Come mentire dicendo la verità

10 giugno 2017

parzialeTempo fa ho scritto un articolo sul vaccino antipoliomielite e sul fatto che entro pochi anni anche questa terribile malattia potrà dirsi estinta, come il vaiolo, grazie ai vaccini, a chi vaccina e a chi si vaccina. Quest’anno, ad oggi, nel mondo ci sono stati solo cinque casi di poliomielite endemica, 3 in Afghanistan e 2 in Pakistan. Speriamo che siano gli ultimi. Non è comunque di questo che voglio parlare.

Commentando l’articolo un anti-vaccinista sosteneva che la polio sarebbe scomparsa per il miglioramento delle condizioni sanitarie e non per il vaccino.

È una fesseria naturalmente, visto che la polio è scomparsa anche in tutta l’Africa, in India e in tanti paesi dell’Asia dove le condizioni sanitarie non sono affatto migliorate come in occidente (*), ma è un argomento abbastanza tipico degli anti-vaccinisti. Provate a cercare su google “truth about polio vaccine” e ve ne renderete conto.

A supporto della loro tesi riportano variazioni sul tema di un grafico coi casi di polio come quello qui sopra dove si vede chiaramente che nel momento in cui fu introdotto il vaccino la malattia era già in calo. Ed è vero, hanno ragione, era proprio in calo. Però …

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I vaccini e Big Pharma

20 maggio 2017

High cost of prescription medicineSulla questione dei vaccini vorrei proporvi qualche considerazione piuttosto banale…

Il mercato mondiale dei farmaci muove oltre 1070 miliardi di dollari l’anno (2015) [1]. Nel 2015 quello dei vaccini arrivava a poco meno di 36 miliardi [2]. L’80% dei vaccini è destinato ai paesi del terzo mondo e la maggior parte ha costi bassissimi. L’UNICEF, tanto per dire, ne compra una percentuale significativa dall’India che ha un’industria farmaceutica di prim’ordine. Il maggior produttore mondiale di vaccino anti morbillo è il Serum Institute of India. Una dose costa un dollaro. Hanno venduto quello per il meningococco a diversi paesi africani a mezzo dollaro per dose [3]. Sono anche i maggiori produttori mondiali di vaccini come numero di dosi.

Al confronto, i due farmaci più remunerativi del 2015, Harvoni per l’epatite C e Humira per l’artrite reumatoide, fanno da soli rispettivamente 18,14 e 14,95 miliardi . Da soli valgono oltre 33 miliardi, quasi come tutti i vaccini messi assieme. [4]

Quasi la metà degli oltre 1000 miliardi di cui sopra sono stati spesi in USA e Canada [1] che costituiscono appena il 7% della popolazione mondiale. BigPharma guadagna di più coi vaccini o vendendo farmaci per malattie croniche diffuse, possibilmente non mortali? Convengono di più le malattie dei paesi sviluppati, dove c’è gente che può pagarsi i farmaci, o quelle del terzo mondo?

Convengono di più anti depressivi, analgesici, antipiretici, anti infiammatori, farmaci per malattie croniche e diffuse o i vaccini? Meglio un farmaco che prendi una volta o due nella vita o qualcosa che dovrai prendere finché campi (e che più campi, più ne prendi)? Per quale motivo, se i vaccini sono un tale affare, dei 7000 farmaci attualmente in sviluppo, 1813 riguardano le varie forme di cancro e 1329 i problemi neurologici? Dal 1998 al 2014 le case farmaceutiche hanno presentato 123 farmaci contro l’Alzheimer. Solo 4 sono stati approvati. A che pro darsi tanto da fare con queste malattie se i vaccini sono questo grande business? [5]

BigPharma cerca di guadagnare il più possibile? È certamente così. Ma, altrettanto certamente, non è coi vaccini che le case farmaceutiche si arricchiscono maggiormente.

In Africa ci sono 1,2 miliardi di persone. In Asia sono 4,4 miliardi. In Europa (intesa come continente) siamo circa 740 milioni. In Nord America sono circa 580 milioni. Siamo sicuri che siano i 10/20 mila bambini che ogni anno non si vaccinano in Italia a far perdere soldi a Big Pharma?


