Come dimostrare a un cieco che la fotografia esiste?

26 luglio 2015

psi«Come dimostreresti a un cieco che la fotografia esiste?». Questa è la domanda che mi è stata fatta.

Sapevo dove l’interlocutore voleva arrivare. Avevamo discusso di parapsicologia. Lui crede convintamente nei poteri psichici, ha avuto esperienze parapsicologiche e frequenta regolarmente un sensitivo. La sua posizione era che, dal momento che io non avevo sperimentato dei poteri psichici, non avrei mai potuto credere in ciò che lui “sapeva” essere vero. Non si può dimostrare a un cieco che la fotografia esiste e allo stesso modo nessuno potrà mai dimostrare a me che i poteri psichici sono reali.

Ho dovuto pensarci su per dieci secondi per trovare un modo di dimostrare che aveva torto. Ecco cosa gli ho detto…

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Logiche a confronto

1 ottobre 2010

I romani dicevano che «onus probandi incumbit ei qui dicit, non ei qui negat» cioè che l’onere della prova è a carico di chi afferma qualche cosa (e non di chi la nega). A corollario si può aggiungere che «quod gratis asseritur, gratis negatur», ossia ciò che viene affermato senza argomentare può essere negato senza argomentare.

Si tratta di un principio basilare sia per il diritto che per il pensiero razionale e come tale dovrebbe essere scontato ma spesso non lo è.

Ho ripreso una simpatica vignetta trovata in un gruppo di discussione. Eccola qui:


Telepatia… artificiale!

8 settembre 2010

Charles Xavier degli X-Men

La telepatia è, secondo la definizione del vocabolario, la facoltà di trasmettere o percepire messaggi senza l’uso dei sensi. Ad oggi, secondo la comunità scientifica, non esiste prova soddisfacente che esistano individui dotati di capacità telepatiche.

Tuttavia esistono persone incapaci di muoversi e di parlare perché paralizzate in modo gravissimo a seguito di gravi incidenti o di terribili malattie come la SLA (sclerosi laterale amiotrofica) che trarrebbero grandissimi vantaggi dalla telepatia.

Sul sito di “Le Scienze”, versione italiana di Scientific American, c’è una notizia per me assolutamente affascinante. In breve, un gruppo di ricercatori dell’Università dello Utah, diretti da Bradley Greger ha pubblicato un articolo sul Journal of Neural Engineering dove viene illustrata una tecnica per decodificare le parole pensate dai pazienti leggendo i potenziali elettrici della superficie corticale del cervello…

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Pensiero magico

16 maggio 2010

Daniele Luttazzi, Decameron«Ratzinger vorrebbe limitare la ricerca scientifica… Ma sì, affidiamoci al pensiero magico! Perché non torniamo all’analisi delle interiora di pollo per divinare il futuro, già che ci siamo?

Chissà? Magari sbaglio io? Magari Ratzinger ha ragione?

E se la cura del cancro fosse qualcosa che non può essere scoperto dalla scienza medica? Se fosse … farsi lo sciampo con lo yogurt? Non potremmo mai saperlo se ci affidassimo solo alla scienza. E se magari la cura del cancro fosse … strofinarsi la fronte con un pesce? Con un tipo particolare di pesce – che so? – un’orata? Non potrebbe essere? Oppure se la cura del cancro fosse … tagliarsi i peli del naso, metterli in una bustina di carta, infilarla sotto il cuscino e dormirci sopra tutta la notte? Non potrebbe essere quella la cura per il cancro?

No, perché questo è pensiero magico.

Quello della chiesa è pensiero magico. Non a caso qualche mese fa nell’udienza del mercoledì al Vaticano Ratzinger ha esortato gli esorcisti a continuare il buon lavoro… Parole di incoraggiamento anche per i cacciatori di vampiri.

La gente va tutelata dai ciarlatani. »

(Daniele Luttazzi, “Decameron, ovvero politica, sesso, religione e morte“)


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