematografico dagli effetti speciali straordinari (e dalla trama assolutamente inesistente) sull’apocalisse Maya, di questo fenomeno si è accorta anche la TV.

Al di la delle insulse stupidaggini che si dicono sul piano scientifico (allineamenti planetari o galattici, esplosioni solari, inversione dei poli magnetici, inversione dei poli geografici, arresto del moto di rotazione, fusione totale dei ghiacci in un lampo, nibiru e chi più ne ha più ne metta) resta come base della discussione la (presunta) profezia dei Maya sulla fine del mondo. Ogni sito catastrofista fornisce la propria interpretazione, citando altri siti catastrofisti o newage o maestri della fuffa come Gregg Braden, che parlò del presunto allineamento col centro della galassia, già discusso in questo blog.

Ma cosa hanno lasciato scritto di preciso i Maya su questo argomento?

Della loro cultura ci è giunto pochissimo perché il solerte vescovo Diego De Landa fece bruciare tutti i documenti e gli scritti di questa civiltà. L’intento era di fare tabula rasa dei loro usi, storia, cultura e religione per poter evangelizzare lo Yucatan. Si sono salvate delle iscrizioni nei monumenti, delle stele e pochissimi scritti, detti codici, che portano il nome delle città o dei posti in cui sono conservati: Parigi, Madrid, Grolier, Praga e il più completo, quello di Dresda. Cito da Wikipedia:

Il codice contiene solo 74 pagine; tratta esclusivamente temi di ordine religioso e rituale, come il moto orbitale di Venere, il calcolo delle sue fasi, le previsioni delle eclissi solari e lunari, le cerimonie per il nuovo anno. […] Altri capitoli sono dedicati a Chaak, il dio della pioggia […]

Quella riportata poco sopra è l’ultima pagina del codice di Dresda e parla di un diluvio…

Leggi il seguito di questo post »


Strade (troppo) antiche

2 novembre 2009

Misteriose rovine sommerse«Innanzi a quella foce stretta che si chiama colonne d’Ercole, c’era un’isola. E quest’isola era più grande della Libia e dell’Asia insieme, e da essa si poteva passare ad altre isole e da queste alla terraferma di fronte. […] In tempi posteriori […], essendo succeduti terremoti e cataclismi straordinari, nel volgere di un giorno e di una brutta notte […] tutto in massa si sprofondò sotto terra, e l’isola Atlantide similmente ingoiata dal mare scomparve».

Così Platone in uno dei suoi dialoghi – il Timeo – intorno al 360 A.C., parla di Atlantide, uno dei miti più antichi e affascinanti. Da questo ne sono derivati tanti altri (Mu, Lemuria, Iperborea, …) ma tutti hanno in comune un continente perduto, rovine sommerse o sepolte di antiche civiltà avanzate, distrutte da qualche immane catastrofe naturale o dalla ferocia dell’uomo (o da qualcuno dei nostri tanti difetti: stupidità, arroganza, …).

Pompei, Ercolano, Santorini, Troia, templi sepolti da oceani verdi in Asia o in Sud America o città sommerse da mari di sabbia in Africa e in Medio Oriente (o semplicemente dal tempo) sono lì a testimoniare che eventi del genere nel passato sono successi.

C’è però chi questo passato vorrebbe allontanarlo oltre quanto riportano i testi accademici e gli studiosi. Ogni anno qualcuno annuncia di aver scoperto una qualche Atlantide. Ci sono centinaia di siti web che riportano foto di pavimentazioni, blocchi squadrati, mura crollate e adagiate sul fondo di qualche mare o affioranti da qualche collina… O almeno, così sembra…

Leggi il seguito di questo post »