[1] https://www.statista.com/topics/1764/global-pharmaceutical-industry/

[2] https://www.statista.com/statistics/265102/revenues-in-the-global-vaccine-market/

[3] https://en.wikipedia.org/wiki/MenAfriVac

[4] https://www.statista.com/statistics/258022/top-10-pharmaceutical-products-by-global-sales-2011/

[5] https://www.fool.com/investing/2016/07/31/12-big-pharma-stats-that-will-blow-you-away.aspx

Link utili:


Non solo cretini…

31 ottobre 2016
faglia

La violenza del sisma ha spaccato una montagna

Ieri la senatrice Enza Blundo del Movimento 5 Stelle ha pubblicato su FaceBook un post (che ha poi ritirato e dal quale i vertici del movimento hanno subito preso le distanze) con questo contenuto (maiuscole comprese):

Il TG1 apre dichiarando una scossa di 7.1 e poi la declassa a 6.1, ancora menzogne per interessi economici di governo!!! Anche il terremoto che ha distrutto L’Aquila fu “addomesticato” a 5.8… IL TUTTO PER NON RISARCIRE I DANNEGGIATI AL 100%.

Tra tutte le bufale questa è una delle più odiose e – puntuale – quache stronzo la ripropone a ogni terremoto e troppi sprovveduti (chiamiamoli così) la diffondono. A volte qualcuno però riesce a fare dei veri capolavori: è impressionante la quantità di bestialità concentrate in meno di 250 caratteri.

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Il tumore al seno secondo una hameriana

29 ottobre 2016
Teodora (S. Vitale, Ravenna). L'imperatrice bizantina nel 548 e.v. probabilmente di cancro al seno.

Teodora (S. Vitale, Ravenna). L’imperatrice bizantina morì nel 548 e.v. probabilmente di cancro al seno.

Eleonora Brigliadori, intervistata alla trasmissione radiofonica “La Zanzara”, un paio di mesi fa, ha detto che:

“Di un tumore al seno se non fai niente, non fai chemio, non fai radio non muori. Sfido chiunque a mostrarmi una donna che muore di tumore al seno. Non si muore di tumore al seno”.

Secondo la ex soubrette (e secondo una vasta platea di webeti) sarebbe la chemioterapia ad uccidere e non il cancro. In un’altra occasione aveva detto che “quando una persona va a fare la diagnosi, il tumore si sta già riparando da solo. I medici, però interrompono il processo naturale di guarigione e provocano le metastasi”.

La “logica” della Brigliadori è la stessa della questione dei freni di cui ho già parlato: quasi tutti quelli che sono morti in un incidente stradale hanno frenato prima di morire. Tra tutti i morti, quelli che non avevano frenato sono pochissimi. Sono i freni che ti fanno morire. Meglio toglierli (vedi qui).

Ma non è dell’assurdità di questo modo di ragionare (e dell’ottimismo che ci vuole per parlare di “ragionamento” in casi simili) che voglio scrivere.

Ragioniamo sulla prima frase. Se fosse vera allora, fino all’introduzione della chemioterapia, nessuna donna sarebbe mai morta di tumore al seno. È veramente così?

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Furore

28 ottobre 2016
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“Okie” in viaggio verso la California (1935)

“Furore” (The grapes of wrath) è il titolo di un romanzo del 1939 di John Steinbeck (USA, Premio Nobel per la letteratura nel 1962). È un libro straordinario. In Italia fu tradotto durante il ventennio fascista ma la censura ce ne “regalò” una versione ridotta e privata del suo esplosivo messaggio sociale e politico. Questa versione è stata l’unica disponibile in italiano dal 1940 fino al 2013. Ora c’è una nuova versione integrale e non censurata.

