Gli enormi blocchi di pietra impossibili da spostare

19 luglio 2010

Luna crescente su StonehengeUna delle obiezioni che i fanta-archeologi (o sedicenti ricercatori del mistero) muovono più spesso all’archeologia da loro definita ufficiale a proposito dei grandi monumenti in pietra del passato (complessi megalitici, Stonehenge, Isola di Pasqua, Giza, ecc.) è la presunta impossibilità tecnologica di alzare/spostare pietre così grandi e pesanti.

Dal momento che non ci sono arrivate descrizioni delle tecniche usate per spostare questi pesantissimi blocchi di pietra, quello che si può fare è immaginarsi come li potessero sollevare, girare, trascinare e posizionare ragionando in termini di semplicità, praticità e tenendo conto dei materiali disponibili a quell’epoca (nel caso di Stonehenge, per esempio c’erano essenzialmente legno, funi e altre pietre). È di questo che si occupa l’archeologia sperimentale.

A volte in aiuto degli archeologi corrono dei semplici appassionati che hanno delle intuizioni geniali. È questo il caso di Wally Wallington, un carpentiere in pensione, che – come dice lui stesso – negli anni di attività si è spesso trovato a dover improvvisare soluzioni per portare a termine un lavoro…

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Petizione per Agora, il film su Ipazia di Alessandria

18 ottobre 2009
Rachel Weisz nel ruolo di Ipazia

Rachel Weisz nel ruolo di Ipazia

Il regista ispano-cileno Alejandro Amenabar (che ha diretto film come “Apri gli occhi”, “Mare Dentro” e “The Others”) ha terminato da tempo di girare un film intitolato “Agorà” sulla vita di Ipazia, filosofa, matematica e astronoma, ultima erede della scuola platonica riportata in vita da Plotino presso Alessandria d’Egitto, città dove è vissuta nel IV secolo dC e dov’è stata barbaramente uccisa a causa del fondamentalismo religioso del suo tempo.

Il film, presentato fuori concorso a maggio al festival di Cannes, è in uscita in questi giorni nelle sale spagnole. Si tratta in effetti un atto di accusa contro tutti i fondamentalismi e in questo senso sta facendo discutere (si veda ad esempio “La Weisz fa paura al Vaticano” su La Stampa, o “Il film che l’Italia non vedrà“, sempre su La Stampa).

È un film che nel nostro paese non mancherà di sollevare polemiche, dato anche il clima infuocato della nostra politica: i fondamentalisti che massacrarono e uccisero Ipazia (i parabolani) erano cristiani ed agirono col silenzio-assenso, se non addirittura sotto il mandato, del vescovo Cirillo diventato in seguito San Cirillo di Alessandria, considerato dal cattolicesimo dottore della Chiesa.

In Italia – visto chi sono i cattivi nel film – sembra ci siano ci sono state forti resistenze e difficoltà a trovare un distributore. È l’ostracismo che subiscono da noi i film che in qualche modo mettono in discussione la religione cattolica, sia pure nelle sue frange più fondamentaliste. La stessa sorte è capitata, per esempio, a “Religiolus – Vedere per credere“.

Fortunatamente ora la situazione sembra essere sbloccata e il film dovrebbe debuttare nelle sale italiane venerdì 23 aprile 2010.
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