Candeggina contro il cancro?

6 settembre 2010

Diossido di cloroSul Corriere della Sera on-line di oggi è stata pubblicata questa notizia. In breve, la Food and Drug Administration, l’ente americano per il controllo sanitario, ha dichiarato pericolosa per la salute la Mineral Miracle Solution, una terapia inventata da un certo Jim Humble, già ricercatore minerario, ingegnere aerospaziale e ora anche ministro della «Chiesa della Seconda Genesi», con sede nella Repubblica Dominicana e ad Haiti.

In breve, questa cura consisterebbe nella somministrazione di gocce di una soluzione al 28% di clorito di sodio in acqua con aceto (acido acetico) o limone (acido citrico). La reazione con queste due sostanze libera diossido di cloro, il principio attivo di questa cura. Secondo Humble questa sostanza – con alto potere candeggiante e disinfettante, usata in basse concentrazioni per potabilizzare le acque – permetterebbe di curare le malattie più svariate, dall’AIDS al cancro, passando attraverso il raffreddore e le epatiti.

Citando direttamente il Corriere:

Humble offre via internet la sua acqua «miracolosa» attraverso una rete di vendita ramificata nei cinque continenti. L’acqua sarebbe «miracolosa» e, a sentire Humble, «dovrebbero esserci le fanfare per una delle più importanti medicine mai proposte all’umanità», ma, evidentemente, anche i miracoli hanno un prezzo. E così sul sito italiano dedicato all’MMS, l’acqua miracolosa è in vendita alla «modica» cifra di 35€, comprese le spese di spedizione.

Ma che hanno da lamentarsi? Cosa sono 35€ per un miracolo?

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Il pensiero magico – parte 1ª

30 maggio 2010

Non è vero… ma ci credo

Un terribile gatto neroSuperstizione, scaramanzia e magia sono un fenomeno sociale molto diffuso e spiegabile solo in parte con l’ignoranza o la paura.

Si tratta in effetti di una vera e propria predisposizione degli esseri umani al pensiero magico, un meccanismo mentale tipico dell’infanzia che, in forma ridotta, continua ad accompagnare l’individuo anche nell’età adulta.

Il pensiero magico è, secondo un paio di definizioni di Wikipedia, “un tipo di elaborazione cognitiva in cui manca una relazione causale tra soggetto e oggetto” ovvero una forma di “ragionamento causale che cerca correlazioni tra atti od espressioni e certi eventi“.

Calvin e HobbesI bambini parlano coi loro pupazzi, li fanno vivere, attribuiscono a un giocattolo o a un oggetto il potere di proteggerli, per esempio, dal buio o comunque dalle situazioni di stress che non riescono a controllare in altro modo. Si pensi alla ormai proverbiale coperta di Linus o a Calvin e alla sua tigre di pezza Hobbes che egli fa diventare reale con la sua fantasia. Per il bambino il pensiero magico è importante tanto per questa funzione protettiva quanto per quella cognitiva: riempie i vuoti delle altre forme di pensiero e fornisce “spiegazioni” di situazioni che un bimbo non sa ancora affrontare con la logica e con l’esperienza.

Ma il pensiero magico è un meccanismo presente anche negli adulti. Se fumate vi sarà sicuramente capitato di accendere la sigaretta e un istante dopo vedere arrivare l’autobus o il treno che stavate aspettando (e doverla così spegnere); o di lavare la macchina per vederla sporcata dalla pioggia poco dopo. A livello razionale sappiamo che tra sigaretta e autobus e tra lavaggio e pioggia non ci possono essere relazioni causali, ma anche i più razionali in casi come questi si ritrovano ad imprecare contro il destino cinico e baro…

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Il pensiero magico – parte 2ª

30 maggio 2010

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Una reliquia da contatto

Tessuto entrato in contatto con Papa Giovanni XXIII (reliquia da contatto)

In molti casi il valore dell’oggetto proviene da chi l’ha posseduto o usato o toccato: un esempio di contagio magico.

Da uno studio risulta che l’80% degli studenti delle superiori sostiene che ci sia almeno un 10% di possibilità che mettere un pullover di Mr. Rogers, anche senza saperlo, doterebbe chi la indossa di parte della sua “essenza“: migliorerebbe il proprio atteggiamento e renderebbe più amichevoli. Del resto migliaia di anni di reliquie sacre (quella nella foto qui a fianco è un pezzetto di stoffa entrata in contatto con papa Giovanni XXIII) dimostrano quanto questa convinzione sia diffusa in tutte le culture e in tutte le epoche.

Gloria Steinem una volta raccontò un aneddoto di prima che fosse famosa: un’altra ragazza che l’aveva vista toccare alcuni dei Beatles le chiese per questo un autografo.

Paul Rozin dell’Università della Pennsylvania e la Nemeroff ipotizzano che il contagio magico possa essere un’evoluzione della nostra paura dei germi che come le essenze sono invisibili, facilmente trasmissibili, e hanno conseguenze di vasta portata.