Il romanzo parla di un episodio legato alla Grande Depressione americana degli anni 30′ del secolo scorso. Un periodo di straordinaria siccità e le “dust bowls” (tempeste di sabbia) distrussero campi e colture e rovinarono i contadini delle Grandi Pianure centrali (specialmente Oklahoma, Kansas e Texas). Questi si indebitarono con le banche diventando prima mezzadri sulle terre che prima gli appartenevano per finire poi col venirne cacciati. Centinaia di migliaia di persone, diseredate e ridotte alla fame, vendettero per pochi soldi tutte le loro cose, comprarono dei catorci di automobili e autocarri appena capaci di mettersi in moto e – attratti dal miraggio di un lavoro – caricarono la famiglia e quattro stracci per attraversare gli USA, diretti verso la California, una vera e propria Terra Promessa dove scorrono latte e miele.

clandestini

Clandestini in viaggio verso le nostre coste (oggi)

Molti vecchi e malati morirono durante il viaggio. Venivano sepolti dove capitava perché affidare i corpi al coroner costava troppo. I sopravvissuti arrivarono in un paese bellissimo ma ostile. Venivano chiamati con disprezzo okie (che di norma sarebbe un nomignolo per gli abitanti dell’Oklahoma ma che veniva usato come da noi si faceva per gli immigrati del Mezzogiorno chiamandoli napoletani o terroni gli immigrati del sud) ed erano accusati di rubare, di essere sporchi e di portare malattie, di violenza, furti e delle peggio nefandezze. Vennero sfruttati e trattati come bestie, vessati, insultati, provocati, discriminati, umiliati, privati di ogni dignità e incattiviti oltre ogni immaginazione.

Immagino che si capisca dove voglio andare a parare per cui non scrivo oltre. Ho solo un consiglio per chi non sopporta che vengano soccorsi i barconi di disperati in mezzo al mare, accusa le autorità di “andarli a prendere” e si attacca come un pidocchio a parole come “clandestini”: leggetevi questo libro. Lo so che è un suggerimento inutile. Lo so che la lettura non ha nessuna possibilità di fare breccia nelle menti di chi grugnisce bestialità del genere o di accendere una luce in quel buio di tenebra. Tuttavia, se anche uno solo capisse, mi sentirei già soddisfatto.


Io ho ragione…

26 agosto 2016
gandhi

“prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono, poi vinci” (Gandhi, parlando della nonviolenza)

La logica del complottista e del crackpot:

  • se ignorano quello che dico è per minimizzarlo, perché io ho ragione;
  • se non replicano alle mie domande scomode sulle loro verità ufficiali è perché io ho ragione;
  • se mi deridono o mi trattano con sufficienza è per screditarmi, perché io ho ragione;
  • se portano argomenti razionali e logici contro quello che dico è per sommergere con un fiume di parole vuote la mia Verità e nascondere il fatto che io ho ragione;
  • se la scienza o la stampa confermano quegli argomenti è la prova che c’è un complotto, che l’establishment è contro di me e che tutti temono la mia Verità, perché io ho ragione.

Ah, quasi dimenticavo… Se l’ipotesi che io possa aver torto non è minimamente contemplata è solo perché io ho ragione.


La bufala dei 98 milardi di condono ai gestori del gioco d’azzardo

8 settembre 2014

Nel repertorio di slogan urlati dai pasdaran pentastellati su social media, commenti agli articoli dei giornali, forum e blog uno dei più gettonati è il “condono di 98 miliardi” ai gestori del gioco d’azzardo in Italia.

Da dove arrivano i 98 miliardi? È quanto il generale della Finanza Umberto Rapetto aveva inizialmente contestato alle società concessionarie. Ciò che manca negli slogan è che in seguito la Corte dei Conti ha ridotto la richiesta a  2,5 miliardi, una cifra molto alta ma lontanissima da quella cotestata inizialmente.

La cosa fastidiosa è che questi 98 miliardi continuino a girare quando anche esponenti di primo piano del M5S ammettono che le cose stanno diversamente. La prova?

Nel giorno del discorso alla Camera di Matteo Renzi per il suo insediamento come Presidente del Consiglio passò su tutti i giornali uno scambio di “pizzini” tra l’ex sindaco di Firenze e il vicepresidente della Camera Luigi di Maio. Quella che ci interessa è la risposta di Di Maio a Renzi. Eccola:

2,5 miliardi di euro di condono alle slot machine

2,5 miliardi di euro di condono alle slot machine

Scrive Di Maio nel suo elenco: “2,5 miliardi di euro di condono alle slot machine“.

Le società concessionarie se la sono cavata pagando 600 milioni. Di sicuro 1,9 miliardi sono uno sconto enorme che può e deve indignare; ma non è niente di paragonabile ai 98 miliardi di cui si continua impunemente a ragliare.