Gli asteroidi pericolosi sono meno del previsto

30 settembre 2011
Asteroide 433 Eros

Asteroide 433 Eros visitato dalla sonda NEAR. Le sue dimensioni sono circa 34km x 11 km x 11 km.

Stanno arrivando le prime analisi dei dati raccolti dalla sonda automatica WISE durante il suo censimento del cielo all’infrarosso.

Una parte importante del lavoro della sonda era trovare nuovi asteroidi, in particolare quelli con orbite vicine a quella terrestre e dunque potenzialmente pericolosi. Questi oggetti sono chiamati NEO (Near Earth Objects).

I NEO grossa dimensione (di diametro superiore a un km) sono sostanzialmente quelli previsti (ne sono stati osservati il 90% del previsto). Ne sono stati trovati un migliaio, dei quali 911 già noti (sono più grossi e dunque più visibili). Nessuno di questi rischia di colpire la Terra nei prossimi secoli. In particolare, si pensa che siano stati trovati tutti gli asteroidi di dimensioni superiori a 10 km, tipo quello che potrebbe aver causato l’estinzione dei dinosauri.

I veri potenziali killer sono però i NEO di media dimensione (tra 100m e 1km di diametro), perché troppo piccoli per essere avvistati da lontano coi mezzi tradizionali. La vista agli infrarossi di WISE è invece in grado di localizzarli molto più facilmente. Si prevedeva che ce ne potessero essere circa 35.000. Ebbene, ci sono buone notizie…

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Pianeti rocciosi e lune

5 aprile 2011

Quanto è grande la Terra?Le dimensioni relative dei corpi celesti sono tanto misconosciute quanto le distanze astronomiche.

Per esempio, molti si meravigliano scoprendo che la nostra Luna è parecchio più grande di Plutone; e che anche Mercurio è più piccolo di alcune lune del sistema solare.

Nell’immagine che segue ho messo a confronto le dimensioni dei maggiori corpi rocciosi conosciuti del Sistema Solare. Si tratta dei pianeti rocciosi, di quelli nani e di alcuni satelliti naturali di pianeti del sistema solare…

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Tyche, signora delle comete; Nemesis, signora della distruzione; e Nibiru, signore dei creduloni

2 aprile 2011
Giove

Giove potrebbe non essere il più grande pianeta del Sistema Solare

Nel novembre dello scorso anno la rivista scientifica Icarus ha pubblicato uno studio [1] degli astrofisici John Matese e Daniel Whitmire che hanno proposto l’esistenza di un nuovo pianeta addirittura più grande di Giove all’estrema periferia del sistema Solare, dentro la nube di Oort.

Questo gigante lontanissimo ogni tanto scaglierebbe verso l’interno del sistema solare qualche cometa dall’immensa riserva di palle di neve sporca che costituisce la nube di Oort.

L’autorevole annuncio viene 30 anni dopo la congettura scientifica di Nemesis e qualche anno dopo la baggianata pseudoscientifica di Nibiru: c’è da crederci?

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WISE è in orbita

15 dicembre 2009

Lancio della missione WISE

Lancio della missione WISE

Oggi, 15 dicembre 2009, la NASA ha lanciato la missione WISE (Wide-field Infrared Survey Explorer). Un razzo Delta II ha portato il satellite in orbita polare intorno al nostro pianeta, a 500 km di quota.

WISE mapperà l’intero cielo osservandolo nell’infrarosso, e lo farà con una sensibilità e una risoluzione molto migliori di qualunque missione precedente.

Quasi tutti i corpi nell’universo brillano nell’infrarosso e la missione catalogherà gli oggetti astronomici più disparati, dagli asteroidi vicini alla Terra, alle stelle più fredde e meno luminose come le nane brune, ai dischi di polveri e gas dove si formano i pianeti e le stelle, fino alle galassie più lontane.

WISE compilerà un atlante con centinaia di milioni di oggetti e spianerà la strada a successive missioni mirate, come il James Webb Space Telescope, che tra qualche anno dovrebbe sostituire il glorioso Hubble Space Telescope.

I suoi obiettivi principali sono:

  • trovare le galassie più luminose dell’universo;
  • trovare le stelle più deboli e fredde, non visibili coi telescopi tradizionali, più vicine al nostro sistema solare;
  • scoprire la maggior parte degli asteroidi della fascia principale, di dimensioni superiori ai 3 km;
  • compilare un catalogo il più possibile completo per le missioni successive.

Per poter osservare nell’infrarosso, la sonda dev’essere più fredda di ciò che osserva. Sarà portata quindi ad una temperatura bassissima, oltre 256°C sotto zero (meno di 15°K). A questo scopo sarà utilizzato criostato a idrogeno solido (ghiacciato), che permetterà al satellite di operare per circa dieci mesi. Nel primo mese il satellite sarà tarato e calibrato. Nei mesi successivi scansionerà il 99% del cielo, prendendo 8 o più fotogrammi indipendenti per ciascuna posizione.

Ogni foto di WISE coprirà una zona grande circa tre volte la Luna piena. Ne può scattare una ogni 11 secondi, e dopo sei mesi ne avrà prese 1 milione e mezzo, coprendo l’intero cielo. Le foto avranno una risoluzione di 1 megapixel per ciascuna delle quattro lunghezze d’onda cui il suo telescopio è sensibile – 3.4 µm, 4.6 µm, 12 µm, e 22 µm – tutte invisibili all’occhio umano che è sensibile a lunghezze d’onda molto minori, tra 0.38 µm e 0.760 µm.

I dati così raccolti saranno scaricati quattro volte al giorno dai centri di controllo e memorizzati nei computer a terra, dove verranno combinate in un grande atlante dell’intera sfera celeste.

WISE in orbita

Rappresentazione artistica dell'osservatorio automatico WISE in orbita

Tra le centinaia di milioni di oggetti che WISE mapperà, ci saranno nuovi asteroidi, probabilmente nuovi pianeti nani del nostro sistema solare nella fascia di Kuiper, forse qualche luccichio nella nube di Oort e – chissà – magari una nana bruna a due o tre anni luce di distanza.

Scommettiamo che i catastrofisti vedranno in ciascuno di questi corpi celesti una potenziale fine del mondo, parleranno di Nibiru o di Nemesis, diranno che i Maya l’avevano previsto, che anche Nostradamus l’aveva previsto, e che pure Cayce l’aveva previsto? E quando la NASA mostrerà che l’orbita di quel corpo non intersecherà mai quella della Terra, parleranno di complotto o passeranno a gufare sul prossimo oggetto…