Risolto il mistero del Pioneer?

8 aprile 2011

Ecco tradotto un articolo di New Scientist sulla misteriosa “anomalia dei Pioneer“.

La targa sul Pioneer 10

La famosa targa sul Pioneer 10

Una spiegazione ordinaria per la bizzarra anomalia dei Pioneer?

Cattive notizie per chi prevedeva una spiegazione esotica alla bizzarra “anomalia del Pioneer”!

Le ultime analisi suggeriscono che la misteriosa deviazione nella rotta delle due sonde gemelle della NASA, i Pioneer, potrebbe essere dovuta a un non uniforme irraggiamento del calore nello spazio.

Lanciate negli anni 1970, i veicoli spaziali Pioneer 10 e 11 stanno uscendo dal Sistema Solare a velocità di crociera da due diverse direzioni. Come previsto, stanno rallentando a causa dell’attrazione gravitazionale del Sole. Tuttavia, la decelerazione è di 8,7×10-10 metri al secondo più forte di quanto previsto. Potrebbe sembrare un’inezia, ma questo scarto ha dato la stura ad ogni tipo di ipotesi, dall’energia oscura fino a cambiamenti nelle costanti fisiche o alla legge di gravità [oltre che la solita sequela di baggianate su Nibiru, Pianeta X, buchi neri e UFO, n.d.t. ] …

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Apocalissi prossime venture

20 novembre 2010
Dr. Strangelove

Il maggiore T. J. "King" Kong cavalca una bomba atomica nel finale de "Il Dr. Stranamore" di Stanley Kubrik

Col 2011 ormai alle porte i fuffari del 2012 cominciano a fare retromarcia. I più avveduti hanno già iniziato a posporre l’evento  (vedi la tempesta solare rimandata, o le varie voci sulla profezia Maya rimandata a causa di errori di interpretazione sulla data, ecc.), molti seguiranno, altri si accontenteranno del “grande cambiamento spirituale”, che tanto non si vede e non si tocca, ma si sente (in effetti per la puzza non si riesce a far nulla).

Visto il proliferare di assurdità millenaristiche che affollano i mass media, la rivista “Le Scienze” (edizione italiana di “Scientific American“) ha dedicato il numero di novembre alla “scienza della fine”. È un numero di facile lettura, pieno di spunti interessanti, che consiglio a tutti di acquistare (compreso il libro allegato “La fine di tutto: dagli individui all’intero universo“, di Chris Impey).

Un articolo particolarmente provocatorio si intitola “Pronostici per l’apocalisse”.

Visto che vanno di moda elenchi e classifiche, gli autori (J. Matson e J. Pavlus) ne hanno redatta una che stima,senza pretesa di scientificità ma comunque secondo le opinioni informate di vari ricercatori, la probabilità e il potenziale catastrofico di alcune minacce che vengono citate di frequente. Questo potenziale è formulato secondo una scala qualitativa più che quantitativa, che va da 1 (caos localizzato) a 10 (fine dell’universo).

Ho preso a prestito i punti di questa classifica rivedendone i contenuti (che nell’articolo sono un po’ didascalici). Eccoli qui…
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Come costruire una macchina del tempo

3 maggio 2010

Quello di viaggiare nel tempo è uno dei sogni più arditi dell’uomo. Chi non ha mai pensato che cosa farebbe se potesse tornare indietro nel tempo? Sul Daily Mail il grande cosmologo Stephen Hawking ha scritto uno splendido articolo per far capire a noi comuni mortali cosa sono le macchine del tempo secondo i fisici e la scienza. L’articolo originale è qui. Di seguito c’è la mia traduzione.

Come costruire una macchina del tempo

di Stephen Hawking

Stephen Hawking

«Tutto quello che serve sono un wormhole, il Large Hadron Collider o un razzo che vada veramente tanto, tanto veloce...»

Salve. Mi chiamo Stephen Hawking, fisico, cosmologo e un po’ sognatore. Anche se non posso muovermi e sono costretto a parlare attraverso un computer, nella mia mente sono libero. Libero di esplorare l’universo e pormi grandi domande tipo: è possibile viaggiare nel tempo? Possiamo aprire un portale per il passato o una scorciatoia per il futuro? Possiamo, in definitiva, usare le leggi della natura per diventare padroni del tempo stesso?

Il viaggio nel tempo una volta era considerato un’eresia scientifica. Evitavo di parlarne per paura di venire etichettato come uno stravagante. Oggi non sono più così cauto. In effetti mi sento come la gente che costruì Stonehenge. Sono ossessionato dal tempo. Se avessi una macchina del tempo farei visita a Marilyn Monroe al massimo del suo splendore o farei un salto da Galileo quando puntò il suo telescopio verso il firmamento. Forse farei addirittura un viaggio alla fine dell’universo per scoprire come finisce l’intera storia cosmica.

Per capire come questo potrebbe essere possibile, dobbiamo guardare il tempo come fanno i fisici: come una quarta dimensione. Non è difficile come sembra…

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La teoria di Einstein tiene a bada gli sfidanti

24 aprile 2010
L'amasso di galassie Abell 1689

L'ammasso di galassie Abell 1689

Quasi cento anni fa Albert Einstein pubblicò la sua Teoria della Relatività Generale, un’ipotesi sulla gravitazione che in pochi anni rivoluzionò la fisica introducendo un nuovo paradigma: l’universo non più visto nelle classiche tre dimensioni euclidee dello spazio, ma come un’entità geometrica in 4 dimensioni, le tre spaziali più il tempo.

In poco tempo cominciarono ad arrivare le prime conferme e anche se la Relatività Generale occupò ben presto un ruolo centrale nella fisica moderna per il lavoro di Einstein le verifiche non sono mai cessate, anche perché non tutti i problemi sono stati risolti: come si è originato l’universo e perché sembra espandersi così velocemente? Negli ultimi anni i fisici hanno spostato la loro attenzione su teorie che competono con la Relatività Generale come possibili spiegazioni per l’espansione accelerata dell’universo. Al momento la spiegazione più popolare per questa accelerazione è la cosiddetta costante cosmologica, che può essere pensata come un’energia, definita “oscura” in quanto non può essere rilevata direttamente [1], che esiste nello spazio vuoto e tende appunto a far espandere il cosmo, ma nuovi contendenti si sono candidati a mandare in pensione la Relatività e aspettano di essere messi alla prova.

Sono stati annunciati due nuovi studi indipendenti sugli ammassi di galassie, che hanno sfruttato le misurazioni di Chandra, un laboratorio orbitale automatico a raggi-X della NASA.

Una di queste ricerche taglierebbe le gambe a un modello rivale della Gravità Generale mentre l’altra mostrerebbe che la teoria di Einstein funziona anche per tempi e distanze su scala cosmologica. Insomma, la quasi centenaria teoria di Einstein sembrerebbe ancora la migliore sulla piazza…

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