Ben prima che noi umani avessimo qualunque idea di cosa fossero i germi mettevamo in quarantena gli ammalati ed evitavamo di toccare i cadaveri. L’intuizione profonda che qualità morali o psicologiche possano passare tra le persone, o che un oggetto porti con se la propria storia, potrebbe essere solo l’estensione della tendenza adattiva a prestare attenzione alle fonti di infezione. Ma questo non significa che siamo bravi a valutare le fonti di contagio.

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Il pensiero magico – parte 3ª

30 maggio 2010

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5. Dare nomi alle cose è dominarle

VelenoCosì come i pensieri e gli oggetti, anche i nomi hanno potere. La capacità del linguaggio di scovare associazioni agisce su di noi come un incantesimo. Piaget diceva che i bambini spesso confondono gli oggetti coi loro nomi, un fenomeno che ha etichettato come “realismo nominale“. Rozin e colleghi hanno dimostrato il realismo nominale negli adulti.

Dopo aver visto versare dello zucchero in due bicchieri d’acqua ed aver personalmente messo le etichette “zuccherato” in uno e “velenoso” nell’altro, la maggior parte delle persone preferiscono bere dal bicchiere con su scritto “zuccherato” e sono comunque intimoriti da uno sempre da loro etichettato “non velenoso” (il subconscio non elabora i negativi). Rozin ha anche visto che le persone sono riluttanti a stracciare un bigliettino su cui sia scritto il nome della persona amata. Simboli arbitrari portano con loro l’essenza di ciò che rappresentano. Sulla stessa falsariga «l’adozione del nome Adolf diminuì fortemente negli anni 1940», fa notare Rozin.

6. Il Karma è bastardo

In terza media un ragazzino chiamato Kevin aveva l’hobby di darmi sui nervi, di prendermi in giro per tutto, dal taglio dei capelli ai laccetti delle scarpe. Avrei voluto tanto dargli un bel calcione dove meritava ma … non ho dovuto farlo. Un bel giorno ebbe un piccolo incidente col manubrio di una bicicletta. Con la sua virilità menomata, non potei far altro che sentire che c’era un senso di giustizia nell’universo. Se l’era meritato.

Il karma

Credere che il mondo sia giusto mette la nostra mente a proprio agio e anche quando ci sono cose fuori dal nostro controllo, esse capitano per una ragione.

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Il pensiero magico – parte 4ª

30 maggio 2010

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Serve il pensiero magico per divertirsi?Non dovreste desiderare nemmeno di stare all’estremità scettica dello spettro. «Essere totalmente non-magici è davvero poco salutare», dice Peter Brugger, primario di neuropsicologia alla Clinica Universitaria di Zurigo». Ha dei dati che collegano fortemente la mancanza di ideazione magica con l’anedonia, l’incapacità di provare piacere. «Gli studenti non-magici tipicamente non si divertono andando alle feste e così via».

Ha anche trovato una sostanza chimica chiave coinvolta nel pensiero magico. La dopamina, un neurotrasmettitore usato dal cervello per marcare le esperienze come significative, scorre a fiumi nel cervello degli schizofrenici che vedono significati ovunque, ma sgocciola appena in quello di molti depressi che lottano per trovar valore nella vita di ogni giorno. In un esperimento quelli che credono nel paranormale (che hanno alti livelli di dopamina) erano più proni dei non credenti a vedere volti inesistenti in immagini confuse; ma lo erano anche meno a non notarle quando c’erano veramente. Tutti vedevano più volti quando gli veniva somministrato un farmaco per alzare il livello di dopamina.

Hobbes è in agguato

Brugger sostiene che la capacità di vedere degli schemi e fare associazioni mentali anche sconnesse accresce la creatività ed ha anche una funzione pratica: «se sei in una prateria è sempre meglio supporre che possa esserci una tigre in agguato».

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Pensiero magico

16 maggio 2010

Daniele Luttazzi, Decameron«Ratzinger vorrebbe limitare la ricerca scientifica… Ma sì, affidiamoci al pensiero magico! Perché non torniamo all’analisi delle interiora di pollo per divinare il futuro, già che ci siamo?

Chissà? Magari sbaglio io? Magari Ratzinger ha ragione?

E se la cura del cancro fosse qualcosa che non può essere scoperto dalla scienza medica? Se fosse … farsi lo sciampo con lo yogurt? Non potremmo mai saperlo se ci affidassimo solo alla scienza. E se magari la cura del cancro fosse … strofinarsi la fronte con un pesce? Con un tipo particolare di pesce – che so? – un’orata? Non potrebbe essere? Oppure se la cura del cancro fosse … tagliarsi i peli del naso, metterli in una bustina di carta, infilarla sotto il cuscino e dormirci sopra tutta la notte? Non potrebbe essere quella la cura per il cancro?

No, perché questo è pensiero magico.

Quello della chiesa è pensiero magico. Non a caso qualche mese fa nell’udienza del mercoledì al Vaticano Ratzinger ha esortato gli esorcisti a continuare il buon lavoro… Parole di incoraggiamento anche per i cacciatori di vampiri.

La gente va tutelata dai ciarlatani. »

(Daniele Luttazzi, “Decameron, ovvero politica, sesso, religione e morte“)


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