Contrordine! ISON forse è ancora viva!

29 novembre 2013

A quanto pare la ISON ha beffato l’occhio elettronico del Solar Dynamics Observatory ed è sopravvissuta al passaggio al perielio. Ecco una fantastica sequenza animata di fotogrammi di SOHO, uno degli altri osservatori solari automatici della NASA che era pronto a rilevare l’evento:

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La cometa ISON sta per passare al perielio

28 novembre 2013

Ecco una stupenda foto dell’osservatorio automatico SOHO della ISON vicina al perielio:

La cometa SOHO vicinissima al perielio

La cometa SOHO vicinissima al perielio

Il disco più scuro con al centro il Sole è un filtro per non bruciare i delicati sensori della sonda col fulgore del nostro astro. La ISON è quella scia luminosissima in basso a destra. Quello che si vede sono la chioma e la coda della cometa, il cui nucleo probabilmente è un oggetto di qualche km al massimo. Per un confronto, pensate che il diametro del Sole è di quasi un milione e quattrocentomila chilometri.

Sapremo se la cometa sarà sopravvissuta al passaggio in prossimità del Sole nei prossimi giorni.


Tyche, signora delle comete; Nemesis, signora della distruzione; e Nibiru, signore dei creduloni

2 aprile 2011
Giove

Giove potrebbe non essere il più grande pianeta del Sistema Solare

Nel novembre dello scorso anno la rivista scientifica Icarus ha pubblicato uno studio [1] degli astrofisici John Matese e Daniel Whitmire che hanno proposto l’esistenza di un nuovo pianeta addirittura più grande di Giove all’estrema periferia del sistema Solare, dentro la nube di Oort.

Questo gigante lontanissimo ogni tanto scaglierebbe verso l’interno del sistema solare qualche cometa dall’immensa riserva di palle di neve sporca che costituisce la nube di Oort.

L’autorevole annuncio viene 30 anni dopo la congettura scientifica di Nemesis e qualche anno dopo la baggianata pseudoscientifica di Nibiru: c’è da crederci?

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Apophis, la fine del mondo nel 2036?

2 gennaio 2010
Rappresentazione artistica di un asteroide in rotta di collisione con la terra

Rappresentazione artistica di un asteroide in rotta di collisione con la terra

Ovvero cosa non si dice per farsi un po’ di pubblicità…

E’ di questi giorni la notizia che l’ente spaziale russo Roskosmos (per bocca del suo direttore Anatoly N. Perminov) sarebbe molto preoccupato per l’asteroide Apophis (il cui nome viene dal dio egizio della distruzione), un gigantesco sasso cosmico di 300 metri di diametro la cui orbita interseca quella del nostro pianeta e per il quale è previsto un passaggio davvero molto ravvicinato nel 2036.

L’asteroide Apophis aveva già avuto una discreta copertura mediatica alcuni anni fa, quando fu scoperto nel 2004. Dai primi dati risultava una probabilità di impatto del 2,6% per il 2029, una percentuale altissima in termini astronomici.

Il tema dell’impatto devastante da parte di un asteroide era già stato trattato in diversi film holliwoodiani: nel film Meteor del 1979 e nei più recenti Deep Impact e Armageddon, entrambi del 1998, di qualche credibilità il primo e assolutamente ridicolo il secondo, ma comunque dal grande successo di pubblico.

La NASA dunque prestò la giusta attenzione alla faccenda anche dal punto di vista della comunicazione e le successive osservazioni ridussero drasticamente le probabilità di impatto fino a portarle a zero per il 2029.

Ma per il passaggio successivo, nel 2036, cosa si prevede?

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